Agnese Pini (Carrara, 5 marzo 1985)

ROMA – “Chiunque fa carriera si tira dietro una quantità di chiacchiere: di un uomo che fa carriera si dice che è un leccaculo, un massone, uno di sagrestia, un mafioso, chissà che favori ha fatto, chissà che brache ha calato. Ci si risparmia le noterelle piccanti, ok, ma il resto è uguale. Di vero c’è che un potere maschile è più rispettato.
A una donna potente si pensa sempre di dover dare meno credito, e sono le donne stesse a darne di più agli uomini. Come si dice, il sessismo è una malattia dei maschi, ma trasmessa dalle femmine. Però, anche qui: non è che quintessenzialmente, geneticamente, noi siamo più stronze, più “incapaci di fare squadra”, come vorrebbe il cliché. È che siamo storicamente più deboli, e fare squadra è più facile al vertice che alla base; è più facile spartirsi il potere che l’oppressione».

Agnese Pini
giornalista, direttore de “La Nazione” dal 1° agosto 2019
(dall’intervista a Irene Soave, 27esimaora.corriere.it)

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