Dalla Procura di Ragusa con l’accusa di diffamazione alla Commissione antimafia

Paolo Borrometi citato a giudizio

Claudio Fava e Paolo Borrometi

RAGUSA – La Procura della Repubblica di Ragusa ha disposto la citazione diretta a giudizio per il giornalista Paolo Borrometi, imputato del reato di diffamazione nei confronti del presidente della Commissione parlamentare di inchiesta e vigilanza e della corruzione in Sicilia della XVII legislatura, il giornalista Claudio Fava, e dei componenti della stessa commissione Rosanna Cannata, Nicola D’Agostino, Gaetano Galvagno, Annunziata Luisa Lanteri, Margherita La Rocca e Giuseppe Zitelli.
Paolo Borrometi, 39 anni, attualmente vicedirettore dell’Agi, presidente dell’Associazione “Articolo 21” e consigliere nazionale Fnsi della lista “Controcorrente”, a conclusione delle indagini preliminari scaturite dalle querele della Commissione parlamentare antimafia della Sicilia, del 2 e 13 luglio 2020, è stato citato a giudizio dai pubblici ministeri Fabio D’Anna e Monica Monego, rispettivamente Procuratore della Repubblica e Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica di Ragusa, e dovrà comparire l’8 giugno 2023 davanti al Giudice monocratico del Tribunale di Ragusa, Antonella Frizilio.
Il procedimento trae origine da un post di Borrometi che, nel 2020 su Facebook, nella  qualità di direttore della testata “La Spia”, affermava: «mi si accusa di non aver pubblicato l’appello pro Scicli contro lo scioglimento. Falso, Falsissimo (…) provate a mettere, su Google, “appello contro lo scioglimento di Scicli”, vedrete che vi apparirà la pubblicazione del 15 marzo 2015, da me – ribadisco – pubblicato. Io quel documento l’ho pubblicato. Ed invece nella relazione si dice “Borrometi non lo ha pubblicato”… perché nella relazione della Commissione presieduta da Fava si dice questa cosa palesemente non vera?».
Post che, a giudizio della Procura di Ragusa «offendeva la reputazione» di Claudio Fava e di tutta la Commissione parlamentare antimafia della Sicilia che, in audizione, affermavano che «l’articolo non era stato rinvenuto nonostante accurate ricerche» per come configurato dai pubblici ministeri nel decreto di citazione diretta a giudizio.
«Invero – è scritto nel decreto – la pubblicazione di detto articolo risultava intervenuta sul sito on line “La Spia” tra le ore 17.59 del 26 febbraio 2020 (ovvero al termine dell’audizione del Borrometi dinnanzi alla Commissione parlamentare) e le ore 19.47 del 27 febbraio 2020 e non il 15 marzo 2015».
Commentando il decreto di citazione a giudizio per Paolo Borrometi, chiamato a rispondere del reato di diffamazione nei confronti della Commissione antimafia dell’Assemblea Regionale Siciliana, Claudio Fava ha dichiarato che «è un primo, dovuto passo per restituire onorabilità alla nostra Commissione, al lavoro svolto e allo scrupolo con cui abbiamo sempre operato». (giornalistitalia.it)

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