La sede della Sala Stampa di Piazza San Silvestro a Roma

ROMA – Fino alla scelta suicida di chiudere la Redazione romana (nella foto, la storica sede della Sala stampa italiana, che ospitava i corrispondenti da Roma dei quotidiani italiani, a piazza San Silvestro), che non costava alcunché, se non lo stipendio dei giornalisti forzosamente trasferiti in Puglia, decretando così la soppressione dell’informazione politica, sindacale ed economica nazionale autoprodotta (e prodotta verificando i fatti dove accadevano), la Gazzetta del Mezzogiorno ha assolto con grande dignità ad una duplice, difficile funzione: essere quotidiano locale di Puglia e Basilicata, dando le notizie delle due Regioni ma anche esprimendo le attese delle comunità delle due Regioni e dando loro voce; fornire una informazione nazionale seria, non omogeneizzata, con uno sguardo “meridionale” anche sulle questioni politiche, parlamentari, governative, economiche, sindacali.

Pippo Mazzarino

Anche dopo la stupida e brutale soppressione della Redazione romana, la Gazzetta (con molti limiti e molte contraddizioni, come ha giustamente ricordato di recente Dionisio Ciccarese, e con un ritardo culturale aziendale che poi l’ha messa in ginocchio) ha continuato a rappresentare la vita e le esigenze dei pugliesi e dei lucani. E che il suo “brand” sia ancora attrattivo si è visto col Gazzetta day: senza una campagna pubblicitaria se non il passaparola, senza avere una forte presenza Internet che ne desse notizia, il giornale è schizzato dalle 18mila copie di diffusione ad oltre 60mila.
Il giornale continua ad uscire grazie al senso di responsabilità e di sacrificio dei suoi giornalisti e dei suoi poligrafici, senza stipendio da tre mesi, mentre gli amministratori giudiziari nominati dal Tribunale di Catania si confermano miopi e del tutto a digiuno di come si conduce, senza distruggerla, una azienda editoriale. E le istituzioni – Governo centrale, governi regionali, enti locali – stanno a guardare…(giornalistitalia.it)

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