Pubblicato l’Osservatorio sul monitoraggio dei flussi rilevati al 2 luglio scorso

Inps: la pensione media è di 1.223 euro

ROMA – È stato pubblicato l’Osservatorio sul monitoraggio dei flussi di pensionamento, con i dati relativi ai trattamenti pensionistici del 2024 e del primo semestre 2025, rilevati al 2 luglio 2025. Sono disponibili anche i dati navigabili.

Gabriele Fava, presidente dell’Inps

Nel 2024, sono state registrate 889.642 pensioni, con un importo medio mensile di 1.223 euro. Nel primo semestre del 2025, il numero di pensioni è stato di 397.691, con un importo medio di 1.215 euro.
Questi dati comprendono pensioni di vecchiaia, assegni sociali, pensioni anticipate, pensioni di invalidità e pensioni ai superstiti.
I dettagli delle singole categorie sono i seguenti:
pensioni di vecchiaia: 271.527 nel 2024, 117.901 nel primo semestre 2025;
pensioni anticipate: 224.392 nel 2024, 98.356 nel primo semestre 2025;
pensioni di invalidità: 60.094 nel 2024, 23.996 nel primo semestre 2025;
pensioni ai superstiti: 236.107 nel 2024, 106.693 nel primo semestre 2025.
Per quanto riguarda le singole gestioni, i dati sono i seguenti:
FPLD: 355.508 pensioni nel 2024, 163.374 nel primo semestre 2025;
Dipendenti Pubblici (GDP): 128.276 nel 2024, 43.736 nel primo semestre 2025;
artigiani: 87.308 nel 2024, 41.404 nel primo semestre 2025;
commercianti: 76.137 nel 2024, 36.121 nel primo semestre 2025;
parasubordinati: 48.418 nel 2024, 22.802 nel primo semestre 2025;
coltivatori diretti, coloni e mezzadri: 33.632 nel 2024, 15.198 nel primo semestre 2025;
assegni sociali: 97.522 nel 2024, 50.745 nel primo semestre 2025.

Nelle gestioni oggetto del monitoraggio, per la liquidazione dei trattamenti pensionistici di vecchiaia e anticipati decorrenti nel 2023 e primi mesi 2024, le principali norme di riferimento sono rappresentate dalla Legge 214 del 22 dicembre 2011, che ha subìto nel corso degli anni varie modifiche volte a salvaguardare particolari categorie di lavoratori dando loro la possibilità di accedere alla pensione secondo la disciplina previgente.

Valeria Vittimberga, direttore generale dell’Inps

La legge n. 197/2022 (Legge di bilancio 2023) ha introdotto Quota 103 (62 anni e 41 anni di contributi entro il 2023). A differenza delle vecchie combinazioni («Quota 100» e «Quota 102») la «Quota 103» è accompagnata da un tetto alla misura del trattamento pensionistico erogabile: cinque volte il trattamento minimo sino al raggiungimento dell’età pensionabile. La legge di bilancio 2024 (Legge n. 213/2023) abbassa il tetto a 4 volte il minimo e impone il calcolo intermante contributivo della pensione,
L’Opzione donna, introdotta dalla Legge Maroni nel 2004 e prorogata fino al 2022, è cambiata dalla Legge di bilancio 2023: potranno accedervi le lavoratrici con 60 anni e 35 anni di contributi raggiunti entro il 31 dicembre 2022 solo se rientrano in tre specifici profili di tutela: a) caregivers; b) in possesso di una invalidità civile almeno al 74%; c) lavoratrici licenziate o dipendenti da da aziende in crisi. La legge di bilancio 2024 aumenta di un anno il requisito anagrafico.

Marina Calderone, ministro del lavoro e della previdenza sociale

Ulteriori canali di uscita più favorevoli sono stati via via introdotti anche per i lavoratori precoci e per gli addetti a mansioni “gravose” (Legge 232/2016) e a lavori usuranti ai sensi del D.lgs. 67/2011.
I requisiti di età ed anzianità vigenti nel periodo 2022-2023 per la generalità dei lavoratori. Come si evince dal prospetto, nel biennio 2023-2024 l’età legale per il pensionamento di vecchiaia è di 67 anni e per le pensioni anticipate “standard” di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e di 41 anni e 10 mesi per le donne. Sia per le pensioni di vecchiaia sia per quelle anticipate il requisito rimane congelato fino al 2026 in base, rispettivamente, per le prime, a decreti del Ministero dell’Economia e delle Finanze e, per le seconde, al decreto legge 4/2019.
Per ciò che concerne l’assegno sociale il requisito di età nel biennio 2023-2024 è di 67 anni.
L’Inps precisa, infine, che nel monitoraggio non sono presenti i trattamenti liquidati in regime di cumulo e di totalizzazione e non sono inoltre inseriti i trattamenti liquidati con importo nullo poiché sospesi. (giornalistitalia.it)
LEGGI ANCHE:
I flussi di pensionamento al 2 luglio 2025

I commenti sono chiusi.