ROMA – Nel giorno dei funerali in Sicilia, l’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, torna a parlare di Pippo Baudo e soprattutto della Rai che per Pippo Baudo è stata la sua vera casa di una vita.
«La sua Rai – afferma Rossi – oggi gli ha reso l’omaggio che meritava, con l’amore e la dedizione che solo questa azienda sa mettere nei momenti che contano, quando il racconto della tv diventa racconto collettivo».
È la prima volta nella storia di questa nostra azienda che un amministratore delegato usa questi toni, così avvolgenti e direi quasi così personali, per il lavoro fatto da centinaia di persone in questi giorni: giornalisti, tecnici, montatori, addetti alle segreterie di redazione, documentaristi di vario genere. «Dalla notizia della morte, sabato sera, in poche ore, la Rai – evidenzia l’amministratore delegato – ha saputo ricordare Pippo Baudo con edizioni straordinarie, cambi di palinsesto televisivi e radiofonici, dirette, speciali, video evocativi sui social, copertura web».Ed è assolutamente vero tutto questo.
Rossi ricorda che «in una notte, nel Teatro delle Vittorie, nel luogo dove Pippo ha scritto alcune delle pagine memorabili della nostra tv, è stata allestita la camera ardente che non è stata solo il luogo che avrebbe accolto le sue spoglie, ma un viaggio multimediale attraverso la sua carriera e attraverso il nostro immaginario.
Perché la Rai era la sua casa e lui ha fatto della Rai la casa degli italiani».
E come se tutto questo non bastasse già da solo a dare l’idea del lavoro profuso nel nome e nel ricordo di Pippo Baudo, Giampaolo Rossi affida all’Ufficio Stampa della Rai il compito di trasferire alla grande famiglia della Rai il grazie della famiglia Baudo: «La famiglia di Pippo Baudo mi ha chiesto di rivolgere a tutti voi il ringraziamento più sincero per l’affetto e l’amore mostrati».
Poi la chicca finale: «Aggiungo il mio grazie per il grande lavoro fatto: a quelli che hanno interrotto le loro ferie per esserci e per dare una mano, a quelli che l’hanno fatto da remoto, a quelli che non si sono risparmiati perché tutto fosse misurato e perfetto».
È la conferma di una grande azienda, che nei momenti di maggiore emergenza non si tira mai indietro, non si ferma mai, non dice mai di no a nessuno, anzi è più che mai la Rai del Paese e la Rai di tutti noi.
«Uscire di scena nei tempi giusti è un gesto artistico e Pippo Baudo, come ha ricordato qualcuno, l’ha fatto di sabato sera in prima serata, come si addice ai grandi personaggi dello spettacolo. La Rai – conclude con malcelato senso di orgoglio l’amministratore delegato Giampaolo Rossi – ha risposto allestendo per lui un palcoscenico di commiato commovente per accompagnarlo nella memoria della nostra Nazione». (giornalistitalia.it)
Pino Nano
Il sindaco: “È stato l’Enrico Mattei della Rai”
MILITELLO VAL DI CATANIA – «La scelta di Pippo di fare i funerali a Militello ha confermato questo suo legame con la nostra realtà, un legame profondo. Anche in quest’occasione non ha voluto tagliare il cordone ombelicale con la sua Militello, la città, il paese di Pippo Baudo».
Il sindaco di Militello in Val di Catania, Giovanni Burtone, è stato l’unico a cui i familiari hanno consentito di intervenire, a nome di tutti, durante il funerale.
«Pippo era un faticatore: era un uomo che studiava ogni giorno e non si è mai fermato. È andato avanti sempre su un piano culturale. Ecco perché non è diventato soltanto un grande presentatore, ma un uomo di cultura, un intellettuale: perché è stato capace di leggere il paese e di realizzare trasmissioni che dessero qualcosa alla nostra comunità.
Pippo ha cercato di far passare il messaggio di un Mezzogiorno che non si deve vergognare ma che deve lottare. Un siciliano senza cappello in mano, ma consapevole del protagonismo che poteva avere la nostra terra, aveva la schiena dritta e la testa alta. Lui, che ha combattuto a viso aperto la mafia, è stato l’Enrico Mattei della Rai perché ha saputo contribuire con il proprio impegno e la propria capacità culturale partendo dal Sud, ma senza enfasi. Mancherà ai familiari, agli amici, a Militello, a tutta l’Italia». (giornalistitalia.it)








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