BARI – I giornalisti della Gazzetta del Mezzogiorno hanno incrociato le braccia, al termine dell’assemblea di Redazione che si è protratta per tutta la giornata, pertanto il giornale domani, martedì 8 gennaio, non sarà in edicola.
Si tratta del primo di un pacchetto di 10 giornate di sciopero che i giornalisti hanno affidato al Comitato di redazione “a causa dell’assenza di risposte da parte degli amministratori giudiziari dal tribunale di Catania, al mancato pagamento delle retribuzioni”.
Il Comitato di Redazione ha chiesto al direttore responsabile della testata, Giuseppe De Tomaso, la pubblicazione di un comunicato sindacale all’interno di una pagina bianca per la giornata di domani al fine di informare i lettori sulla drammatica situazione che stanno vivendo i giornalisti della Gazzetta.
A tale richiesta non è arrivata alcuna risposta, motivo per cui il Cdr ha notificato il primo giorno di sciopero, che verrà reiterato fino a quando non sarà garantita ai giornalisti la possibilità di far sentire la propria voce nel rispetto di un sacrosanto diritto sancito dal Contratto nazionale di lavoro giornalistico. (giornalistitalia.it)

Fnsi e Assostampa di Puglia e Basilicata: «Calpestati i diritti dei giornalisti»
La Federazione Nazionale della Stampa Italiana e le Associazioni regionali di Stampa di Puglia e di Basilicata sono al fianco dei colleghi della Gazzetta del Mezzogiorno, che hanno proclamato una giornata di sciopero per protestare contro la gestione della fase di amministrazione giudiziaria.
In seguito al provvedimento di sequestro con confisca delle quote societarie dell’editore Mario Ciancio Sanfilippo, emesso dal tribunale di Catania su richiesta della Procura, gli amministratori giudiziari pretendono dai giornalisti un pesante taglio del costo del lavoro, incuranti della qualità del prodotto da mandare in edicola. Alle rimostranze della redazione, gli amministratori, che hanno inspiegabilmente lasciato la gestione dell’azienda nelle mani del direttore generale diretta espressione dell’editore, hanno risposto pagando fino ad oggi soltanto il 40 per cento delle retribuzioni di novembre.
Il sindacato dei giornalisti chiede che sia fatta chiarezza sulla situazione del giornale e che ogni atto vada nella direzione di assicurare la continuità aziendale, la qualità dell’informazione rivolta alle popolazioni di Puglia e Basilicata e il rispetto dei diritti dei giornalisti, il cui senso di responsabilità viene quotidianamente calpestato da chi gestisce l’azienda. (giornalistitalia.it)

 

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