Il 4 ottobre alla John Jay Low University la presentazione del libro in versione inglese

L’Italia bugiarda di Del Boca sbarca a New York

Lorenzo Del Boca e Ilaria Marra

Lorenzo Del Boca e Ilaria Marra

ROMA – Lorenzo Del Boca torna a New York. La facoltà di giurisprudenza dove nascono i futuri magistrati dello Stato – John Jay Low University – presenta la traduzione in inglese del libro “Italia Bugiarda” pubblicato in Italia, l’anno scorso, per i tipi di Piemme.
Il testo propone alcuni scandali accaduti in epoca risorgimentale e moderna che le pagine si storia ufficiale accuratamente nascondono. Con risultati – secondo l’autore – deleteri. Il passato che dovrebbe essere maestro di vita finisce per giustificare gli errori, qualche volta madornali, che si vanno commettendo nel presente. Può sembrare un ossimoro, ma solo guardando indietro è possibile andare avanti.
“O dè Franza o dè Spagna basta che se magna”. Guicciardini, per primo, nel Cinquecento, marchiò a fuoco i suoi concittadini accusandoli di slealtà.
L’incoerenza politica conosce precedenti che affondano nella storia. Metterne a nudo le radici e smascherarne le tesi sembrerebbe fondamentale per costruire i presupposti di comportamenti trasparenti.
Chi sbaglia storia, sbaglia politica e per raddrizzare le gambe al Paese dandogli una normale dignità è indispensabile raccontarcela giusta. I nostri guai vengono – tutti – dal passato
E’ vivace la polemica sul numero dei parlamentari ritenuto eccessivo. In effetti, basta guardarsi in giro, la Camera degli Usa è composta da 450 deputati e il Senato da 99 senatori. In rapporto agli abitanti, l’Italia dovrebbe mandare a Roma 50 deputati e 16 senatori e mezzo. Ne occorrono, invece, un migliaio, compresi alcuni senatori a vita il che sembra, oggettivamente, uno spreco di forze e di denaro. Ma cominciò, 150 anni fa, con un parlamento elefantiaco e sproporzionato alle necessità.
Anche le tasse vengono dalla storia. Il Risorgimento insegnò ad aumentarle, trascurando la riduzione dei costi della macchina dello Stato. Allora, imposero la tassa sul macinato che era iniqua perché colpiva la popolazione più bisognosa. E s’inventarono una specie di Imu, ponendo un balzello sulla metratura delle finestre. L’ironia dei popolani commentò che “fino a quel momento, bisognava pagare per mangiare ma, da allora in avanti, occorreva mettere mano al portafoglio anche per respirare”.
Italia bugiarda ingleseIl 4 ottobre, nell’aula magna dell’Università, all’angolo fra la 25 West e la 43 Street, il libro sarà commentato dai professori Fred Gardaphè, Robert Viscusi, Louisa Ermelino.
Il testo viene proposto con un’introduzione di Stanislao Pugliese che, in Usa, è qualificato come “unico distingushed professor of italian and italian american studies”, l’equivalente di un nostro “pro rettore”.
“Italia bugiarda – ha scritto – propone pagine al vetriolo. I capitoli sono sarcastici, corrosivi, diretti e persino brutali. Ma è quello che serve per combattere antichi vizi e tentare di recuperare il tempo perduto”.
La pubblicazione americana si è avvalsa del patrocinio di Ilica (Italian Language Inter Cultural Association) che festeggia i suoi 10 anni di vita. Un tempo già abbastanza lungo per organizzare intelligenti e costanti scambi culturali fra le due sponde dell’oceano. La tipografia che ha stampato il volume è la “Bordighera Press”.
La traduzione, invece, è stata affidata a Ilaria Marra Rosiglioni, mamma da pochi giorni di Lavinia e perfettamente bilingue. L’Università di New York, Ilica, Ilaria Marra Rosiglioni e Del Boca propongono un bis della loro collaborazione.
Tre anni fa avevano già portato nelle librerie Usa l’edizione inglese di “Polentoni”. In quella occasione gli editori avevano deciso di non tradurre il titolo (che, del resto, appariva intraducibile) e avevano conservato la copertina utilizzata per la pubblicazione in Italia.
Questa volta è tutto nuovo. La prima pagina riproduce un lavoro del pittore toscano Alessandro Marone il quale ha esemplificato la tesi dei primi capitoli che raccontano la Costituzione italiana come un farraginoso percorso nel “gioco dell’oca”.
Il titolo è diventato “Italy’s lies” – le bugie dell’Italia – con la precisazione (debunking history’s lies so that Italy might become a normal country) che, sbarazzandosi delle bugie della storia, potremmo diventare un paese normale.

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