Monica Andolfatto

VENEZIA – «Grazie, grazie, grazie. Vogliamo ringraziare tutte e tutti per l’affetto vero e la vicinanza concreta che hanno accompagnato questi sei giorni, comprese le notti, di lotta. Una manifestazione straordinaria di solidarietà che prima ci ha sorpreso in senso positivo, e poi ci ha aiutato davvero a resistere, ad andare avanti compatti, strappando un primo risultato: il congelamento dell’avvio della procedura di licenziamento di tutti e otto i giornalisti del Messaggero di sant’Antonio».
Con queste parole Monica Andolfatto, segretario del Sindacato Giornalisti del Veneto, e Giulia Cananzi, fiduciaria di redazione del Messaggero di sant’Antonio, annunciano la decisione dei frati, editori della testata, di congelare il licenziamento degli 8 giornalisti.
Decisione che annulla, di fatto, l’incontro convocato – e quindi revocato – dall’assessore regionale al Lavoro Elena Donazzan per il 18 dicembre.
«L’azienda – spiega il segretario dell’Assostampa – ha accettato di congelare l’avvio della procedura di licenziamento degli 8 giornalisti, per intraprendere una fase interlocutoria, durante la quale definire un percorso condiviso teso a trovare soluzioni alternative nell’interesse reciproco. A tal riguardo si è concordato di dare continuità al contratto di solidarietà già in essere, in scadenza il 14 gennaio p.v., all’interno di un quadro di sostenibilità economica. Questo primo incontro si è concluso con la decisione di sospendere lo sciopero a oltranza, dopo sei giorni di proteste attuate in redazione dai giornalisti a difesa del posto di lavoro».
«Un risultato – sottolineano, all’unisono, Andolfatto e Cananzi – ottenuto insieme. Questa vertenza, che certo non è risolta, ci ha insegnato molto. Ci ha fatto riscoprire la forza che viene dalla condivisione dei valori come quello del lavoro inteso ancor prima che come fonte di sostentamento, come presidio di dignità e partecipazione, militanza sociale e sindacale».
«Grazie, grazie, grazie. Alla Federazione nazionale della Stampa – incalzano segretario dell’Assostampa e fiduciaria di redazione – ehe si è subito schierata al nostro fianco con l’Assostampa padovana, all’Ordine dei giornalisti, a tutte le associazioni di colleghi, l’Ucsi in primis, ai tanti cdr, alle istituzioni religiose e civili – dal vescovo al sindaco di Padova, all’assessora regionale al Lavoro – a tutti i giornalisti d’Italia che hanno acceso un faro importantissimo sulla nostra vertenza che speriamo non venga spento».
«Grazie, grazie, grazie. Agli altri lavoratori – proseguono Andolfatto e Cananzi – del Messaggero di sant’Antonio (sono 91 in totale) che in forme diverse e fantasiose, ci hanno appoggiato fin dall’inizio, e alle cittadine e ai cittadini di Padova che ci hanno abbracciato e sostenuto, facendo capire, se ce ne fosse stato bisogno, che il Messaggero di Sant’Antonio è la Basilica del Santo, e che i frati sono la città di Padova, innanzi tutto patrimonio comune e non solo di un Ordine. Nessuno si salva da solo. E non ci possono essere giornali senza giornalisti». (giornalistitalia.it)

Comments are closed.