Il direttore Mimmo Porpiglia punta l’indice contro l’ambasciatore in Uruguay e il Comites

La Gente d’Italia chiude: censurati e strangolati

MONTEVIDEO (Uruguay) – Il quotidiano La Gente d’Italia, pubblicato a Montevideo in Uruguay, annuncia la chiusura dopo il parere contrario dell’Ambasciata italiana edel Comites di Montevideo alla concessione dei contributi per la stampa italiana all’estero. Il direttore e editore del giornale, Mimmo Porpiglia, nel suo ultimo editoriale parla di censura vera e propria.

Ecco perché dico “Basta!”

Oggi firmo l’ultimo editoriale di “Gente d’Italia”. Perché dopo oltre venti anni in cui abbiamo provato a mantenere dritta la barra dell’autonomia del giornale rispetto a interessi diversi da quelli dei lettori, unico nostro punto di riferimento, dobbiamo ammainare bandiera bianca.

Mimmo Porpiglia

Non è una sconfitta di questo giornale, non è una vittoria di chi ha lavorato in questi anni per farci chiudere. No. Il discorso è diverso.
Con la chiusura del giornale, censurato a priori per la sua linea editoriale, vince chi ritiene che l’informazione debba essere sempre al servizio del potere, pena l’accusa di essere divisivi. E perde chi ritiene che la democrazia sia fondata sulla pluralità di idee, sul confronto, sul dibattito e mai sulla censura o, peggio, sull’ostracismo.
Vince ancora chi ritiene che la gestione della cosa pubblica debba essere sottratta a ogni valutazione da parte dei mezzi d’informazione e dei cittadini, chi confonde il rispetto delle istituzioni con l’impunità delle proprie azioni. E perdono proprio i cittadini, cui viene sottratto, d’imperio, il diritto di conoscere.
Vince chi ritiene che sia normale che le istituzioni debbano curare la propria comunicazione ricorrendo a consulenti strapagati, che provano a rendere la verità diversa dai fatti. E perdono i giornali che provano a raccontare i fatti e i cittadini che perciò possono valutare le cose, con il diritto di scegliere.
Vince chi ritiene che l’informazione debba essere asservita, prevedendo 15 anni di carcere per l’utilizzo di un termine non gradito o minacciando l’intervento di autorità giudiziarie per reprimere il dissenso. E perde chi intende come legittima la libertà costituzionale di dissentire.
Gente d’Italia in questi anni è sempre stato dalla parte degli italiani in Uruguay e non solo, senza alcuno spirito reverenziale nei confronti di nessuno. Ha raccontato i fatti ed espresso le proprie opinioni.

Mimmo Porpiglia applaudito dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della consegna del “Premio alla carriera e all’impresa” nel 2017 a Montevideo

E ci permettiamo di dire che grazie all’abbinamento prima con Republica e poi con il Pais, il secondo ed il primo quotidiano del Paese, è riuscito anche a raccontare le storie d’Italia e degli italiani agli uruguaiani, trovando uno straordinario strumento di diffusione e promozione della lingua italiana. Ma tutto questo è stato superato dalla volontá altrui di silenziare una voce, ritenuta dissonante dai desiderata del potente di turno. Un turno che è stato fatale al giornale.

Mimmo Porpiglia con Gianfranco Astori che gli consegna l’onorificenza di Commendatore al Merito della Repubblica Italiana conferitagli dal Presidente Sergio Mattarella

Questo giornale chiude non perché sia stanco di combattere e nemmeno perché io sono oramai alla soglia degli ottanta anni. Ma perché le accuse mosse ad un giornale con tutti i mezzi possibili dal più alto rappresentante del Governo italiano nel Paese in cui il giornale viene pubblicato non possono e non devono essere confutate e contrastate dal giornale stesso, ma dagli organi preposti al rispetto della democrazia. Se la democrazia è ancora un valore. Ecco perché dico: “Basta!”
Per non perdere del tutto l’esperienza e la storia di questo quotidiano, il giornale continuerà ad uscire, per qualche giorno ancora, poi solo in edizione digitale fino all’individuazione di un nuovo editore o di un nuovo direttore eventualmente disponibile a continuare l’attività.

Mimmo Porpiglia
direttore de La Gente d’Italia

CHI È MIMMO PORPIGLIA

Nato il 25 aprile 1945, Domenico Porpiglia è giornalista professionista iscritto all’Ordine della Campania dal 1 gennaio 1970.
Dopo aver lavorato nei quotidiani Corriere dello Sport, Corriere di Napoli, Sport Sud, Corriere della Sera, Corriere Informazione, Il Mattino, nel 1999 fonda, con Maria Josette Caprio, Gente d’Italia, quotidiano con la missione di informare gli italiani nel mondo. Vive tra Miami (dove il giornale 
ha sede legale) e Montevideo (che ospita la redazione centrale). (giornalistitalia.it)

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