Daphne Caruana Galizia

ROMA – La famiglia di Daphne Caruana Galizia, la giornalista maltese famosa per le sue inchieste sulla corruzione e uccisa il 17 ottobre 2017 da una bomba piazzata nella sua auto, ha chiesto un’inchiesta pubblica sulla mancata protezione della cronista da parte del governo della Valletta.
Come riporta la Bbc, che ha intervistato uno dei figli di Dafne, Paul Caruana Galizia, la famiglia ha raccontato di anni di minacce e intimidazioni, tra cui l’uccisione e l’avvelenamento di alcuni cani e il tentativo di appiccare un rogo nell’abitazione della donna.
Gli avvocati della famiglia, con base a Londra, hanno presentato la loro richiesta in un documento ufficiale, sottoposto al governo maltese. Nel testo si chiede alle autorità di avviare “un’inchiesta pubblica per verificare se Malta abbia violato i propri obblighi” previsti dall’art. 2 della Convenzione europea sui diritti umani, che stabilisce l’obbligo per gli Stati firmatari di proteggere la vita dei propri cittadini. Malta ha aderito alla Convenzione, come gli altri Stati membri Ue. La Valletta ha fatto sapere che prenderà seriamente in considerazione la richiesta. (agi)

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