Maurizio Pizzuto

ROMA – Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, dopo aver ignorato per anni il problema, riconosce per la prima volta ad un giornalista, con un accordo transattivo, il ruolo di “Coordinatore del Servizio di Comunicazione Istituzionale”.
Con un accordo sottoscritto in sede di conciliazione, alla Sezione Lavoro del Tribunale di Roma (presidente Orrù, relatore Antonioni, a latere Buonassisi), il Mibac ha, infatti, riconosciuto a Maurizio Pizzuto, che lavora per l’ente da oltre 35 anni, il ruolo di “Coordinatore del Servizio di Comunicazione Istituzionale”, incassando dal giornalista la rinuncia a proseguire l’azione legale “per demansionamento, dequalificazione e piena emarginazione dal contesto lavorativo”.

La Sezione Lavoro del Tribunale di Roma Sezione in via Lepanto

Azione legale che Pizzuto aveva promosso, con provvedimento d’urgenza ex art. 700 del codice di procedura civile. Rigettato il ricorso dal Tribunale, Pizzuto proponeva reclamo rivendicando il reintegro nelle mansioni di capo redattore. All’opposizione del Mibac, che si era costituito in giudizio mediante l’Avvocatura dello Stato, il Collegio giudicante proponeva alle parti di addivenire all’accordo transattivo che ha, così, posto fine al contenzioso.
Maurizio Pizzuto, 59 anni, giornalista pubblicista dal 3 febbraio 1986 e professionista dal 30 gennaio 2018, difeso dagli avvocati Maurizio Santori e Giuseppe Sigillò Massara, sarà quindi incaricato, “in diretta collaborazione con il Direttore generale – è scritto testualmente nel verbale di conciliazione – sulla base delle direttive impartite dal Direttore generale cura i più rilevanti aspetti della comunicazione istituzionale sulla base delle indicazioni che la direzione generale riceve dall’ufficio stampa centrale e in intesa con esso. Cura la rassegna stampa eventualmente aggiuntiva a quella istituzionale e formula proposte per la documentazione video-fotografica sulle attività istituzionali della Direzione generale; svolge attività di supporto al Direttore generale nei collegamenti con l’Ufficio Stampa del Ministro ed eventualmente con gli organi di informazione; cura la progettazione e l‘attuazione di progetti Art bonus ai fini del reperimento di risorse aggiuntive e di campagne di comunicazione integrate e iniziative promozionali; propone aggiornamenti del sito istituzionale; svolge attività di supporto organizzativo per manifestazioni ed eventi utili a promuovere le attività della Direzione generale e il sistema nazionale del museo. Propone e predispone progetti di formazione dei funzionari della comunicazione del territorio sulla base delle strategie di comunicazione della Direzione generale e in linea con i piani nazionali di formazione del Ministero e ne cura la successiva esecuzione; svolge attività di verifica e monitoraggio delle capacità comunicative degli istituti sulla base di eco della stampa e soddisfazione dell’utenza; svolge costante monitoraggio dei siti internet dei poli museali autonomi di seconda fascia”.
Il Mibac si impegna, altresì, a garantire a Pizzuto “una collaborazione sempre più diretta con i direttori dei musei autonomi e dei Poli nonché delle reti museali nello svolgimento delle prestazioni professionali di promozione del patrimonio culturale” e “un ruolo di collegamento costante con i funzionari della comunicazione del territorio e la possibilità di ottenere l’affiancamento di personale a supporto, nell’eventualità di nuove assunzioni previste nei prossimi mesi”. (giornalistitalia.it)

 

Una risposta a “Mibac: stop al contenzioso con il giornalista”

  1. Sono davvero felice per il direttore Maurizio Pizzuto, un grande professionista e persona che ha sempre lavorato egregiamente per il bene del Mibac, dell’arte e della cultura! Con lui ho avuto il piacere di lavorare, per la prima volta, in occasione del restauro on-line e dal vivo dell’Apollo di Veio a Villa Giulia cui seguì il film-documentario con la regia di Folco Quilici che Pizzuto riuscì a portare alla Biennale di Venezia nel 2005. Professionisti come lui, che si impegnano con passione, competenza e creatività per promuovere l’arte e la cultura, senza far tirar fuori neppure un euro al Ministero, ma che riescono a coinvolgere sponsor privati per i finanziamenti, vanno premiati e tenuti stretti! Ci vuole più meritocrazia nel nostro Paese e finalmente, stavolta, Giustizia è stata fatta!

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