Il giudice non ferma il progetto: “Cambiamo marchio per essere presto in edicola”

Lo stop non ferma Ledi, la Nuova Gazzetta c’è

I cartelloni stradali de “la Nuova Gazzetta” (Foto Giovanni Martemucci)

BARI – «Cambiamo marchio, ma per Gazzetta s’intende un pezzo di storia del giornalismo europeo che vuol dire “giornale di notizie” sin dal XVII secolo. È bene non dimenticarlo. È sempre dalla memoria che si parte quando si costruisce il futuro». La Ledi srl reagisce, così, al decreto d’urgenza del Tribunale di Bari che ha inibito la società all’utilizzo del marchio “La Nuova Gazzetta di Puglia e Basilicata” perché troppo simile a quello della storica testata “La Gazzetta del Mezzogiorno”.

La sede della Nuova Gazzetta di Puglia e Basilicata nei locali del Gruppo Ladisa a Bari

«Come si dice dalle nostre parti – ironizza Ledi – “Sotto il guasto viene l’aggiusto”. Per il Sud questo ed altro. Rispettiamo la decisione del giudice, ma non perdiamo l’entusiasmo di essere presto in edicola, sul web e sui social network con il nostro progetto editoriale dedicato alle cittadine e ai cittadini di Puglia e Basilicata a cui non si può negare una voce libera ed indipendente in più».
Il giudice del Tribunale di Bari, Michele De Palma, ha infatti disposto, inaudita altera parte, l’inibitoria nei confronti di Ledi srl dall’uso del marchio/testata/nome a dominio “la nuova Gazzetta di Puglia e Basilicata” ritenendolo «altamente confondibile rispetto al marchio anteriore “La Gazzetta del Mezzogiorno – La Gazzetta di Puglia – Corriere delle Puglie” e ritenendo integrata altresì l’ipotesi di concorrenza sleale confusoria». L’udienza di discussione per la conferma, modifica o revoca del provvedimento, è fissata per il prossimo 2 dicembre.
La richiesta cautelare è stata formulata dalle Curatele fallimentari di Mediterranea spa (proprietaria della testata e dei marchi de “La Gazzetta del Mezzogiorno”) e di Edisud spa (storico editore dello stesso giornale), nonché da Ecologica spa (terzo assuntore del concordato fallimentare di Mediterranea), assistite dallo Studio Trevisan Cuonzo con il socio Vincenzo Acquafredda e con il senior associate Domenico Anacleto. «Ledi srl – affermano gli avvocati – ha avviato la propria autonoma iniziativa editoriale con il marchio / testata “la Nuova Gazzetta di Puglia e Basilicata” dopo la gestione temporanea, come affittuaria del ramo d’azienda di Edisud, dell’attività editoriale de “La Gazzetta del Mezzogiorno».

Lo storico palazzo della Gazzetta del Mezzogiorno nell’odierna piazza Aldo Moro (in precedenza piazza Roma), uno dei più belli palazzi di Bari andato perduto

«Il caso – evidenzia lo studio legale – si segnala per la storicità del marchio “La Gazzetta del Mezzogiorno”, ritenuto bene di “interesse storico particolarmente importante” con provvedimento di vincolo del 18 settembre 2020 della Soprintendenza del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo». La Soprintendenza stessa ha dichiarato tale marchio «segno distintivo della testata e dei valori e dei significati da essa testimoniati nel corso della sua esistenza e che, oltre ad essere espressione della qualità del prodotto, risulta evidentemente diffuso anche a livello nazionale venendo, pertanto, a godere di una tutela forte».
«Il procedimento di urgenza avviato dalle nostre assistite contro Ledi srl – precisa l’avvocato Vincenzo Acquafredda – ha esclusivamente la finalità di tutelare il patrimonio di 133 anni di storia del giornalismo incarnato nella gloriosa testata de “La Gazzetta del Mezzogiorno”. È. quindi. senza dubbio un’azione a tutela della libertà di stampa, del pluralismo dell’informazione e di una grande istituzione culturale del nostro Mezzogiorno quale è la Gazzetta». (giornalistitalia.it)

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