Al Castello Sforzesco 100 disegni realizzati per Il Mondo con cui collaborò per 20 anni

Milano: in mostra il giornalismo illustrato di Bestetti

Uno dei disegni più celebri di Bestetti

Uno dei disegni più celebri di Bestetti

MILANO – Si inaugura domani, martedì 21 ottobre, alle ore 18, con ingresso aperto al pubblico, la mostra “Il giornalismo illustrato di Pietro Bestetti (1977-2000)”, allestita nella Sala del Tesoro del Castello Sforzesco dal 22 ottobre al 7 dicembre 2014.
La rassegna, realizzata dal Comune di Milano (Direzione Cultura – Soprintendenza Castello, Musei Archeologici e Musei Storici) – Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli”, rientra nel programma delle iniziative promosse per Bookcity 2014.
La mostra è curata da Giovanna Mori, conservatore della Raccolta delle Stampe “A. Bertarelli”, e da Pietro Bestetti, che ha recentemente donato alla Raccolta Bertarelli un nucleo di oltre 300 opere: tavole preparatorie, disegni e copertine, da lui illustrate per testate giornalistiche, tra cui la rivista settimanale “Il Mondo”, alla quale egli collaborò per più di 20 anni, e per case editrici italiane ed estere.
La mostra dunque, grazie alla donazione che ha permesso di arricchire significativamente il patrimonio dell’Istituto, è un’occasione per ripercorrere i momenti salienti della prolifica produzione artistica di Pietro Bestetti.
“Milano è capace di raccontare se stessa e la storia del pensiero e della creatività italiana in molti diversi modi – ha commentato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno -. Il Castello Sforzesco è uno scrigno che cela non solo tesori del passato, ma anche (a volte insospettabili) testimonianze della creatività moderna e contemporanea”. Come questa mostra di Bestetti, ha aggiunto l’assessore, “che è in grado di documentare il presente attraverso lo sguardo attento di chi ha usato il proprio talento creativo per riflettere sulla propria attualità e poi comunicarla agli altri filtrata dalla propria sensibilità: un processo di sintesi capace di rendere più accessibile la conoscenza grazie al tratto semplice di un disegno. Ed anche grazie a questo modo di fare giornalismo che Milano è diventata la capitale italiana della lettura e dell’editoria”.
Pietro Bestetti, nato a Mantova nel 1943, si forma alla Scuola Superiore d’Arte del Castello Sforzesco; nella sua lunga attività artistica ha lavorato e prodotto per diverse testate italiane ed estere tra cui “La Repubblica”, “L’Espresso”, “Graphis”, “The New York Times”.
La rassegna prevede l’esposizione di 100 disegni eseguiti tra il 1977 e il 2000 per la rivista di economia e politica “Il Mondo”, inoltre disegni preparatori e copertine che testimoniano il modus creandi dell’artista. Il settimanale, fondato nel 1949 da Gianni Mazzocchi e diretto da Mario Pannunzio, si delineava come un periodico di cultura laica, anticonformista e indipendente; nel 1969 venne acquisito da Rizzoli e, sotto la direzione di Paolo Panerai, assunse un taglio strettamente economico-politico sul modello del periodico “The Economist”.
Tratto distintivo dei disegni di Bestetti è l’analisi, attraverso un’apparente semplicità tecnica, della situazione sociale ed economica italiana ed internazionale. Il suo modus operandi è caratterizzato da un segno grafico lineare ed efficace, reso attraverso l’uso di colori tenui e mediante l’inserimento di collages.
L’immagine da pura forma estetica diventa essa stessa messaggio informativo e giornalistico: teste anonime vengono riempite da Bestetti di significati di volta in volta differenti; sagome della Lira e del Dollaro divengono segnale e allegoria della precaria situazione economica; paesaggi spogli, svuotati dalla presenza sociale dell’uomo e con una natura quasi inesistente, rimossi da ogni coordinata spazio-temporale, sono abitati da figure essenziali, dai tratti geometrici.
Riproposte oggi, queste immagini non perdono la loro attualità. Il visitatore viene condotto attraverso un percorso che rievoca quei decenni di incertezza politica e sociale italiana e invita a riflettere sulle possibili analogie con l’attuale situazione.
Il catalogo della mostra sarà edito da Silvana Editoriale.

I commenti sono chiusi