Firma di punta degli spettacoli del quotidiano, gentile e sorridente, aveva 70 anni

La Nazione perde un pezzo di storia: Enrico Gatta

Enrico Gatta

FIRENZE – «Amava la danza, la poesia, le cose belle e vedeva il tocco lieve della vita nell’arte. Il suo stile era di un signore gentile e sorridente». Nelle parole dei colleghi del quotidiano La Nazione, il ricordo di Enrico Gatta, firma di punta degli spettacoli del giornale di Firenze, morto ieri a 70 anni per una malattia che non gli ha lasciato scampo.
Nato a Roma il 20 maggio 1950, laureato in giurisprudenza, giornalista professionista iscritto all’Ordine della Toscana dal 19 gennaio 1977, Enrico Gatta era in pensione dal 2011. Dopo il servizio militare aveva cominciato a collaborare, nel 1974, con la redazione fiorentina del quotidiano L’Avvenire, quindi nel 1978 era approdato al servizio di Cronaca della Nazione passando poi alla Cultura, quindi alla Cultura del Quotidiano Nazionale.
«Quella di Enrico Gatta – ricorda La Nazione – è una carriera di giornalista vecchio stampo, con quei canoni di riservatezza e serietà che hanno fatto scuola a tanti di noi. Sorridente, colto e studioso, amava gli argomenti di letteratura e gli eventi legati all’arte, alla musica e alla danza».
Quando la malattia lo ha colto stava preparando un libro autbiografico. Per La Nazione era stato inviato per eventi spesso legati al Maggio Fiorentino.
«Negli anni e con i suoi modi gentili e affettuosi – ricordano i colleghi – aveva coltivato un rapporto d’amicizia con Riccardo Muti e la sua famiglia di cui aveva seguito concerti e vicissitudini. Sono state tante le cose che Enrico Gatta ha fatto e lasciato: la sua firma appariva su riviste e trasmissioni radiotelevisive. Il suo animo gentile era rappresentato anche dalla passione per la poesia, da aver fondato una rivista online di poesia, “Infinite tracce” che prima di essere un desiderio di scrittura, era un desiderio di lettura. Col suo garbo aveva accomunato in questa esperienza amici poeti e letterati e alla fine era riuscito anche a pubblicare il libro di “Infinite Tracce” appunto. Negli ultimi anni si era dedicato al volontariato e per il Progetto Itaca Firenze che si occupava di giovani con disagi psichici. Un collega splendido generoso buono».
Enrico Gatta lascia la moglie Antonella Maraviglia ed i figli Christian e Gianni. (giornalistitalia.it)

 

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