ROMA – Ancora minacce contro un giornalista. Questa volta a finire nel mirino è la giornalista Rita Cavallaro, firma del quotidiano Il Giornale, destinataria di gravissime intimidazioni ricevute sui social network dopo gli articoli dedicati ai nuovi sviluppi dell’inchiesta sul delitto di Chiara Poggi avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007.
Secondo quanto denunciato da Il Giornale, la cronista è stata raggiunta sui profili Facebook e X da una serie di messaggi intimidatori di eccezionale gravità. L’autore delle minacce ha evocato un’aggressione con acido muriatico, un colpo d’arma da fuoco alla schiena e persino lo strangolamento, annunciando anche l’intenzione di presentare una denuncia nei suoi confronti insieme alla difesa di Andrea Sempio. Tra le frasi pubblicate contro di lei: «Ti facciamo conficcare un proiettile nella spina dorsale e sfregiare con l’acido muriatico. Devi pagarla..,».
Le intimidazioni arrivano dopo oltre un anno di insulti e campagne d’odio legate alla copertura giornalistica del caso Garlasco.
Di fronte all’escalation, la giornalista si è rivolta all’avvocato Elisabetta Aldrovandi, che ha presentato querela chiedendo l’attivazione del cosiddetto “codice rosso” e l’immediata identificazione del responsabile, con la richiesta di adottare le misure cautelari previste dalla legge.
Rita Cavallaro ha ribadito di voler continuare a svolgere il proprio lavoro senza lasciarsi intimidire.
L’episodio riporta l’attenzione sul clima di crescente ostilità nei confronti di chi esercita il diritto di cronaca. Sempre più spesso il confronto, anche su vicende giudiziarie di forte impatto mediatico, degenera in campagne di odio e intimidazioni personali che nulla hanno a che vedere con il legittimo diritto di critica.
«Le minacce rivolte a Rita Cavallaro – afferma il sindacato dei giornalisti Figec esprimendo piena solidarietà alla collega – rappresentano un attacco non solo alla persona e alla professionista, ma anche al principio della libertà di informazione, garantito dall’articolo 21 della Costituzione. Nessun giornalista dovrebbe essere costretto a svolgere il proprio lavoro sotto la pressione della paura o della violenza».
«Auspicando che gli autori delle minacce vengano rapidamente identificati e chiamati a rispondere delle proprie responsabilità», la Federazione Italiana Giornalismo Editoria Comunicazione ricorda che «difendere un giornalista minacciato significa difendere il diritto dei cittadini a ricevere un’informazione libera, indipendente, pluralista e senza condizionamenti».
La vicenda, che ha gravemente indignato e suscitato numerose attestazioni di solidarietà da parte del mondo dell’informazione, richiama ancora una volta l’esigenza di contrastare con determinazione ogni forma di intimidazione nei confronti dei cronisti.
Il Direttore e la Redazione di Giornalisti Italia esprimono piena vicinanza a Rita Cavallaro, confidando di una rapida conclusione delle indagini che assicurino alla giustizia l’autore delle gravissime intimidazioni nei confronti della collega». (giornalistitalia.it)
Pierantonio Lutrelli








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