Sull’Inpgi è scontro aperto tra Claudio Durigon (Lega) e Vito Crimi (M5S)

ROMA – L’Adepp, l’associazione degli enti di previdenza privati, esprime soddisfazione per l’esito dell’incontro tenutosi al Ministero del Lavoro per discutere sul futuro dell’Inpgi. «I rappresentanti del governo – afferma, infatti, il presidente dell’Adepp, Alberto Oliveti – hanno ridabito di voler mantenere l’autonomia dell’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani». L’Inpgi paga, infatti, la crisi dell’editoria e la perdita di oltre 3.600 posti di lavoro negli ultimi cinque anni, per cui il bilancio 2018 si è chiuso con un disavanzo corrente di 175 milioni di euro.
Oliveti spiega che «verrà avviato un tavolo a cui prenderanno parte i ministeri del Lavoro e dell’Economia, oltre a rappresentanti dell’Inpgi e dell’Adepp, per esaminare le soluzioni tecniche e la loro percorribilità». Nel ringraziare il  sottosegretario Claudio Durigon per aver convocato la riunione, il presidente dell’Adepp si dice convinto che la stessa «prelude a una soluzione positiva per l’Inpgi e tutti gli iscritti attuali e futuri».
All’incontro erano presenti anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria Vito Crimi, il direttore generale per le politiche previdenziali del ministero del Lavoro, Concetta Ferrari, mentre il Ministero dell’Economia era rappresentato dal consigliere giuridico Mauro Nori e dalla Ragioneria generale dello Stato.
Oltre ad Oliveti, le Casse erano rappresentate dal presidente di Cassa commercialisti Walter Anedda, in rappresentanza del direttivo, dal presidente dell’Inpgi Marina Macelloni e dal direttore generale Mimma Iorio.
Nel corso dell’incontro, l’Adepp ha sottolineato l’importanza di due emendamenti al decreto sulla crescita che prevedono di destinare il 5% degli attivi patrimoniali delle Casse a maggiori prestazioni di welfare e di subordinare il saldo e stralcio dei contributi previdenziali a regolamenti degli Enti sottoposti ad approvazione ministeriale.

Vito Crimi, gli Stati Generali e le bacchettate del M5S alla Lega

Agli Stati generali dell’Editoria, voluti dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, Vito Crimi, si affronterà anche il tema “Inpgi”.
“Sulla questione Inpgi – ha annunciato Crimi – intendo aprire un tavolo separato nell’ambito degli Stati generali sull’editoria, proprio per accelerare le iniziative. Quello che non ho condiviso rispetto all’emendamento della Lega al decretone relativo al salvataggio dell’Inpgi è stata l’accelerazione fatta solo su un punto. La questione Inpgi va affrontata nel complesso non solo sotto il profilo dell’aumento dei versamenti. Fare questo tramite un emendamento non mi è sembrato correttissimo”.
Il sottosegretario si riferiva all’emendamento, più volte presentato da alcune formazioni politiche, che permetteva all’Istituto di previdenza dei giornalisti l’allargamento della platea degli iscritti e che non ha mai portato a casa il via libera. L’ultimo tentativo quello appunto proposto dalla Lega e inserito nella norma definita “Decretone” che ha ricevuto l’ennesimo “cartellino rosso”.

Ma la Lega non ci sta. Duringon: “Non si specula sulla previdenza”

Non si fa attendere la risposta del sottosegretario al lavoro al collega della Presidenza del Consiglio, Vito Crimi, che attraverso i media aveva definito scorretto l’emendamento presentato (reso inammissibile) sull’ampliamento della platea degli iscritti all’Inpgi: “È il Ministero del Lavoro deputato alla trattativa sulle Casse previdenziali”.
Un gioco di deleghe visto che il sottosegretario Crimi ha la delega all’editoria e il sottosegretario Durigon alla previdenza? Certo è che la questione Inpgi è tutta “previdenziale” così come veniva trattata nel “Decretone”.
Di fatto Durigon rilancia e annuncia che “Ricevute le segnalazioni da parte dell’Adepp, è necessario stringere un accordo fin da subito per trovare soluzioni, non solo per l’Inpgi. Apriremo fin da subito il confronto, nel quale un altro obiettivo condiviso con l’associazione delle casse è la creazione di un fondo di solidarietà tra Casse”.
“Sempre sul piano tecnico oltre alla questione dell’Inpgi – sottoliena ancora il sottosegretario Duringon – c’è anche il regolamento per l’attuazione delle attività finanziarie delle Casse: l’economia reale deve essere un obiettivo sul quale le casse devono poter investire ma nello stesso tempo è impensabile che qualcuno possa ipotizzare di speculare sulla previdenza dei lavoratori”.

Marina Macelloni: “Siamo delusi, ma non ci arrendiamo”

“Noi siamo ovviamente molto delusi – è il giudizio di Marina Macelloni – perché avevamo lavorato nelle settimane scorse per raggiungere un accordo politico sia con le forze di governo sia con tutti i protagonisti del sistema quindi le associazioni dei comunicatori, l’Ordine dei giornalisti. Una volta raggiunto l’accordo sembrava che la questione fosse risolta, ma il presidente della Camera ha deciso di dichiarare inammissibile l’emendamento per “estranietà di materia”.
Una decisione “particolare” visto che l’emendamento era inserito dentro un decreto che conteneva norme di tipo previdenziale ed è indubbio che la materia trattata dall’emendamento era assolutamente coerente. Non ci arrendiamo, continueremo a lavorare per ottenere rapidamente una norma che consenta all’Istituto di allargare la propria platea di iscritti, di mettere in sicurezza i conti e soprattutto di vedere riconosciuti nella previdenza i cambiamenti profondi che ha attraversato il settore dell’editoria e la professione del giornalista”.
Una battaglia sul riconoscimento della professione che Inpgi fa da tempo per dare tutele a quei colleghi che nonostante svolgano la professione giornalistica non hanno alcun riconoscimento?
“L’Inpgi – ricorda la Macelloni – è da almeno trent’anni che cambia costantemente pelle secondo come cambia la pelle della professione di riferimento. Abbiamo accolto i tele cine operatori, abbiamo accolto i pubblicisti, i fotoreporter, gli uffici stampa. Ogni volta che ci siamo accorti che la professione subiva dei cambiamenti noi li abbiamo recepiti, dando tutte le tutele e garanzie ai colleghi che fanno questo lavoro o sono dentro questo sistema. Oggi dobbiamo fare un ulteriore passo in avanti perché in ballo ci sono sia le tutele di nuovi professionisti dell’informazione sia l’autonomia dell’Ente che è peraltro sancita da leggi dello Stato. L’Inpgi ha aderito all’Adepp che rappresenta le Casse di previdenza private, è importante che l’autonomia di una Cassa, e dell’intero Sistema, venga riconosciuta e aiutata”. (adepp)

 

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