Non basta proclamarsi contro la mafia, ma scegliere da che parte stare anche se si è soli

Nino De Masi: il coraggio mite di un uomo libero

Pino Toscano, Giovanna Russo, Antonino De Masi e Carlo Parisi (Foto Giornalisti Italia)

GIOIA TAURO (Reggio Calabria) – Leggere “Inferi” di Antonino De Masi significa attraversare il dolore, la paura, il peso della solitudine, ma anche riscoprire la forza autentica della dignità umana e della libertà. È la storia toccante di vita di un calabrese onesto che ha scelto di ribellarsi al cancro della ’ndrangheta, pagando un prezzo altissimo pur di non piegare la schiena davanti alla violenza mafiosa.

“Inferi. La storia vera di un sopravvissuto alla ’ndrangheta” di Antonino De Masi con Pietro Comito (Compagnia Editoriale Aliberti, 336 pagine, 19 euro)

Parlarne, poi, a Gioia Tauro in una Casa del Laicato piena di gente onesta non è stata la semplice presentazione di un libro. Quello di ieri sera, mercoledì 13 maggio, è stato un incontro speciale che conserverò sempre nel mio cuore. Un momento umano, civile e profondamente educativo che lascia dentro una consapevolezza ancora più forte: il tema dell’antimafia e dell’antimafia penitenziaria, costi quel che costi, deve rimanere centrale nel dibattito pubblico. Pertanto, desidero innanzitutto rivolgere un sincero ringraziamento al Circolo Culturale “Giambattista Vico”, al suo presidente Pino Toscano, per l’invito, per l’accoglienza autentica, per il supporto di accompagnamento e per le parole profonde e rispettose riservate agli ospiti e ai relatori.
Pino Toscano rappresenta il volto di un giornalismo d’altri tempi: un giornalismo capace ancora di ascoltare, approfondire e custodire umanamente il valore delle storie senza piegarle alla superficialità del tempo veloce.

La platea della Casa del Laicato di Gioia Tauro in occasione della presentazione del libro “Inferi” scritto da Antonino De Masi con Pietro Comito (Foto Giornalisti Italia)

Un sentito ringraziamento anche a Carlo Parisi per la sua lealtà espositiva, per la lucidità dell’analisi e per quella capacità rara di raccontare questa terra con equilibrio e verità. Figlio della Calabria, tra Reggio e Roma continua ad offrirci una visuale più completa di chi siamo, delle nostre contraddizioni ma anche delle nostre straordinarie possibilità di riscatto.

Antonio Castellano, Giovanna Russo, Pino Toscano, Antonino De Masi e Carlo Parisi (Foto Giornalisti Italia)

Nino De Masi non è un eroe. É la direzione che ogni calabrese onesto, anche quando ha paura, deve trovare il coraggio di seguire. Per troppo tempo in Calabria si è alimentata l’idea che il male fosse più forte del bene. Ma non è così.

Giovanna Russo con Lucrezia, bambina di Calabria

Esistono straordinarie forze dell’ordine, straordinari magistrati, ma soprattutto esistono straordinari calabresi, a cui va il mio pieno riconoscimento umano e istituzionale, che ogni giorno avanzano in silenzio e costruiscono il vero bene di questa terra. Ma vi è un altro aspetto che oggi non possiamo più avere paura di dire con chiarezza.
In Calabria bisogna combattere un sistema. Un sistema che soffoca questa terra e che non coincide soltanto con la ’ndrangheta raccontata nelle cronache giudiziarie. La criminalità organizzata è anche cultura dell’omertà, dell’assuefazione, della convenienza, della paura trasformata in silenzio. Un sistema trasversale che troppo spesso prova a trasformare i diritti in favori, la dignità in concessione, la libertà in dipendenza. É quel sistema che mortifica i cittadini onesti, che scoraggia i giovani, che spinge molti ad abbassare lo sguardo o ad andare via.

Giovanna Russo, Pino Toscano e Antonino De Masi (Foto Giornalisti Italia)

Un sistema che talvolta riesce persino ad insinuarsi nei luoghi dove, invece, dovrebbero vivere soltanto il senso dello Stato, il rigore delle istituzioni e la responsabilità morale verso la collettività. Ed è proprio per questo che storie come quella di Nino De Masi assumono un valore ancora più grande.

Le Officine di Antonino De Masi

Perché ci ricordano che la vera rivoluzione, in Calabria, è continuare ad essere persone libere. Liberi di dire no. Liberi di non piegarsi. Liberi di pretendere che un diritto resti un diritto e non diventi mai una concessione elargita da qualcuno. La Calabria non potrà cambiare soltanto attraverso le operazioni di polizia o le sentenze dei tribunali, pur fondamentali. Cambierà definitivamente quando crescerà una coscienza collettiva capace di riconoscere il male anche quando si presenta con il volto dell’abitudine, della raccomandazione, della convenienza o dell’indifferenza istituzionale. Lo dobbiamo a noi stessi, ai più piccoli. Ma soprattutto lo dobbiamo agli occhi di Nino, un figlio, un padre, un nonno, un uomo forte e umile che sin da bambino sentiva altri occhi puntati addosso.

Antonio Castellano, Giovanna Russo, Puno Toscano, Antonino De Masi e Carlo Parisi (Foto Giornalisti Italia)

La questione delle mafie, del contrasto alla criminalità organizzata, del contrasto alla ’ndrangheta, non può fermarsi fuori dalle porte delle carceri calabresi. Lo Stato dimostra di essere più forte anche dentro le mura degli istituti penitenziari, attraverso la legalità, la dignità della pena, il recupero possibile e la difesa dei valori costituzionali.

Giovanna Russo, Antonino De Masi e Carlo Parisi (Foto Giornalisti Italia)

Per questo il tema dell’antimafia penitenziaria rappresenta oggi una sfida culturale e istituzionale imprescindibile: perché la lotta alle mafie non si esaurisce nell’arresto, ma continua nella capacità dello Stato di presidiare legalità, umanità e giustizia anche nei luoghi della privazione della libertà personale.
Ecco perché oggi servono coraggio, credibilità e coerenza. Perché non basta proclamarsi contro la mafia, bisogna scegliere ogni giorno da che parte stare. Anche quando costa. Anche quando si resta soli.
Grazie Dottore Antonino De Masi, per la mitezza del coraggio. Grazie per la testardaggine di chi non si è fermato, anche pagando a caro prezzo la verità. In fondo, dire “per amore di giustizia” si svuota di senso se quella giustizia non la si vive davvero. E Nino De Masi la vive ogni giorno. Almeno qui, a queste latitudini. E noi, siamo al suo fianco come siamo accanto a tutti coloro che resistono per cambiare le cose. (giornalistitalia.it)

Giovanna Russo

Un commento

  1. Grazie di cuore. Sei straordinaria.

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