Roccella indignata. Cangini: “Strappo la tessera”. Unirai Figec: “Vigilare sull’uso dei fondi”

Odg: infuria la polemica sul contributo ad Articolo 21

Il ministro Eugenia Roccella, Andrea Cangini, segretario della Fondazione Einaudi e Sara Verta, segretario di Unirai Figec

ROMA – Monta sempre di più la polemica sulla delibera del Comitato Esecutivo dell’Ordine dei Giornalisti, ratificata dal Consiglio Nazionale, che elargisce un contributo di 20 mila euro all’Associazione Articolo 21 “per i costi di gestione e organizzazione del programma delle attività previste per l’anno 2026”.
Delibera contestata sia all’interno che all’esterno del Consiglio Nazionale dell’Ordine perché l’associazione, tra i promotori del “Comitato per il no” al referendum, è soggetto elettorale a tutti gli effetti, quindi si ritiene inopportuno finanziarne l’attività.
La giornalista Eugenia Roccella, ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, ricorda che «l’ordine dei giornalisti non è un sodalizio privato ma un ente di diritto pubblico, che amministra l’esercizio di una professione importantissima in un sistema democratico. Immagino che nella delibera del Consiglio nazionale non vi sia alcun riferimento alla campagna referendaria, ma ragioni di elementare opportunità avrebbero dovuto sconsigliare un’iniziativa del genere, se non altro per un minimo rispetto dei tanti iscritti che legittimamente possono pensarla in modo diverso.

Carlo Bartoli, presidente del Cnog

Anche solo il sospetto che possa esservi un nesso tra il finanziamento ad “Articolo 21” e la campagna referendaria è un fatto allarmante in una democrazia, e se questo sospetto non venisse fugato al di là di ogni ragionevole dubbio ciò sarebbe di una gravità inaudita».
«Il fatto – sottolinea Roccella – che il malessere pubblicamente esternato su questa vicenda da giornalisti membri del Consiglio nazionale dell’ordine noti per la propria indipendenza di pensiero non abbia suscitato precisazioni o smentite, autorizza una seria preoccupazione. Sarebbe come minimo doveroso che l’ordine dettagliasse il tipo di attività finanziate con queste risorse e che il loro utilizzo venisse rigorosamente rendicontato. Resta comunque lo sconcerto che, da persona che ha dedicato al giornalismo un’intera vita, non posso non manifestare».
«Apprendo con sconcerto – afferma, dal canto suo, il giornalista Andrea Cangini, segretario generale della Fondazione Einaudi e membro fondatore del Comitato SìSepara – che il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha deliberato di sostenere la campagna per il No al referendum sulla separazione delle carriere utilizzando le quote degli associati. Prendo atto – aggiunge l’ex direttore dei quotidiani Qn e Il Resto del Carlino – che l’Ordine dei giornalisti ha cessato di svolgere la propria funzione per farsi soggetto politico. Confido in un ripensamento, in caso contrario straccerò di conseguenza la mia tessera professionale e smetterò di pagare le quote annuali come è ovvio che sia».

Il tavolo della Presidenza del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti riunitosi a Roma il 3 e 4 febbraio (Foto Markus Perwanger)

Il sindacato interno dei giornalisti Rai, Unirai Figec, giudica «lodevole l’iniziativa deI Consiglio dell’Ordine dei giornalisti di finanziare le attività di associazioni di categoria che si impegnino in progetti a tutela della professione», ma «alla luce delle iniziative assunte da qualche ente a sostegno delle campagne referendarie», chiede al presidente di «vigilare sulla effettiva destinazione dei fondi erogati per le finalità indicate nei progetti deliberati e di revocare i finanziamenti qualora fosse evidente una distorsione dagli obiettivi programmati.

Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti in via Sommacampagna 19-21 a Roma

Una diversa destinazione degli emolumenti dell’Ordine avrebbe l’effetto di alterare l’equilibrio delle formazioni sociali in campo e di cagionare un danno alla terzietà e credibilità dell’Ordine». Unirai Figec confida, pertanto, «nella volontà dell’Ordine di contribuire alla formazione e al sostegno della professione» augurandosi «che nessuna iniziativa che si possa qualificare di rango politico sia stata adottata e sostenuta con i fondi devoluti a progetti di natura professionale». (giornalistitalia.it)

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