Mario Calabresi con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella

ROMA – Mario Calabresi “lascia” la guida del quotidiano La Repubblica. Lo annuncia lui stesso su Twitter: «Dopo tre anni finisce la mia direzione di Repubblica. Lo hanno deciso gli editori. Ho l’orgoglio di lasciare un giornale che ha ritrovato un’identità e ha un’idea chiara del mondo. I lettori lo hanno capito, la discesa delle copie si è dimezzata: era al 14, ora è sotto il 7».
«Grazie a chi ci ha sostenuto nella battaglia per una stampa libera e non ipnotizzata dalla propaganda dei nuovi potenti – aggiunge Calabresi –. Abbiamo innovato tanto sulla carta e sul digitale e i conti sono in ordine. Grazie a tutti i colleghi a cui auguro di non perdere mai passione e curiosità».
Sarà il giornalista Carlo Verdelli – già direttore de La Gazzetta dello Sport, vicedirettore del Corriere della Sera e direttore editoriale in Rai – a sostituire Mario Calabresi alla direzione del quotidiano targato Gedi. Così hanno deciso gli editori, ossia i fratelli Marco e Rodolfo De Benedetti insieme all’ad del Gruppo, Monica Mondardini.
Intanto fioccano commenti in coda al tweet di Calabresi, a cominciare da quello di Vittorio Feltri: «Quando un direttore viene licenziato la colpa non è mai sua bensì dell’editore che ha sbagliato ad assumerlo oppure ha sbagliato a cacciarlo. Ora Calabresi è orfano due volte». (giornalistitalia.it)

 

2 risposte a “Mario Calabresi cacciato da Repubblica”

  1. Maria Luisa Scagni dice:

    Apprezzavo molto Mario Calabresi per aver fatto di Repubblica un giornale simbolo della libertà di espressione di cui il paese ha molto bisogno, una delle poche voci libere di questo disgraziato paese. Un grande ringraziamento per il lavoro fatto e l’augurio di ogni bene per lui e la sua famiglia. Speriamo che la linea del giornale non cambi. Se accadesse non lo comprerò più.

  2. Gabriella Catalano dice:

    Esprimo tutto il mio rammarico per il modo – a mio parere brutale – con cui si è provveduto a sostituire il direttore Mario Calabresi. Viviamo in tempi orribili e finora La Repubblica è stata un rifugio culturale e un baluardo per tutti coloro che vedono sparire ogni valore e ogni dignità. Il mio saluto deferente a Mario Calabresi e il mio ringraziamento.