Il Consiglio Generale ha approvato il Bilancio Consuntivo 2019 della Gestione Separata

L’Inpgi 2 scoppia di salute: in un anno +46 milioni

ROMA – La Gestione Separata dell’Inpgi chiude l’esercizio 2019 con un avanzo economico di gestione di 76 milioni 880mila 39 euro, ovvero in forte aumento (46milioni 251mila 202 euro) rispetto al 2018 (30milioni 628mila 837 euro). Il Consiglio Generale dell’Inpgi, riunito oggi alla Domus Australia di Roma, ha pertanto approvato il bilancio 2019 con 42 voti favorevoli, 10 contrari e 6 astenuti.
L’andamento della Gestione separata rappresenta, infatti, la testimonianza più concreta e precisa delle grandi trasformazioni strutturali e irreversibili che la nostra professione sta vivendo.
Gli iscritti all’Inpgi 2 sono in costante aumento: oggi sono 44.013 (di cui 26.416 pubblicisti e 16.936 professionisti), mentre gli iscritti alla Gestione principale sono in costante diminuzione (35.843). Gli iscritti a entrambe le gestioni sono diventati, ormai, 19.818. Si tratta di colleghi che stanno vivendo sulla propria pelle il cambiamento, ne sono vittime e allo stesso tempo protagonisti.
«Questo cambiamento – è spiegato nella relazione del Comitato amministratore dell’Inpgi 2 – non può più essere sottovalutato, negato o contrastato. Questo cambiamento va analizzato, capito e governato perché non si tornerà indietro, a un mondo dell’informazione fatto di lavoro dipendente e di muraglie cinesi tra giornalismo e comunicazione».
Queste considerazioni sono state alla base della riforma che il Comitato amministratore della precedente consiliatura (Ezio Ercole, Vittorio Falco e Orazio Raffa di Stampa Libera e Indipendente e Nicola Chiarini e Massimo Marciano di “L’Inpgi nell’Inpgi”) ha fortemente voluto e che è stata approvata dai ministeri vigilanti alla fine dello scorso anno. Una riforma che ha avuto come obiettivo il miglioramento dei trattamenti previdenziali e l’introduzione di strumenti di welfare a sostegno dei lavoratori autonomi».

Ezio Ercole e Orazio Raffa, consiglieri generali Inpgi in rappresentanza della Gestione Separata nella trascorsa consiliatura e nell’attuale Comitato amministratore

«In questi mesi così difficili, intanto, anche la Gestione separata – aggiunge il Comitato Amministratore – ha dimostrato concretamente di essere vicina ai colleghi e di poter intervenire, grazie alle proprie risorse, a sostegno dei redditi dei colleghi. Abbiamo lavorato, d’intesa con le altre Casse, per ottenere l’estensione dei bonus per i lavoratori autonomi anche agli iscritti agli ordini professionali, in un primo tempo esclusi dai provvedimenti. Sono stati messi in pagamento tempestivamente, non appena pubblicati i decreti attuativi necessari, i bonus per oltre 9mila iscritti ad aprile e circa 10mila in questi giorni.
Contemporaneamente il Comitato amministratore ha messo in campo ulteriori risorse per finanziare la sospensione dei versamenti contributivi, un bonus aggiuntivo di 500 euro, prestiti agevolati, il congedo parentale. In totale sono stati stanziati circa 40 milioni di euro. Si tratta di interventi decisi nell’ambito della nostra autonomia gestionale che prevede sempre però l’approvazione ministeriale per la maggior parte delle delibere. E infatti, al momento in cui scriviamo, la delibera sul congedo parentale non ha ancora ottenuto il via libera».
L’impegno che il nuovo Comitato amministratore ha già preso è quello di «monitorare costantemente l’andamento dei prossimi mesi e proporre nuovi interventi se necessari. I numeri della Gestione Separata si presentano positivi anche per il 2019. La gestione non mostra alcun segnale di sofferenza. L’andamento del numero degli iscritti, del rapporto tra iscritti e prestazioni e dell’avanzo di gestione testimonia la solidità del sistema nel lungo periodo».
L’avanzo economico di gestione per l’esercizio 2019 è risultato, dunque, pari a 76 milioni 880mila 39 euro di euro, in forte aumento (pari a 46milioni 251mila 202 euro) rispetto a quello registrato nell’anno precedente (30milioni 628mila 837 euro).
La composizione degli iscritti è così rappresentata: per i libero professionisti, alla data di chiusura di bilancio risultano iscritti, con obbligo di comunicazione reddituale, 19.775 giornalisti (anno precedente 19.969 iscritti). Il reddito medio pro-capite risulta pari ad euro 15.754 (anno precedente euro 14.949), mentre la massa retributiva imponibile ai fini del contributo soggettivo, è risultata pari a 183.862 milioni (anno precedente 168.917 milioni).
Per quanto riguarda, invece, le Collaborazioni coordinate e continuative, nel corso dell’anno in esame i rapporti di collaborazione registrati hanno riguardato 7.071 giornalisti (anno precedente 7.177). Il reddito medio pro-capite annuo è risultato pari ad euro 8.604 (anno precedente euro 8822), mentre la massa retributiva imponibile è risultata pari a 60.663 milioni (anno precedente 63.315 milioni).
La Gestione Previdenziale ha registrato un avanzo pari a 76 milioni 880mila 39 euro, rispetto all’avanzo registrato nell’anno precedente pari a 30 milioni 628mila 837 euro.
In particolare i ricavi della Gestione Previdenziale e assistenziale sono stati pari a 53,4 milioni in aumento del 4,99% rispetto all’anno precedente, e sono stati influenzati soprattutto dalla crescita della contribuzione da lavoro libero professionale risultata pari a 30,3 milioni, (+16,16%). La contribuzione da collaborazioni coordinate e continuative è risultata pari a 17,6 milioni (- 4,04%) rispetto all’anno precedente.
I ricavi per sanzioni ed interessi ammontano complessivamente a 2,6 milioni in aumento (+44,13%) rispetto all’anno precedente, per effetto dei maggiori accertamenti effettuati verso i lavoratori libero professionali.
I costi della Gestione Previdenziale risultano complessivamente pari a 7,7 milioni, in linea con l’esercizio precedente.
Il Comitato Amministratore della Gestione Previdenziale Separata evidenzia che la spesa per Pensioni Ivs è risultata pari a 3 milioni, in aumento per 0,6 milioni (+24,86%), rispetto al 2018. L’incremento percentuale risulta del tutto relativo rispetto all’esiguità delle prestazioni pagate in virtù della costituzione della gestione risalente al 1996.
L’avanzo della Gestione Patrimoniale, pari a 38,9 milioni, risulta in aumento per 30,1 milioni rispetto al precedente esercizio, quale effetto principale dell’aumento degli utili realizzati a seguito dell’ottimo andamento dei mercati finanziari nel corso del 2019.
I Costi di Struttura sono stati pari a 4,8 milioni, con un incremento dell’8,23% rispetto all’esercizio precedente a seguito dei maggiori costi indiretti riaddebitati dalla Gestione Sostitutiva dell’Ago.
Dopo la destinazione dell’avanzo di gestione pari a 76.880 milioni, il patrimonio netto ammonta a 709,791 milioni di euro, sufficienti a soddisfare ampiamente le annualità di riserva previste dalla legge. (giornalistitalia.it)

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