Rai Parlamento: il piano editoriale di De Martino non passa per 1 voto e sveglia la politica

La vecchia storia della fiducia ai direttori dei giornali

ROMA – È storia vecchia che il voto di fiducia al piano editoriale del nuovo direttore responsabile di una testata, sebbene rappresenti il parere dell’assemblea dei giornalisti, giuridicamente non è vincolante per l’editore al quale i contratti di lavoro riconoscono il potere esclusivo della nomina.
Ed è storia vecchia che, a volte ed a seconda dei vari interessi e delle varie convenienze, la politica ci si infili nel tentativo di trasformare un utile strumento interno della redazione nei rapporti con l’azienda con un pretesto di battaglia politica. Prova ne è che centinaia di direttori, anche illustri, nel corso della loro carriera si siano visti sonoramente bocciare, anche per motivi gravi, i piani editoriali e non solo non sono mai stati rimossi dall’incarico, ma non hanno mai suscitato interesse politico sul legittimo dissenso che il corpo redazionale può democraticamente avere rispetto a un piano editoriale che non lo convince pienamente.

Francesca De Martino

Capita, così, che a Rai Parlamento il piano editoriale del nuovo direttore, Francesca De Martino non ottenga la fiducia per 1 voto (16 favorevoli e 17 contrari su 33 giornalisti dei 35 aventi diritto) e “i componenti uscenti della Commissione di vigilanza Rai del Partito Democratico” gridino allo scandalo denunciando che la bocciatura del piano editoriale di Francesca De Martino «rappresenta un segnale molto forte e chiama in causa direttamente l’azienda» aggiungendo che «quando si procede con forzature e scelte calate dall’alto, soprattutto in una testata delicata come Rai Parlamento, si rischia di produrre fratture profonde». Secondo il Pd, il voto «non può essere derubricato a una semplice questione interna», ma «è un evidente segnale di sfiducia verso un percorso deciso dall’azienda» che «deve chiarire se intende confermare pienamente la linea intrapresa».
Poi il Pd si spinge oltre e afferma che «Rai Parlamento avrebbe dovuto essere ancora di più un luogo di equilibrio e pluralismo». Un’affermazione, ovviamente, che poteva certo passare inosservata a chi conosce bene la storia della Rai.
Unirai Figec, in merito alle polemiche sul piano editoriale di Rai Parlamento, osserva che «con l’attenzione e il rispetto che meritano tutti i colleghi che hanno espresso la propria adesione, rileva che un solo voto di differenza è un segnale di ampia condivisione di grande parte della redazione del progetto di Francesca De Martino». Per il sindacato dei giornalisti «colpisce, inoltre, il tentativo di trasformare un confronto interno in uno scontro politico esterno.
In questo quadro, appare evidente come, nonostante una forte mobilitazione, alcune ricostruzioni non trovino pieno riscontro neppure nei numeri della stessa rappresentanza sindacale all’interno della testata». E per questi motivi Unirai Figec «confida che il confronto possa svilupparsi in un clima più sereno e responsabile, senza strumentalizzazioni di parte».
Inevitabile la risposta del centrodestra alle accuse del Pd. Per i componenti di Fratelli d’Italia nella commissione di Vigilanza Rai, «non appena è arrivato il voto contrario della redazione di Tg Parlamento ecco partire la solita scia di attacchi pretestuosi ed ideologici contro Francesca De Martino, orchestrati da chi continua ad avere nostalgia di quella visione proprietaria della Rai e senza rendersi conto che l’aria è cambiata. Ed infatti è questa l’unica “colpa” del direttore De Martino, di non essersi mai schierata con la sinistra che ha militarizzato ed occupato il Servizio pubblico».

