GIOIA TAURO (Reggio Calabria) – Una serata intensa, ricca di pensiero e di emozioni autentiche, quella organizzata dall’Associazione socioculturale “Giambattista Vico” che, nell’ambito della rassegna “L’impronta dell’anima” patrocinata dal Comune di Gioia Tauro, ha ospitato nella sala “Le Cisterne” la presentazione del nuovo libro di Ilda Tripodi, “Economia d’amore” (Iride Edizioni – Rubbettino, 106 pagine, 16 euro).
L’incontro, caratterizzato da un livello culturale altissimo, si è svolto in un clima di grande partecipazione e calore umano.
A fare gli onori di casa è stato Pino Toscano, giornalista e guida appassionata dell’associazione, che ha voluto porre con forza l’accento sulla dimensione universale della poesia di Tripodi: «La sua scrittura – ha esordito Toscano – è capace di parlare a tutti, perché scava nelle profondità dell’animo umano. “Economia d’amore” non è solo una raccolta poetica, ma un gesto di verità che attraversa le esperienze individuali per aprirsi a quelle collettive».
Il giornalista Carlo Parisi, amico di lunga data dell’autrice, ha rivolto alla poetessa parole di grande stima, definendola «Una voce limpida e necessaria, che non teme di esporsi e di dire ciò che molti non hanno il coraggio di sentire. Ilda Tripodi trasforma la fragilità in forza poetica e ci ricorda che la poesia è una delle poche vere alternative al male della società, un antidoto capace di restituirci senso, profondità e libertà».
Carlo Parisi, direttore di Giornalisti Italia e segretario generale della Figec-Cisal, ha ribadito con forza il valore dell’indipendenza del pensiero e della parola, confermando l’impegno del sindacato dei giornalisti e degli operatori dell’informazione, della comunicazione, dell’arte e della cultura per un’informazione non omologata e profondamente rispettosa della verità.
«Insegnante, poeta, giornalista, consigliere nazionale della Figec – ha sottolineato Carlo Parisi – è un’anima nobile, gentile e pura fuori dal tempo e da ogni schema convenzionale. Dagli esordi de “L’anima gioca” a “Economia d’amore”, passando attraverso lo straordinario “La facitrice”, Ilda Tripodi non fa altro che confermare il suo amore infinito per la poesia vissuta come ragione di vita. Poesie che non sono altro che lo specchio dell’anima di una donna che non riesce a rassegnarsi alla sciatteria, alla superficialità e all’inedia che spengono i sogni e la speranza di chi non riesce ad amare l’amore».
«Se “La facitrice” rispecchia in pieno la tempesta interiore dell’autrice che trasforma in poesia i sentimenti in una realtà che sa essere, al contempo, dolce e amara e del suo popolo, nobile e identitario, ma maledettamente ancorato al crudele destino di chi nasce e muore nella speranza, costantemente tradita, di una rinascita e di un riscatto, – ha evidenziato Parisi – “Economia d’amore”, con il suo titolo provocatorio sintetizza lo sfrenato desiderio d’amore che, a volte, finisce per essere centellinato in attesa di tempi migliori o, addirittura, nella dolce illusione che gli stessi possano arrivare.
Come per “La Facitrice”, le poesie raccolte in “Economia d’amore” graffiano il viso, scavano nei sentimenti e accarezzano il cuore, soprattutto durante le turbolenze, perché – ha concluso Carlo Parisi – dettate dai tempestosi sentimenti di una donna innamorata dell’amore, della bellezza, della poesia in una terra, purtroppo spesso, matrigna dispettosa».
Il pubblico ha partecipato con interventi ricchi e sentiti, descrivendo “Economia d’amore” come “un’opera che arricchisce”, “una ricchezza interiore”, “un dono che apre nuove prospettive emotive”. Una conferma del valore di un libro che sta toccando corde profonde.
Nel suo intervento, Ilda Tripodi ha spiegato la genesi del titolo e il senso più radicale del progetto poetico: «Questa pubblicazione vuole essere una provocazione. Viviamo in una società che monetizza tutto, anche ciò che non può e non deve avere un prezzo. L’amore, i sentimenti, la cura: sono territori sacri, non negoziabili. Sono luoghi senza morte, che resistono alla logica del profitto».
La serata, allietata dagli intermezzi musicali di un talento straordinario come la pianista Irina Mironova Chorna, si è conclusa con un sentito ringraziamento dell’autrice all’Associazione Giambattista Vico, al suo presidente Pino Toscano, a Carlo Parisi e a tutte le persone presenti: un pubblico attento, partecipe e profondamente coinvolto. Un incontro, insomma, che ha confermato ancora una volta come la poesia, quando è autentica, sia capace di generare comunità, pensiero e bellezza. (giornalistitalia.it)
Ida Iacopino








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