TORINO –  “La Repubblica cambia per ribadire se stessa, per mettere a fuoco cosa vuole continuare ad essere. Più che un restyling, stiamo lavorando per un rilancio della nostra natura, dei nostri concetti, dei nostri valori, che sono quelli che animarono la nascita del giornale 43 anni fa, il 14 gennaio 1976, e che sono poi i principi della Costituzione che nessuno vuole cambiare. Ma qualcosa, in questo ultimo anno, è cambiato. Noi vogliamo mettere in sicurezza quei valori, ecco perché stiamo facendo un nuovo sforzo”. Il direttore Carlo Verdelli presenta, così, la nuova Repubblica al Salone del Libro di Torino.

Carlo Vedelli

In edicola dal 14 maggio, il quotidiano avrà 7 supplementi, uno al giorno, compreso l’Espresso, in abbinamento la domenica. Il claim della campagna per il rilancio del giornale è “Repubblica alza la voce”. “Repubblica è un giornale che ha sempre tenuto la voce alta, che ha sempre ‘gridato’ e questo è sempre stato – ricorda Verdelli – un suo pregio e un suo difetto. Basta pensare a Giorgio Bocca, un grande giornalista, ma divisivo. C’è chi lo amava e chi lo detestava, non abbiamo mai avuto paura del contradditorio. Non l’avremo”.
Cambiano, dunque, la grafica, l’impaginazione e il corpo dei caratteri, più grande per facilitare la lettura, ma è “più che un restyling”. La Repubblica “alza la voce”, come recita la campagna pubblicitaria della nuova versione del quotidiano, per “mettere in sicurezza i valori su cui 43 anni fa è stata fondata”. Perché “in questo ultimo anno qualcosa è cambiato”, spiega il direttore Carlo Verdelli al Salone del Libro di Torino, il palcoscenico scelto non a caso – dopo le contrapposizioni e le polemiche dei giorni scorsi – per presentare il giornale che sta per arrivare nelle edicole.
Il debutto martedì 14 maggio.
L’obiettivo è quello di fare di Repubblica un giornale “con una forte identità”, dirompente, di rottura, con una una “informazione ricca, a 360 gradi, ma anche facile da leggere, fin dalla prima pagina, quella con i titoli e i temi più importanti che i lettori dovranno poter capire con facilità – promette Verdelli – senza doversi prima leggere le agenzie o ascoltare i Tg”.
Ogni giorno ci sarà anche un supplemento. Gratis dal lunedì al venerdì, il sabato il prezzo del quotidiano salirà a 2,50 euro con l’abbinamento a Robinson e D; stessa cosa la domenica, quando col giornale il lettore avrà anche L’Espresso. “È un momento delicato per l’informazione in generale. E quindi – ammette Verdelli – anche per noi. Sono felice e grato che la proprietà abbia deciso di investire su questa innovazione”.
Le novità non si fermano alla carta, ma riguardano anche il web, dove sparisce repubblica.it per far posto a la Repubblica. “Siamo il sito informativo leader in Italia, con oltre 4 milioni di visitatori – sottolinea Verdelli – e vogliamo continuare ad esserlo. Abbiamo deciso di cambiare il suo nome per ribadire che Repubblica è un sistema informativo, un modo preciso di credere nel giornalismo, di fare informazione.
I cambiamenti annunciati dal 14 maggio, dunque, non riguarderanno soltanto l’edizione cartacea, ma anche l’online, “ma piano piano, per non stordire i lettori”.
“Vogliamo – spiega Verdelli – facilitare e promuovere la lettura dei nostri articoli. Un obiettivo importante in un momento in cui l’informazione sta cambiando tantissimo e i giornali sono in crisi. Noi crediamo in un’informazione libera e di qualità, stiamo lavorando per ribadirlo e raggiungere il più alto numero di persone. La Repubblica è sempre stata un giornale con un alto senso politico e culturale. E così è ancora”. (ansa)

 

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