PRATO SESIA (Novara) – In marcia per 16 chilometri da Sostegno a Prato Sesia per ricordare Bruno Bosia che, proprio un anno fa, si era incamminato per il suo ultimo viaggio. Era il priore del Capitolo Piemontese della Confraternita di San Giacomo di Compostela.
Personalmente, aveva percorso tutti i tracciati della via Francigena. A piedi, partendo da casa sua, era andato a Lourdes e a Santiago, ci era arrivato per il cammino “frances” e il “primitivo”, per quello del “nord”, il “portoghese” e il cammino della “plata”. Chi ha tenuto il conto sostiene che, uno dopo l’altro, ha inanellato almeno 20 mila chilometri di strada.
Comprensibile il disappunto degli ultimi due anni quando l’artrite muscolare lo ha costretto ad appendere gli scarponi al chiodo per muoversi in automobile o in bicicletta. Nel dicembre del 2024 aveva ancora presieduto la Confraternita riunita per celebrare il giorno dedicato a San Giacomo. La notizia della sua morte, una quarantina di giorni dopo, è stata una sorpresa anche per chi gli stava più vicino.
Come ricordarlo come sarebbe piaciuto anche a lui? Il nuovo priore Domenico Ruoppolo (che abita a Torino) e Tonino Crestani (che è biellese) hanno immaginato di invitare i confratelli del Capitolo e gli amici di Bruno a mettersi in marcia. Per sentieri in mezzo ai boschi era possibile ricordare un grande camminatore, camminando, senza retorica ma con partecipazione.

Da sinistra: Domenico Ruoppolo, nuovo priore della Confraternita, la marcia da Sostegno a Prato Sesia e l’organizzatore Tonino Crestani
Il tracciato scelto è stato individuato in un pezzo del cammino della Gran Madre che, in tappe di sette giorni, da Trivero porta al Santuario della Madonna Nera di Oropa.
Il percorso si è avviato in provincia di Biella, ha “toccato” quella di Vercelli per concludersi nel novarese, a Prato dove Bruno Bosia era nato e dove viveva.
Hanno partecipato una cinquantina di pellegrini. Zaino in spalla, giacca a vento e scarponi appropriati, la marcia è stata facilitata dalla clemenza del tempo: freddo ma senza pioggia. E a ogni strappo di strada, la memoria che ricordava vecchi episodi avvenuti su antichi percorsi. All’arrivo il parroco don Fulvio Trombetta ha celebrato la messa di suffragio. Ma è stata la fatica sulla strada che ha avuto il valore dell’autentica preghiera. (giornalistitalia.it)
Daniele Baglione







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