Il giornalista in carcere da oltre due anni in Tunisia con accuse non provate

Mourad Zeghidi fa lo sciopero della fame

Mourad Zeghidi

MORNAGUIA (Tunisia) – «Mentre, tra mille polemiche, iniziano i mondiali di calcio, uno dei commentatori sportivi più popolari in Tunisia è ridotto al silenzio e non da oggi».

A denunciarlo è Amnesty International rendendo noto che il giornalista Mourad Zeghidi, in carcere dall’11 maggio 2024, ha intrapreso uno sciopero della fame. Non sarebbe dovuto finire in prigione, ma la cosa più grave è che ha continuato a rimanerci anche al termine della condanna per “diffusione di notizie false” a seguito di un’altra pretestuosa accusa, questa volta di “riciclaggio”.
Amnesty International sottolinea che «Zeghidi, commentatore di Radio IFM e corrispondente per l’emittente televisiva francese Canal+, è una delle numerose vittime della repressione avviata nel 2021 dal presidente tunisino Kais Saied, che ha colpito oltre al giornalismo anche l’attivismo per i diritti umani, l’opposizione politica e parte della magistratura».
Detenuto nella prigione di Mornaguia, Zeghidi ha intrapreso lo sciopero della fame per protestare contro la prolungata persecuzione ai suoi danni: l’indagine per “riciclaggio”, avviata nel febbraio 2024, non si basa su alcuna prova.
«Lo sciopero della fame – ha scritto Zeghidi dal carcere al suo avvocato – è un grido di rabbia e una richiesta di aiuto, che spero arrivino non solo in Tunisia ma anche altrove»,
La figlia Inès e la sorella Meriem si sono associate allo sciopero della fame insieme ad altre persone che difendono i diritti umani. (giornalistitalia.it)

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