Il Consiglio di indirizzo generale approva il bilancio consuntivo e l’opposizione ricorda...

Inpgi in attivo ma il futuro non è affatto roseo

Vincenzo Lombardo, Gianluca Boezio, Vittorio Falco, Carlo Parisi e Maria Saveria Reale

ROMA – Il Consiglio di indirizzo generale dell’Inpgi (composto da 47 consiglieri) ha approvato il bilancio consuntivo 2025 e il Documento sulla Politica di Investimento (Dpi) con 35 voti favorevoli e l’astensione dei 5 consiglieri di Stampa Libera e Indipendente (Gianluca Boezio, Vittorio Falco, Vincenzo Lombardo, Carlo Parisi e Maria Saveria Reale).
Il bilancio consuntivo si è chiuso con un risultato positivo pari a 233,529 milioni di euro, in forte crescita rispetto ai 123,855 milioni registrati nel 2024. Tale andamento è dovuto soprattutto ai ricongiungimenti tra Inps e Inpgi (legge n. 45/1990), che hanno portato nelle casse dell’Istituto 186,747 milioni di euro.
I ricavi della gestione previdenziale si sono attestati a 260,774 milioni di euro, con un incremento di 117,658 milioni rispetto all’esercizio precedente, principalmente per contributi da ricongiunzione.
Tra i giornalisti iscritti all’Inpgi nel 2025 ad aver presentato denuncia sono stati in 25.812 di cui 20.548 per attività libero-professionale e 5.265 per rapporti di collaborazione coordinata e continuativa.

Roberto Ginex

Nel corso dei lavori, il consigliere Vincenzo Lombardo, componente della Commissione Statuto, ha chiesto al presidente Roberto Ginex e al direttore generale Mimma Iorio di predisporre una “check list” o una sezione Faq da pubblicare sul sito internet dell’Istituto, al fine di chiarire quali attività siano soggette alla contribuzione dovuta all’Inpgi. In particolare, di specificare se e in quali casi le voci indicate nella dichiarazione dei redditi come “altri redditi” — ad esempio la moderazione di una conferenza, la scrittura di un libro, ecc. — possano costituire redditi assoggettabili o meno alla contribuzione Inpgi.
«Un chiarimento sarebbe utile – ha sottolineato Lombardo – non solo ai colleghi che, a distanza di tempo, si vedono recapitare richieste di contributi non versati, gravati da sanzioni e interessi, ma anche agli stessi commercialisti».

Mimma Iorio, direttore dell’Inpgi

A tal proposito, è opportuno ricordare che, a differenza della gestione Inps, all’Inpgi anche in caso di redditi inferiori a 5 mila euro annui è, comunque, dovuta la contribuzione minima, oltre al contributo soggettivo calcolato in percentuale sul reddito.
Sollecitata anche l’organizzazione di un momento formativo sul tema dei ricongiungimenti tra Inps e Inpgi, anche alla luce dell’ultima circolare Inps n. 15 del 9 febbraio 2026.
Dal canto suo, il consigliere generale Gianluca Boezio, vice presidente della Commissione Bilancio, ha evidenziato «la piacevole conferma della presa di coscienza, da parte del Consiglio d’amministrazione, che l’Inpgi è potenzialmente a rischio se non aumenteranno le entrate contributive».

La sede Inpgi in via Nizza 35 a Roma

«I risultati trionfalistici sbandierati appena un anno fa, soffermandosi prevalentemente sul mero dato economico, si sono scontrati – ha sottolineato Boezio – con quella realtà che da tempo poniamo all’attenzione del Consiglio e che ha anche sottolineato, nel suo intervento, il direttore generale Mimma Iorio».
Il protrarsi del fenomeno delle ricongiunzioni – afferma finalmente il Cda – non esclude che nel lungo periodo esso “potrebbe mettere a rischio i montanti della nostra vasta platea, fatta in larga parte da lavoratori autonomi e co.co.co. con compensi molto bassi».
«Di fronte a questa presa di coscienza, la governance dell’Istituto – si legge nella relazione al bilancio – ha risposto con l’obiettivo di allargare la platea degli iscritti, quindi il numero di contribuenti». Come? «Non con un tentativo di lavorare affinché l’Inpgi diventi l’Istituto nel quale far confluire tutte le nuove mansioni affini a quelle del giornalismo classico, ma – ha osservato Boezio – al momento solo mediante un’intesa con gli Ordini regionali dei giornalisti per ottenere la trasmissione degli elenchi aggiornati dei nuovi iscritti».

Vincenzo Lombardo, Gianluca Boezio e Carlo Parisi

«È francamente – ha osservato Boezio – troppo poco. Pensare di colmare il deficit contributivo intercettando i neo iscritti all’Ordine, è solo un microscopico passo che certamente non sortirà effetti particolarmente significativi. Quando si parla di politica di gestione dell’Istituto bisogna volare decisamente più in alto, creando: da un lato sinergie con le altre casse, facendo pressioni sul legislatore per correggere a tutti i livelli quelle distorsioni che mettono a rischio gli istituti di previdenza più deboli, ed al contempo assurgendo a stimolo forte e concreto per azioni che portino a riequilibrare, con la collaborazione degli altri enti di categoria, il livello medio dei compensi ai giornalisti autonomi».

Patrizia Pennella

«La votazione di oggi, dunque, alla stregua di quanto avvenuto in passato, è certamente un atto dovuto sul piano strettamente procedurale, ma che cela una sottostante portata politica che ci conduce all’astensione. La stessa coordinatrice Patrizia Pennella ha ricordato, in apertura, che “il nostro compito non è fermarci al risultato ma valutarne la sua evoluzione nel tempo”. Il futuro dell’Inpgi, ne siamo tutti consapevoli, non è roseo, e non basta che il Presidente e i Consiglieri di Amministrazione lancino anch’essi il grido d’allarme. Non vorrei assistere nuovamente al film già visto con la gestione principale confluita nell’Inps. Ciò che serve è un’azione più concreta che, ad oggi, non traspare dall’attività degli attuali amministratori dell’Istituto».

Paolo Reboani

In chiusura un passaggio sulla relazione del Collegio Sindacale: «Con estremo piacere ascoltiamo, dalle parole del presidente del Collegio Sindacale Paolo Reboani, della conferma dell’esigenza di un monitoraggio periodico sull’andamento dell’Inpgi: sia sotto il piano finanziario, in relazione all’impiego dei forti ricavi legato alle ricongiunzioni, sia in riferimento alla sostenibilità previdenziale, in quanto la proiezione cinquantennale del bilancio tecnico attuariale approvato nel 2025 potrebbe non essere aderente al reale andamento del mercato del lavoro nel corso degli anni.
Tutto questo conferma che la mozione (firmatari Gianluca Boezio, Vittorio Falco, Vincenzo Lombardo, Carlo Parisi e Maria Saveria Reale) votata all’unanimità dal Consiglio Generale, con la quale il Consiglio d’amministrazione è stato impegnato a produrre un report al 31 maggio di ogni anno sia stata una scelta di buon senso, per tenere sotto controllo eventuali scostamenti straordinari». (giornalistitalia.it)

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