Rime, versi, distici ed epigrammi nel nuovo libro del giornalista edito da Gattomerlino

La “Riduzione del danno” di Marco Ferrazzoli

Marco Ferrazzoli

ROMA – Con “Riduzione del danno – Rime, versi, distici ed epigrammi” (Edizioni Gattomerlino), il giornalista Marco Ferrazzoli confeziona una raccolta poetica su due binari: la leggerezza del gioco di parole e un sottotesto costante di malinconia.

Ettore Petrolini

Un doppio registro che emerge già dal titolo, in cui si evoca ironicamente un’espressione utilizzata nella politica e nel welfare, soprattutto per la tossicodipendenza, e che nei versi diviene un modo di sopravvivere alle piccole e grandi frane dell’esistenza, con disincanto e amara consapevolezza.
Nella poesia eponima della raccolta – inserita in un capitolo significativamente intitolato “Allegria!”, che fa seguito all’apertura con “Parole povere” – leggiamo: «Da qualche tempo per il Capodanno / si augura un nuovo anno sereno. / Come se la speranza tirasse il freno / come se ci contentassimo di meno, / una specie di riduzione del danno».

Aldo Palazzeschi

L’autore si diverte con la lingua: anagrammi, calembour, distici fulminei, rime volutamente povere. Un campionario che richiama la vena surreale e nonsense novecentesca italiana e romana. Alcune fonti di ispirazione sono citate in “Loro malgrado”: «Mentre scrivo questi versi / penso a Risi, Scialoja, Marchesi. / Spero non si siano offesi».
In nota si aggiungono i riferimenti a Ferdinando Ingarrica, Ettore Petrolini, Aldo Palazzeschi, Aldo Fabrizi. Evitando, però, di fare della leggerezza un assoluto: ogni scherzo linguistico rivela una crepa, un’incrinatura, un punto dolente. Tra ironia e disincanto si coglie il rovescio della risata, l’aforisma cinico.

Aldo Fabrizi

Sezioni come “Death Line” e “Minima Immoralia” guardano la morte, il dolore, la malattia e la vecchiaia con un umorismo nero. «Tra un blister e un clistere / meglio farsi un bicchiere» (Alla salute!), «Al paziente hanno detto: muoia! / e lui, obbediente, ha tirato le cuoia» (SS Sistema sanitario). Niente metafore consolatorie. Le immagini sono secche. Il realismo è corrosivo e a tratti ricorda la secchezza morale degli epigrammi latini. Al poeta Dario Bellezza viene riservato un omaggio di particolare mestizia: «Per un cinico scherzo della memoria / ricordo più di tutto un piatto / di minestra fredda, la debole rabbia / la malattia, nera come la miseria».

Dario Bellezza

La struttura in capitoli tematici attraversa diversi aspetti del presente: dal lavoro (Come sa di salario) alla politica (A basso regime), fino al mondo della comunicazione in cui Ferrazzoli opera da tempo: “In media non stat virtus”. Dove si legge della nostra “Crisi d’identità”: «Non so più chi sono / ma la tragedia / è che non mi trovo / neanche su Wikipedia».
Ogni tema viene distillato in versi rapidissimi, in miniature spesso irriverenti. Il nucleo emotivo sono però gli affetti e le mancanze. Accanto alle sezioni più caustiche, emergono pagine di ricordo della sorella scomparsa, dedicataria del volume, e dell’amore come mancanza o silenzio (La parola che manca). “Riduzione del danno” non offre consolazioni né soluzioni, per sopravvivere propone di ridere, sdrammatizzare, smontare. La poesia può ancora essere un bisturi. (d.b./giornalistitalia.it)

I commenti sono chiusi.