Papa Leone XIV ha ricordato oggi i numerosi giornalisti vittime di guerre e violenza

Libertà di stampa: un diritto spesso violato

Papa Leone XIV saluta i fedeli radunati in Piazza San Pietro oggi dopo la recita del Regina Cæli

CITTÀ DEL VATICANO – «Oggi si celebra la Giornata mondiale della libertà di stampa, patrocinata dall’Unesco. Purtroppo questo diritto è spesso violato, in modo a volte flagrante, a volte nascosto. Ricordiamo i numerosi giornalisti e reporter vittime delle guerre e della violenza».

Stemma e motto di Papa Leone XIV

Lo ha detto oggi Papa Leone XIV affacciandosi alla finestra del suo studio, nel Palazzo Apostolico Vaticano, dopo aver recitato il Regina Cæli con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro. Nella V Domenica di Pasqua, il Pontefice ha richiamato le «parole di Gesù che sprigionano il loro pieno significato alla luce della sua passione, morte e risurrezione. Quello che prima ai discepoli sfuggiva o provocava turbamento, ora riaffiora alla memoria, scalda il cuore e dona speranza».
«Il Vangelo proclamato questa domenica (Gv 14,1-12) – ha evidenziato Leone XIV –  ci introduce nel dialogo del Maestro con i suoi durante l’Ultima Cena. In particolare, ascoltiamo una promessa che ci coinvolge fin da ora nel mistero della sua risurrezione.

I fedeli riuniti oggi in Piazza San Pietro (Foto Vatican News)

Gesù dice: «Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi» (v. 3). Gli Apostoli scoprono così che in Dio c’è posto per ciascuno. Due di loro lo avevano sperimentato sin dal primo incontro con Gesù, presso il fiume Giordano, quando Lui si era accorto che lo seguivano e li aveva invitati a fermarsi quel pomeriggio a casa sua (cfr Gv 1,39).

Papa Leone XIV

Anche ora, davanti alla morte, Gesù parla di una casa, questa volta molto grande: è la casa del Padre suo e Padre nostro, dove c’è posto per tutti. Il Figlio si descrive come il servo che prepara le stanze, perché ogni fratello e sorella, arrivando, trovi pronta la sua e si senta da sempre atteso e finalmente ritrovato».
«Nel mondo vecchio – ha osservato il Papa – in cui ancora siamo in cammino, ad attirare l’attenzione sono i luoghi esclusivi, le esperienze alla portata di pochi, il privilegio di entrare dove nessun altro può. Invece, nel mondo nuovo in cui il Risorto ci porta, ciò che vale di più è alla portata di tutti. Ma non per questo perde attrattiva. Al contrario, ciò che è aperto a tutti ora dà gioia: la gratitudine prende il posto della competizione; l’accoglienza cancella l’esclusione; l’abbondanza non comporta più diseguaglianza. Soprattutto, nessuno è confuso con qualcun altro, nessuno è perduto. La morte minaccia di cancellare il nome e la memoria, ma in Dio ognuno è finalmente sé stesso. In verità, è questo il posto che cerchiamo per tutta la vita, talvolta disposti a tutto pur di avere un po’ di attenzione e di riconoscimento.

Papa Leone XIV ha salutato oggi, in Piazza San Pietro, l’Associazione “Meter”, che da trent’anni si impegna per difendere i minori dalla piaga degli abusi, coinvolgendo la comunità ecclesiale e quella civile, educando a stare vicino alle vittime e a fare prevenzione; insegnanti, religiose e laici de Las Escuelas de las Hermanas Franciscanas de los Sagrados Corazones; peruviani di Roma dell’Associazione Virgen de Chapi de Arequipa; fedeli di Madrid, Granada, Minneapolis, Malesia, Padova, “Gruppo Giovani Valdaso”, “Punto Giovani” della Comunità Camilliana di Piossasco, Azione Cattolica del Vicariato di Noale, ragazzi di Verolanuova e Cadignano, Coro giovanile di Coredo-Predaia e studenti del Liceo Fardella – Ximenes di Trapani

“Abbiate fede”, ci dice Gesù. Ecco il segreto! “Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me” (Gv 14,1). Proprio questa fede libera il nostro cuore dall’ansia di avere e di ottenere, dall’inganno di rincorrere un posto di prestigio per valere qualcosa. Ognuno ha già valore infinito nel mistero di Dio, che è la vera realtà. Amandoci l’un l’altro come Gesù ci ha amato, ci doniamo questa consapevolezza. È il comandamento nuovo: anticipiamo così il cielo sulla terra, riveliamo a tutti che la fraternità e la pace sono il nostro destino. Nell’amore, infatti, in mezzo a una moltitudine di fratelli ognuno scopre di essere unico». (giornalistitalia.it)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *