
Igino Polimeni, Carlo Parisi, Laura Magli, Ilda Tripodi e Giuseppe Bova al Circolo Tennis “Rocco Polimeni” di Reggio Calabria (Foto Donatella Calarco/Giornalisti Italia)
REGGIO CALABRIA – C’era un pubblico numerosissimo, attento ed emozionato, al Circolo Tennis “Rocco Polimeni” di Reggio Calabria, per l’incontro con la giornalista Laura Magli, inviata Mediaset, autrice del saggio “Un tesoro chiamato Fede”.
Un evento promosso dal Circolo culturale Rhegium Julii con il patrocinio della Città Metropolitana di Reggio Calabria, del Rotary Club, del Circolo del tennis “Rocco Polimeni”, della Figec Cisal e del quotidiano Giornalisti Italia, che ha saputo trasformarsi in un vero incontro con la scrittrice, donna autentica e straordinaria per la capacità di parlare con semplicità disarmante di temi universali, restituendo al pubblico la sensazione rara di una vicinanza immediata.
Dopo i saluti istituzionali del presidente del Circolo Polimeni, Igino Postorino, e del presidente del Rhegium Julii, Giuseppe Bova, abbiamo dialogato con l’autrice assieme a Carlo Parisi, direttore di Giornalisti Italia e segretario generale della Figec Cisal.
Il libro di Laura Magli non è un saggio accademico, ma un piccolo scrigno prezioso, “un tesoretto” da tenere sempre a portata di mano. “Un tesoro chiamato Fede” è un compagno di viaggio che ci parla senza esclusioni, con parole limpide e mai scontate, capaci di toccare corde profonde della religione cristiana.
A colpire subito è la sua forma: pagine semplici, colorate, arricchite da immagini che sembrerebbero destinate a un pubblico giovane, quasi ai bambini. Ma è proprio qui che sta la forza del lavoro di Laura Magli: questo linguaggio immediato, che parla anche ai più piccoli e alle famiglie, diventa porta aperta a tutti, adulti compresi, perché dietro quella veste leggera si nasconde una riflessione profonda, capace di interpellare ogni età e ogni coscienza.
“Un tesoro chiamato Fede” non esclude nessuno: la sua accessibilità non è banalità, ma universalità. È un libro che accompagna chi inizia a porsi domande e chi già ha fatto un lungo cammino interiore, chi cerca risposte semplici e chi desidera mettere in discussione certezze radicate. Potremmo dire che è stato pensato per le famiglie perché la famiglia è l’embrione e la linfa di ogni società.

Igino Postorino, Carlo Parisi, Laura Magli, Ilda Tripodi e Giuseppe Bova nel corso della presentazione del saggio “Un tesoro chiamato Fede” (Foto Donatella Calarco/Giornalisti Italia)
Sin dalle prime pagine la voce dell’autrice si fa rivelazione. A pagina 11 del libro edito da Scorpione, ad esempio, emerge una verità folgorante: la normalità di ciascuno è la vera felicità. Un’affermazione che spiazza e consola, che ribalta l’idea diffusa della felicità come istante raro o conquista straordinaria. Laura Magli ricorda, invece, che la felicità è già nel quotidiano: nel vivere, respirare, condividere.
«È una carezza sul cuore, un viaggio straordinario alla costante ricerca del segreto della felicità», osserva Carlo Parisi soffermandosi sulla magia di un evento fuori dagli schemi e dalla routine professionale che sia lui che Laura (eccellente cronista di nera e giudiziaria) affrontano quotidianamente.

Laura Magli con il Guerriero A (il giovane) dei Bronzi di Riace al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (Foto Giornalisti Italia)
«Un saggio – sottolinea Parisi – che non è altro che la rappresentazione plastica dei nobili e profondi sentimenti che animano una donna straordinaria che custodisce con gioia il dono della fede. Un’anima eletta dotata di una sensibilità fuori dal comune e da una rara virtù: il coraggio delle idee sostenuto dall’amore per Cristo».
«Una serata magica – evidenzia Parisi – nata dal fortunato incontro tra il glorioso circolo sportivo e il prestigioso circolo culturale della città, con un tramonto da sogno davanti al mare dello Stretto e l’inebriante profumo del gelsomino che riporta la memoria a ricordi ancestrali di purezza e candore. L’atmosfera ideale, insomma, per riflettere sul racconto bellissimo che Laura Magli fa della preghiera “che ti protegge, ti aiuta a sapere chi sei, discerne i sentimenti e i pensieri del tuo cuore”. Quello, insomma, che mi ripeteva la mistica Natuzza Evolo nei frequenti incontri che mi hanno donato il privilegio di comprendere l’esistenza e il valore della vita oltre la vita».

Igino Postorino, Carlo Parisi, Laura Magli, Ilda Tripodi e Giuseppe Bova (Foto Donatella Calarco/Giornalisti Italia)
Il libro diventa, così, un laboratorio di riflessione: invita a fermarsi, osservare, meditare. A comprendere che la legge dell’amore, principio che attraversa ogni pagina, non è un astratto ideale morale, ma una regola pratica, uno strumento di conoscenza e libertà. L’amore come arma potente che non ferisce, ma trasforma.
Particolarmente incisiva la metafora dell’“acqua buona” e dell’“acqua cattiva” contenuta nel libro di Laura Magli. La prima è il bene, l’amore, la positività che cura e accoglie; la seconda è il male, la negatività, il risentimento che avvelena. Non una semplice immagine letteraria, ma un principio di vita: scegliere quale acqua alimentare ogni giorno significa orientare la propria esistenza.
In questo cammino, la fede diventa bussola: fede in Cristo e fiducia nel bene, percezione profonda che guida e sostiene. E, accanto alla fede, la preghiera. Non un atto ripetitivo, ma un momento di elevazione e radicamento, occasione di crescita interiore, respiro dell’anima.
Durante l’incontro, Laura Magli ha saputo incarnare perfettamente ciò che scrive: la sua autenticità, la sua voce ferma e dolce, hanno emozionato un pubblico che non solo ha ascoltato, ma si è sentito partecipe. E così il dialogo si è trasformato in esperienza comunitaria, quasi liturgica: un invito condiviso ad abbracciare l’amore come regola e la fede come luce discreta del quotidiano.
Laura Magli non ha presentato soltanto un libro, ha offerto una testimonianza viva. E per questo il suo incontro resterà nella memoria di chi c’era come uno di quei momenti rari in cui la cultura si fa umanità, e la parola si fa dono. (giornalistitalia.it)
Ilda Tripodi








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