Dopo La Stampa anche il giornale fondato da Scalfari contro la cessione del Gruppo Gedi

Oggi scioperano i giornalisti de la Repubblica

La redazione del quotidiano la Repubblica

ROMA – Dopo lo sciopero dei giornalisti del quotidiano La Stampa, che ieri non è andato in edicola, oggi è la volta de la Repubblica in stato di agitazione permanente per l’annuncio di Exor di cedere il gruppo editoriale Gedi al magnate greco Theodore Kyriakou.

John Elkann

L’assemblea dei giornalisti, riunita congiuntamente a quella dei lavoratori degli altri settori, ha «preso atto con profondo sconcerto – si legge nel documento – dell’annuncio della proprietà della svendita di quel che resta del nostro gruppo editoriale, che in questi anni è stato smantellato pezzo dopo pezzo dall’attuale editore, John Elkann».
L’assemblea ha, quindi, decretato lo stato di agitazione permanente con la sospensione immediata della partecipazione a tutte le iniziative editoriali speciali e ha consegnato al comitato di redazione e alla Rsu un primo pacchetto di cinque giorni di sciopero, a cominciare da oggi, venerdì 12 dicembre, per impedire l’uscita nella giornata di domani, sabato 13 dicembre. Anche il sito non sarà aggiornato fino alle ore 7 di sabato.
«Siamo pronti – afferma l’assemblea di Repubblica – a una stagione di lotta dura a tutela del perimetro delle lavoratrici e dei lavoratori e dell’identità del nostro giornale a fronte della cessione ad un gruppo straniero, senza alcuna esperienza nel già difficile panorama editoriale italiano e il cui progetto industriale è al momento sconosciuto. Per questo riteniamo intanto indispensabile che i vertici di Gedi mettano immediatamente sul tavolo delle trattative con l’acquirente garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali e sulla salvaguardia dell’identità politico-culturale di un giornale come Repubblica, che costituisce dalla sua fondazione, 50 anni fa, un pezzo della storia e della politica nazionale».
«Ci impegniamo fin da oggi – afferma l’assemblea di Repubblica – a combattere con ogni strumento a nostra disposizione per la difesa di queste garanzie democratiche fondamentali per l’intero Paese. In ballo non c’è un semplice marchio, ma la sopravvivenza stessa di un pensiero critico.
Per questo faremo appello a tutte le forze sociali, politiche, sindacali e istituzionali oltre che alla comunità dei lettori per avere il loro sostegno nella battaglia che ci attende».
Anche le Rsu GnnRep «aderiscono allo stato di agitazione promosso dalle giornaliste e dai giornalisti affiancandosi a loro nelle azioni che verranno messe in campo al fine di garantire la tutela del perimetro occupazionale e preservare l’identità del nostro giornale». (giornalistitalia.it)

Cdr Fanpage.it: “Ennesima umiliazione”
Solidarietà ai colleghi del Gruppo Gedi viene espressa anche dal Cdr di Fanpage.it, per il quale «si tratta di una ennesima umiliazione». «La trattativa per la vendita dei giornali di Gedi – sottolinea il Cdr – arriva senza fornire garanzie per il lavoro dei colleghi, e in un momento storico di particolare difficoltà per l’editoria. Registriamo con amarezza che, ancora una volta, queste difficoltà vengono fatte ricadere sulle spalle delle giornaliste e dei giornalisti, le persone che materialmente attraverso il loro lavoro quotidiano rendono possibile la libertà di stampa e di informazione». (giornalistitalia.it)

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