REGGIO CALABRIA – Si può raccontare la finanza come un romanzo? Si può parlare di banche, scalate societarie e grandi interessi economici riuscendo a coinvolgere anche chi normalmente non riesce a decifrare o guarda a questi temi con distanza? Mario Giordano risponde a tali quesiti con il suo ultimo libro, “I re di denari.
Intrighi, segreti e potere dei signori delle banche. Alle spalle dei risparmiatori” (Rizzoli, 208 pagine, 19 euro), riuscendo a trasformare una materia complessa e spesso confinata alle pagine economiche dei quotidiani in un racconto capace di far interrogare il lettore.
Giornalista, saggista e conduttore televisivo, Mario Giordano è uno dei volti più riconoscibili dell’informazione italiana. Nel corso della sua carriera ha diretto alcune importanti testate di Mediaset, tra cui Studio Aperto, TGcom24 e Tg4. Dal 2018 conduce su Rete 4 “Fuori dal Coro”, programma d’inchiesta e approfondimento che ha costruito la propria identità attorno alle domande più scomode, alle storie spesso trascurate e alla ricerca di un punto di vista diverso sui fatti.
La stessa cifra narrativa attraversa anche i suoi libri: quella dipartire dai dati e dai documenti per arrivare poi alle storie vere. Ed è proprio questa la chiave di lettura del libro “I re di denari”: la scelta di portare il lettore dentro un universo che normalmente resta lontano dai riflettori.

La presentazione del libro di Mario Giordano “I re di denari” organizzata dalla libreria Ave Ubik sul Corso Garibaldi di Reggio Calabria
In un tempo in cui l’informazione corre veloce e l’attenzione pubblica viene assorbita interamente dalla cronaca quotidiana, Giordano decide di fermarsi su un tema che raramente conquista il grande pubblico: il potere della finanza e i suoi segreti.
Banche, grandi operazioni societarie, fusioni, assetti azionari, strategie industriali e intrecci tra economia e centri decisionali diventano il terreno di un racconto che prova a spiegare ciò che spesso rimane nascosto dietro un linguaggio tecnico e apparentemente distante.
Eppure quelle decisioni, prese lontano dagli occhi dei cittadini nelle sale dei consigli di amministrazione, possono avere conseguenze concrete e conseguenti ricadute sulla vita di milioni di persone: sui loro risparmi, sui mutui, sugli investimenti e sul rapporto di fiducia con gli istituti di credito. Giordano compie, allora, in questa sua ultima opera, un’operazione ben precisa: apre le porte di un mondo percepito come chiuso e inaccessibile ai comuni cittadini e lo racconta con gli strumenti dell’inchiesta, ma con il ritmo e la forza evocativa del romanzo, accompagnando il lettore alla scoperta di tali meccanismi.
Il tutto, senza perdere mai di vista la domanda fondamentale che attraversa il libro: quanto incidono queste dinamiche, spesso oscure, sulla vita di ciascuno di noi? Nel volume, il giornalista affronta, infatti, quello che definisce il vero “grande risiko” della finanza italiana: il potere delle banche, le grandi operazioni societarie, gli intrecci tra economia e centri decisionali.
Dai mutui ai risparmi, dalle assicurazioni agli investimenti, dalle banche alle dinamiche meno conosciute: ogni capitolo del libro, introdotto da un titolo spesso ironico e provocatorio, serve ad introdurre personaggi, conflitti, alleanze, vincitori e sconfitti appartenenti a questi mondi. Pertanto, attraverso la sua brillante narrazione, le operazioni finanziarie diventano storie, i bilanci divengono vicende umane e finanche i numeri acquistano un volto, arrivando a trasformare manager, banchieri e scalate societarie in protagonisti di una sorta di “romanzo contemporaneo del potere”.
Una delle tappe del tour di presentazione del suo libro, è stata Reggio Calabria dove Mario Giordano, ospite della Libreria Ave Ubik della città ed intervistato dal giornalista Raffaele Mortelliti, non si è limitato a illustrare la sua ultima inchiesta, ma ha soprattutto “raccontato” con quella particolare miscela che il pubblico ben conosce, fatta di ironia, sarcasmo, ritmo serrato e capacità narrativa che lascia sempre spazio alla riflessione.
Ma è stato un momento più intimo e raccolto al termine dell’incontro, lontano dai toni della denuncia e dell’inchiesta, a rivelare, forse, l’anima poi profonda de “I re di denari”. Parlando della prefazione del libro e della sua genesi, Mario Giordano si è soffermato a ricordare il padre, impiegato di banca e, per un istante, la voce del giornalista, abituata ai toni incalzanti e alle domande scomode, ha lasciato spazio a quella più profonda e commossa del “figlio”.
Nel suo, senz’altro commovente ricordo, è emersa un’Italia diversa, quella in cui la banca non era soltanto un luogo di transazioni finanziarie, ma un presidio di fiducia per i cittadini. Era il posto al quale affidare i risparmi costruiti con il lavoro e i sacrifici di una vita, con la convinzione e la sicurezza che quei soldi sarebbero stati custoditi e accompagnati verso il futuro.
Oggi quel rapporto appare profondamente cambiato e il mondo della finanza è diventato più complesso, spesso difficile da comprendere per il cittadino comune, mentre le grandi strategie economiche sembrano svolgersi lontano dagli occhi di chi affida a quelle istituzioni una parte della propria sicurezza.
Ed è forse da questa distanza, da questa frattura tra passato e presente, che nasce il vero quesito che sta alla base dell’ultimo libro di Mario Giordano. Il racconto che passa dal ricordo di un figlio che oggi cerca di capire e far comprendere al lettore quando e come quel rapporto di grande fiducia si sia incrinato: «La banca, per me, è sempre stata il porto sicuro, la mano ferma di papà, la voce calma che risolve ogni problema. – scrive l’autore nella prefazione – Ma allora ero solo un bambino. E non c’erano i re di denari». (giornalistitalia.it)
Margherita Ambrogio

La presentazione del libro di Mario Giordano “I re di denari” organizzata dalla libreria Ave Ubik sul Corso Garibaldi di Reggio Calabria








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