Piero Gribaudi

TORINO – Addio allo scrittore ed editore di ispirazione cattolica Piero Gribaudi, fondatore della Gribaudi Editore, specializzata in libri religiosi e di cultura religiosa che hanno contribuito al rinnovamento dell’editoria cattolica immediatamente dopo il Concilio Vaticano II: pubblicò testi profetici come quelli di don Luigi Rosadoni (“La violenza dei disarmati”), di don Divo Barsotti (“La Chiesa e Israele”), di padre David Maria Turoldo, facendo conoscere per primo la comunità monastica di Bose del priore Enzo Bianchi. Piero Gribaudi aveva 86 anni ed è morto domenica sera a Torino “dopo una lunga e dolorosa malattia”. Lo rende noto la sua casa editrice.
I funerali si terranno domani, mercoledì 13 marzo, alle ore 10, nella parrocchia Beata Vergine delle Grazie – Crocetta, in Corso Einaudi 23 a Torino.
Gribaudi fondò la sua casa editrice nel 1966 a Torino, dopo essere stato direttore per circa sette anni presso la casa editrice Borla. E presso Borla aveva scoperto e lanciato per primo in Italia autori cattolici come Hans Küng, Jean Guitton, Jacques Maritain, Michel Quoist.
La giovane casa editrice Gribaudi ebbe immediato successo grazie all’amicizia e ai suggerimenti di don Giovanni Barra, educatore e sacerdote piemontese sensibile alle problematiche sociali sulla scia di don Primo Mazzolari.
Seguì la scoperta di un nuovo originalissimo scrittore di spiritualità, don Alessandro Pronzato – recentemente scomparso – e il suo primo libro “Ma io vi dico”, 6 edizioni in un anno, a cui seguì “Vangeli scomodi”oggi bestseller internazionale, con oltre 31 edizioni, tradotto in 20 lingue, il libro che Papa Francesco regalò a Fidel Castro nel suo storico viaggio a Cuba.
«L’appoggio in redazione di don Rosadoni – sottolineano i colleghi della Gribaudi Editore – e soprattutto quello costante e prezioso della moglie Maria Luisa, sempre al suo fianco, sono la sua squadra vincente».
Vale la pena ricordare che Piero Gribaudi fu il primo a dare il via ad una collana di libri per ragazzi, “Biblioteca della Gioventù” poi “Biblioteca Giovane”, oltre 150 titoli negli anni. Lo scopo era di stimolare, guidare, aiutare i giovani già allora poco inclini alla lettura.
Questo bisogno di “colmare vuoti” è sempre stato – e continua a essere – una caratteristica della casa editrice. (giornalistitalia.it)

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