“È nel Comitato referendario del No”. Il caso finisce in Parlamento. Bartoli replica, ma...

Odg: è polemica sui 20mila euro ad Articolo 21

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti

ROMA – È polemica aperta sulla delibera del Comitato Esecutivo dell’Ordine dei Giornalisti, ratificata ieri a maggioranza dal Consiglio Nazionale, che elargisce un contributo di 20 mila euro all’Associazione Articolo 21 “per i costi di gestione e organizzazione del programma delle attività previste per l’anno 2026”.

Fabio Rampelli

Il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli (Fratelli d’Italia) ha annunciato un’interrogazione parlamentare nella quale afferma che «Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ha deliberato di dare 20mila euro all’Associazione Articolo 21 per le iniziative annuali previste per il 2026. Art.21, come si può leggere sul sito, è impegnata quotidianamente in attività sociale a sostegno della campagna referendaria per il no e fa parte del Comitato della società civile per il no. La decisione è stata presa a maggioranza e a poco sono valse le legittime osservazioni di chi ha espresso voto contrario».
«L’Ordine dei Giornalisti come ente di diritto pubblico – spiega Rampelli – non può finanziare associazioni impegnate direttamente in iniziative elettorali di parte e non solo per ragioni di par condicio ma perché l’Odg da statuto ha “soltanto” il compito di formare i giornalisti e regolamentare l’accesso alla professione. Il paradosso è che l’Odg ha annullato i corsi di formazione sulla riforma della giustizia perché non avrebbero garantito la par condicio per poi decidere di di fatto di finanziare le campagne per il no».

Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti in via Sommacampagna 19-21 a Roma

«Le opzioni – conclude Rampelli – sono due: o si ritirano i finanziamenti o si stanziano altrettanti 20 mila euro ad associazioni giornalistiche impegnate per il sì. In ogni caso, farò un’interrogazione al ministro della Giustizia, la cui amministrazione sovraintende agli ordini professionali. Un ente pubblico deve avere una condotta quanto più terza nei confronti della politica, a maggior ragione se si è l’ente che riunisce tutti i giornalisti italiani di qualunque sia l’orientamento culturale».
All’on. Rampelli replica il presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli, affermando che «il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti ha ratificato la proposta del Comitato Esecutivo di finanziare le iniziative in difesa del giornalismo organizzate da alcune associazioni consolidando così una prassi pluriennale e in qualche caso decennale. Ossigeno per l’informazione, Carta di Roma e Articolo 21 riceveranno un sostegno – a fronte della presentazione dei relativi giustificativi – per organizzare specifiche iniziative a tutela della professione».

Carlo Bartoli

Secondo Bartoli «si tratta di associazioni e non di parti politiche, come maliziosamente viene affermato da alcuni, che operano a difesa della libertà d’informazione da decenni. Affermare che l’Ordine finanzi associazioni che si schierano a favore o contro il referendum significa distorcere la realtà oggettiva. Vale la pena ricordare che questi finanziamenti vengono erogati sulla base della presentazione di specifici progetti e sulla base di un bando pubblico che è stato largamente pubblicizzato lo scorso anno».
«Il Consiglio nazionale dell’Ordine – sostiene Bartoli – non è disponibile a farsi strumentalizzare da parte di sostenitori delle ragioni del Sì e del No a corto di argomenti».
A illustrare le ragioni del voto contrario al contributo ad Articolo 21 è stato Giovanni Innamorati spiegando che «Articolo 21, essendo promotore del “Comitato della Società Civile per il no” è un soggetto elettorale a tutti gli effetti, quindi è inopportuno finanziarne l’atttività».
Resta il fatto che, contrariamente alle altre due delibere di contributo di 20 mila euro alle associazioni Ossigeno per l’informazione (astenuto Markus Perwanger) e Carta di Roma (astenuti Markus Perwanger e Nello Scavo che ne è il presidente), la delibera di Articolo 21 non è stata approvata a larga maggioranza. Dei 60 consiglieri nazionali erano presenti in 57: 33 hanno votato a favore, 8 contro (tra essi Francesca Filippi, Giovanni Innamorati, Andrò Merkù e Carlo Parisi), 4 si sono astenuti (tra essi Markus Perwanger) e ben 12 non hanno partecipato alla votazione. (giornalistitalia.it)

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