ROMA – Lunedì è iniziata in maniera animalesca la settimana dei ragazzi del Liceo Socrate di Roma. Proprio mentre l’anno scolastico si avvia alla sua conclusione e la stanchezza si mescola alla voglia di evasione, qualcuno ha deciso di trasformare una mattinata qualunque in un episodio destinato a rimanere nella memoria collettiva dell’istituto.
All’ingresso del Liceo classico e scientifico della Garbatella, al posto del consueto brusio di studenti e professori, si è presentata una scena surreale: il cortile e alcune aree della scuola erano invase da galline in libertà. Un’irruzione tanto inattesa quanto teatrale, che ha immediatamente scatenato nei ragazzi e nel personale scolastico risate incontenibili. C’era chi filmava, chi rincorreva gli animali con cautela, chi semplicemente si piegava in due dal ridere, incapace di credere a ciò che stava accadendo.
Il clima era sospeso tra il comico e l’assurdo, una situazione che sembrava uscita da una pièce teatrale: non tanto il teatro dell’assurdo in senso stretto, quanto piuttosto un momento brechtiano, in cui la realtà si incrina e rivela tutta la sua stranezza, costringendo chi osserva a prenderne distanza e a riflettere o, più semplicemente, a ridere.
In un certo senso, si è trattato anche di un gesto “creativo”. Se una generazione precedente avrebbe forse scelto azioni più distruttive o vandaliche come registri sottratti, computer danneggiati, scherzi di cattivo gusto con vermi o topi, questa volta l’idea è stata diversa: una trovata quasi cinematografica, che richiama ironicamente “galline in fuga”, capace di trasformare la scuola in un palcoscenico improvvisato.
Naturalmente, non sono mancati i disagi. Sono stati chiamati gli addetti competenti per gestire la situazione e riportare l’ordine, ma il vero nodo si è rivelato essere la comunicazione. In un primo momento, agli studenti è stato detto di tornare a casa: decisione che molti hanno seguito immediatamente e forse anche con gioia. Poco dopo, però, è circolata un’altra indicazione, secondo cui sarebbe stato possibile entrare in seconda ora. Il risultato? Confusione totale.
C’è chi era già sul bus di ritorno, chi si trovava a metà strada, chi invece è rimasto nei dintorni sperando di capire cosa fare. Eppure, al di là del caos, resta l’immagine di un episodio che ha spezzato la routine e regalato agli studenti un ricordo insolito, sospeso tra il riso e l’incredulità.
In un periodo dell’anno spesso carico di verifiche, interrogazioni e tensioni, quelle galline hanno portato con sé, per qualche ora, una leggerezza fuori programma. Una leggerezza che, forse, dice qualcosa anche sul bisogno dei ragazzi di reinventare gli spazi e i tempi della scuola, persino attraverso l’imprevisto più improbabile. (giornalistitalia.it)
Serena Maffia







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