In Irlanda del Nord è allarme per “una nuova generazione di terroristi”: due arresti

Lyra McKee, giustizia per la giornalista uccisa

Lyra McKee

LONDRA (Gran Bretagna) – Il poliziotto alla guida delle indagini sull’assassinio a Londonderry della giornalista Lyra McKee, Jason Murphy, lancia l’allerta su “una nuova generazione di terroristi” in Irlanda del Nord.
Sono stati fermati due giovani, di 18 e 19 anni, a Belfast per l’assassinio della reporter, “un atto di terrorismo”, secondo la polizia, compiuto probabilmente da dissidenti repubblicani, legati alla Nuova Ira, una formazione composta da vari gruppi armati di militanti nazionalisti irlandesi contrari al processo di pace.
Gli agenti hanno interrogato in un commissariato a Belfast, due giovani di 18 e 19 anni, entrambi ritenuti appartenenti alla “Nuova Ira” e “coinvolti nell’attacco a Lyra”. La giovane, astro nascente del giornalismo, inserita da Forbes tra i trenta under 30 più influenti nel settore media del Paese, non stava lavorando al momento dell’incidente ma seguiva una rivolta contro la polizia a Londonderry, già teatro in passato di massacri che hanno segnato la storia della Gran Bretagna e della repubblica irlandese.
La polizia ha anche divulgato le immagini delle telecamere di sicurezza che hanno registrato gli scontri di giovedì notte nel quartiere di Creggan: si vede la giovane reporter 29enne ancora in vita, quando insieme a un gruppo di altri colleghi al lato di un blindato della polizia, che osserva gli incidenti e scatta immagini con il suo cellulare. McKee è stata ferita da un proiettile vagante quando un uomo a volto coperto, intorno alle 23 ora locale, ha cominciato a sparare all’impazzata contro l’auto della polizia.
L’uomo ha mirato alle auto degli agenti, che si trovavano sotto una pioggia di bottiglie molotov, ma ha centrato in pieno la cronista, che poco prima aveva twittato un’immagine della guerriglia definendola “follia assoluta”. La polizia indaga per terrorismo e ritiene che l’assassino sia membro della Nuova Ira, il movimento armato che ha sempre respinto gli accordi del Venerdì santo.
La guerriglia si era scatenata in risposta a un’operazione degli agenti che, dopo una soffiata dell’intelligence, avevano perquisito alcune abitazioni nelle zone di Mulroy Park e Galliagh in cerca di armi, che avrebbero potuto essere utilizzate durante il fine settimana di Pasqua, periodo di massima attenzione dalla rivolta della Pasqua 1916 (dal 24 al 29 aprile con oltre 500 morti e migliaia di feriti).
La condanna alle violenze, che ricordano i decenni di sangue nell’Irlanda del Nord, è stata unanime. Oggi sono state celebrate diverse veglie per ricordare la cronista. McKee era anche una figura molto apprezzata tra la comunità Lgbt nordirlandese per il suo attivismo per i diritti degli omosessuali, che lo consideravano un punto di riferimento. Nel libro di condoglianze messo a disposizione dal municipio di Londonderry, molti messaggi dicono “Non in mio nome” ed esprimono condanna della Nuova Ira, diversi gruppi armati che si oppongono al processo di pace.
Negli ultimi mesi, il cosiddetto backstop, la clausola di “salvaguardia” irlandese, contenuta nell’accordo sulla Brexit concordato tra Londra e Bruxelles, ha generato molto malcontento tra questi gruppi dissidenti. L’ex presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton – uno dei grandi promotori del processo di pace nell’Irlanda del Nord – si è detto “scoraggiato” dall’omicidio e dalla “violenza a Derry”. Michel Barnier, il capo negoziatore dell’Ue sulla Brexit, ha detto che è “un monito che ricorda quanto fragile continui ad essere la pace in Irlanda del Nord”. (agi)

 

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