La nuova sede della Rai in via Alessandro Severo 246 a Roma (Foto Giornalisti Italia)

«Alla sinistra – afferma Fdi – dà fastidio che una donna, già vice direttore, sia diventata direttore dopo venti anni trascorsi in Azienda e soprattutto senza passare per la loro benedizione. A Francesca De Martino rinnoviamo tutta la nostra solidarietà, e la esortiamo ad andare avanti nel mettere a disposizione la sua professionalità e al sua competenza per il Servizio pubblico».
I componenti di Forza Italia della Commissione di Vigilanza Rai, dal canto loro, sottolineano che «Non sarà certo qualche manovra politica o qualche colpo di coda a impedire a Francesca De Martino, da alcune settimane alla guida della testata “Rai Parlamento”, di attuare il suo programma improntato a un’esperienza aziendale che ha maturato gradino dopo gradino, all’insegna della serietà e della passione con cui affronta la sua attività giornalistica. A taluni, forse, dispiace non avere il monopolio di nomine e promozioni, come ben sa chi nel passato fu protagonista di manovre di ogni tipo».

Il Centro di Produzione Rai di Saxa Rubra

Anche i parlamentari della Lega in commissione Vigilanza Rai, rinnovando a Francesca De Martino «il nostro pieno sostegno e l’augurio di proseguire il proprio lavoro con equilibrio, autonomia e nell’esclusivo interesse del servizio pubblico», evidenziano che «non appena una nomina non risponde ai desiderata della sinistra, parte il consueto processo politico e mediatico.

Il Centro di Produzione Rai di Saxa Ruba (Foto Giornalisti Italia)

È un copione già visto, che dimostra come qualcuno faccia ancora fatica ad accettare che la Rai non sia più considerata una proprietà di parte. Francesca De Martino è una professionista che ha costruito il proprio percorso con competenza e serietà, qualità che meritano rispetto e non attacchi pretestuosi».
Infine, i membri della Commissione di Vigilanza Rai di Noi Moderati, Maurizio Lupi e Mariastella Gelmini, nell‘esprimere a Francesca De Martino «piena stima e fiducia», la invitano a continuare «con coraggio e determinazione ad attuare il qualificato piano editoriale da lei presentato, nell’interesse del servizio pubblico e della qualità dell’informazione parlamentare». (giornalistitalia.it)

CHI È FRANCESCA DE MARTINO

Francesca De Martino

Nata a Roma il 27 aprile 1973, laureata in Lettere, giornalista professionista iscritta all’Ordine del Lazio dal 4 febbraio 2002, inizia il proprio percorso professionale nel 2000 collaborando con l’agenzia giornalistica ReteNews, con Rai Due per la trasmissione “Sereno Variabile” e con Radio 101 Network in qualità di informatrice politico-parlamentare. Ha, inoltre, svolto stages a Telemontecarlo e Radio Dimensione Suono.
Dal 2002 al 2008 collabora con la Rai, con contratti a tempo determinato in qualità di redattore al Giornale Radio, Rai Notizie 24, il Tg1 e Tribune e Servizi Parlamentari. In tale ambito contribuisce, alla realizzazione delle rubriche “7 Giorni al Parlamento”, “Giorni d’Europa”, “Speciale Europa”, “Viaggio in Italia”, “Regioniamo”, “Euro:Zone”, “TSP Regioni”, “Tribune Politiche” e “Speciale Parlamento”.

Francesca De Martino

Nel 2008 viene assunta in Rai, con contratto a tempo determinato in qualità di redattore a Rai Parlamento; nel 2010 il rapporto di lavoro viene trasformato a tempo indeterminato.

 Nel 2012, nell’ambito della redazione Istituzionale di Rai Parlamento, consegue la qualifica di capo servizio. Nel 2017 viene assegnata alla redazione “Telegiornale” della medesima testata dove, nel 2019, le viene riconosciuta la posizione di vice capo redattore.

 Nel 2022 viene nominata responsabile della redazione, con il contestuale conferimento della qualifica di capo redattore.

 Nel 2023 assume le funzioni di vice direttore della Testata Rai Parlamento radiofonica e televisiva e, dal luglio 2026, viene nominata direttore. (giornalistitalia.it)

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