Approvato l’emendamento che, almeno per un anno, scongiura il commissariamento

Inpgi: verso una riforma “lacrime e sangue”

Da sinistra: Marina Macelloni (presidente) e Mimma Iorio (direttore generale) dell’Inpgi (Foto Giornalisti Italia)

ROMA – Le commissioni Bilancio e Finanze della Camera dei deputati scongiurano il commissariamento dell’Inpgi approvando un emendamento che prescrive, però, interventi “lacrime e sangue”, soprattutto per i pensionati, per riequilibrare i conti che, al 31 dicembre 2018, sono stati chiusi con un saldo negativo della Gestione Principale di 147,6 milioni di euro e un risultato economico di -161,3 milioni.
L’emendamento al Decreto Crescita, ancora una volta riformulato, nell’ultima stesura concede, infatti, all’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani 12 mesi di tempo, dall’entrata in vigore della legge di conversione, per varare “misure di riforma del proprio regime previdenziale volte al riequilibrio finanziario della Gestione sostitutiva dell’assicurazione generale obbligatoria che intervengano in via prioritaria sul contenimento della spesa e, in subordine, sull’incremento delle entrate contributive”.
Cade, così, la previsione secondo cui tali misure dovranno “assicurare che l’eventuale saldo di bilancio negativo, a decorrere dall’anno 2021, non superi il limite annuo del 7% del valore complessivo del patrimonio dell’Ente”.
Entro 18 mesi dall’entrata in vigore del decreto legge l’Inpgi dovrà comunicare ai ministeri vigilanti un bilancio tecnico attuariale e nel caso in cui esso “non evidenzi la sostenibilità economico finanziaria  di medio lungo periodo” il Governo interverrà adottando uno o più regolamenti per disciplinare l’ampliamento della platea contributiva dell’Istituto “al fine di ottemperare alla necessità di tutelare la posizione previdenziale dei lavoratori del mondo dell’informazione”.
Nel frattempo, e fino al 31 dicembre 2019, “è sospesa l’efficacia delle norme sul commissariamento degli istituti previdenziali privati.
La Fondazione avrà, dunque, un anno di tempo per l’autoriforma del proprio regime previdenziale. Se non ci sarà evidenza di “sostenibilità economico finanziaria di medio lungo periodo” interverrà il Governo per assicurare l’allargamento della platea degli iscritti.
Martedì 18 giugno, davanti alla Commissione parlamentare di controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, è prevista l’audizione di Marina Macelloni e Vito Branca, presidenti, rispettivamente, del Consiglio di amministrazione e del Collegio sindacale dell’Inpgi.(giornalistitalia.it)

Macelloni (Inpgi): “Una road map verso l’ampliamento della platea”

«L’Inpgi ha 12 mesi di tempo per valutare, nell’ambito della propria autonomia, nuove misure di contenimento della spesa e di incremento delle entrate senza rischiare la procedura di commissariamento prevista dal decreto 509». Marina Macelloni, presidente dell’Inpgi, commenta così «un provvedimento molto importante che esclude per un periodo di tempo sufficiente l’ipotesi di commissariamento, primo passo per liquidare la gestione, la storia e l’autonomia dell’Ente e di tutti i suoi iscritti».
«Altrettanto importante – aggiunge la Macelloni – è che la norma votata oggi dalle commissioni Finanza e Bilancio della Camera preveda esplicitamente alla fine del percorso la strada dell’ampliamento della platea che, come abbiamo dimostrato in tutte le sedi, è l’unica in grado di garantire una sostenibilità concreta e duratura all’Istituto e di dare una risposta anche previdenziale alle profonde trasformazioni attraversate dalla nostra professione».
«L’emendamento votato oggi – conclude il presidente dell’Inpgi – riconosce e dà legittimità al grande lavoro svolto in questi mesi dal Consiglio di amministrazione, dal Collegio sindacale e dalla Direzione generale dell’Istituto in collaborazione stretta con i Ministeri vigilanti e in particolare con il Sottosegretario Claudio Durigon».

Lorusso (Fnsi): «Primo passo del percorso di risanamento»

Raffaele Lorusso

«Il via libera alla norma per la salvaguardia dell’autonomia dell’Inpgi, approvata dalla commissione Bilancio della Camera, pone le basi per avviare un percorso di necessario risanamento e di inevitabile allargamento della platea degli iscritti». Lo afferma Raffaele Lorusso, segretario generale dell’Inpgi, sottolineando «un lavoro portato avanti dal consiglio di amministrazione dell’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani, nonostante manovre di disturbo messe in atto da una parte largamente minoritaria della categoria, animata da interessi di bottega, rancori personali e desideri di rivalsa».
«La sospensione della procedura di commissariamento – afferma Lorusso – segna l’ulteriore sconfitta di quanti, anche nel governo e nel parlamento, hanno messo da tempo nel mirino il mondo dell’informazione e i giornalisti, dichiarando guerra, con provvedimenti mirati, al pluralismo, alle testate espressioni delle minoranze e che danno voce alle differenze, alla dignità del lavoro, e più in generale a qualsiasi forma di pensiero libero e critico. Adesso sarà necessario lavorare per rafforzare l’Istituto con provvedimenti che, oltre ad allargare la platea, consentano di contrastare la dilagante precarietà lavorativa e ridiano forza e centralità al lavoro regolare».

 

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