ROMA – «La Rai accoglie i 127 nuovi colleghi giornalisti che, al termine delle prove di selezione che si concluderanno domani, giovedì 29 gennaio, entreranno a far parte della grande famiglia del Servizio Pubblico con un contratto giornalistico a tempo indeterminato».
La Rai, guidata dall’amministratore delegato Giampaolo Rossi, annuncia così il potenziamento dell’organico dei giornalisti del Servizio Pubblico sottolineando che «si tratta di un passaggio di grande valore professionale e umano, che consentirà a colleghe e colleghi da anni impegnati nelle redazioni di superare la precarietà e di vedere finalmente riconosciuto il proprio lavoro, le proprie competenze e la propria esperienza».
«In una fase storica complessa per il settore dell’editoria, segnata da tagli occupazionali e riduzione degli organici, la Rai – sottolinea l’Azienda – conferma la propria vocazione di Servizio Pubblico che investe sul lavoro, sulle persone e sul futuro del giornalismo, rafforzando il presidio informativo sul territorio e la qualità dell’offerta editoriale».
La Rai «resta oggi una delle pochissime realtà in Europa a continuare ad assumere giornalisti attraverso percorsi selettivi strutturati condivisi dai sindacati, esigenti e trasparenti, a tutela dei lavoratori, del pubblico e della credibilità dell’informazione. Ai 127 nuovi colleghi va il benvenuto dell’Azienda e l’augurio di un percorso professionale ricco di soddisfazioni al servizio dei cittadini, dei territori e dei valori del servizio pubblico radiotelevisivo».
Ad esaminare gli oltre 200 candidati, la Commissione esaminatrice, presieduta da Alessandro Casarin (già direttore della Tgr) e composta da Incoronata Boccia (direttore dell’Ufficio Stampa Rai) e Roberta Serdoz (vicedirettore della Tgr). Osservatori sindacali: Sara Verta e Virginia Lozito di Unirai-Figec e Grazia Leone, Ezio Cerasi e Antonio Gnoni di Usigrai.
Dei 127 giornalisti professionisti, 120 saranno assunti con la qualifica di redattore nella Testata Giornalistica Regionale, come previsto nel bando frutto dell’accordo sindacale sottoscritto il 5 giugno scorso, negli uffici di via Col di Lana 8 a Roma, da Unirai-Figec-Cisal e successivamente da Usigrai Fnsi, per colmare i vuoti d’organico nelle Tgr causati da pensionamenti e prepensionamenti. Le assunzioni serviranno anche a soddisfare le richieste di mobilità interna e a coprire le carenze di personale nelle testate nazionali. La rimanente quota di 7 assunzioni sarà destinata a chi vorrà essere stabilizzato nei programmi dove attualmente opera.
«Il più sincero ringraziamento al presidente della Commissione, alle componenti della Commissione esaminatrice, agli osservatori sindacali di Unirai e Usigrai, firmatari dell’accordo per la selezione, e all’intera struttura di Risorse Umane per il lavoro svolto nel corso delle procedure di selezione per giornalisti professionisti» giunge dal direttore della Tgr Rai, Roberto Pacchetti.
«La giornata di oggi – afferma Pacchetti – mi ha consentito di osservare da vicino l’impostazione delle prove d’esame, costruite su tematiche strettamente legate al lavoro giornalistico quotidiano e su esercitazioni pratiche coerenti con le attività che le future risorse saranno chiamate a svolgere nelle redazioni della Testata Giornalistica Regionale. Ho potuto, inoltre, apprezzare un’organizzazione solida e ben coordinata, capace di gestire un percorso selettivo complesso con attenzione ai contenuti, ai tempi e alle modalità operative».
Secondo Pacchetti «l’ingresso di nuove risorse rappresenta un passaggio importante per accompagnare l’evoluzione della Tgr e rafforzarne la capacità di rispondere alle esigenze informative dei territori, in una fase di profondo cambiamento del sistema dei media. A tutte e a tutti va il mio ringraziamento per l’impegno profuso e per il contributo che questo percorso offrirà al futuro della Testata Giornalistica Regionale».
Unirai-Figec esprime, invece, «forte sconcerto e netta condanna per le dichiarazioni rilasciate da Sigfrido Ranucci, vicedirettore Rai e conduttore di Report, che ha definito una “farsa” il concorso Rai per la stabilizzazione di giornalisti precari.
Parole di questa gravità, pronunciate da chi ricopre un ruolo apicale nel servizio pubblico, risultano offensive soprattutto verso decine e decine di colleghe e colleghi che da anni lavorano in condizioni di precarietà e che vedono finalmente riconosciuto un percorso di stabilizzazione atteso e legittimo».
«Ancora più grave – afferma il sindacato Unirai-Figec – è che tali affermazioni siano state pronunciate in una sede come quella della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, che dovrebbe rappresentare e tutelare i giornalisti più deboli dal punto di vista contrattuale e che, in questa circostanza, avrebbe dovuto esprimere apprezzamento per la stabilizzazione di colleghi precari.
Definire “farsa” un concorso pubblico, frutto di un iter formale, trasparente, regolato e concordato con i due sindacati dei giornalisti Rai, Unirai e Usigrai, significa delegittimare il lavoro delle commissioni, mettere in discussione la professionalità dei candidati e alimentare un clima di sospetto che non giova né al servizio pubblico né alla credibilità del giornalismo».
Unirai ritiene «particolarmente grave che tali affermazioni provengano da un vicedirettore Rai che dovrebbe tutelare i suoi lavoratori, non contribuire a screditarli pubblicamente, alimentando narrazioni divisive e strumentali. La stabilizzazione dei precari è un atto di giustizia e dignità professionale. Utilizzare questo processo come terreno di scontro o come argomento polemico, peraltro in un contesto pubblico e sindacale, è da irresponsabili».
Unirai «auspica e attende una chiara presa di distanza e una stigmatizzazione di tali affermazioni da parte delle associazioni di categoria, degli organismi rappresentativi dei giornalisti e delle altre organizzazioni sindacali, a tutela della professione, dei lavoratori coinvolti e del servizio pubblico radiotelevisivo».
Unirai-Figec «continuerà a difendere i diritti dei giornalisti Rai, il valore del servizio pubblico e la correttezza dei percorsi di selezione e assunzione, respingendo con forza ogni tentativo di delegittimazione». (giornalistitalia.it)










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