TORINO – È Fernando Savater lo scrittore incaricato d’inaugurare il Salone del libro di Torino. Giovedì 9 maggio, alle ore 11, nella Sala Oro, il filosofo – spagnolo, docente all’università “Complutense” di Madrid e a quella basca di San Sebastian – prende la parola per una lezione magistrale che, nelle intenzioni dell’autore, intende legare la cultura della tradizione con le prospettive del futuro.

Fernando Savater

Però, i cancelli del Lingotto che ospita la kermesse letteraria si aprono un’ora prima, alle 10 (fino alle 20 di sera). Per i visitatori, 15 casse disponibili, divisi fra l’ingresso di via Nizza e quello di via Matté Trucco. Esiste la possibilità di evitare le code acquistando il biglietto attraverso i canali on line. Dieci euro il prezzo d’ingresso. È possibile visitare i padiglioni della rassegna fino al lunedì 13. Gli organizzatori attendono almeno 60 mila persone.
“Il gioco del mondo” è il filo conduttore della rassegna che si presenta come un’occasione di confronto e, contemporaneamente di contaminazione, aperta alle suggestioni esterne, capace di metabolizzare le differenze per tradurle in valore aggiunto di conoscenza.
Il titolo viene dal libro dell’argentino Julio Cortazar che, più di chiunque altro, ha influenzato la scrittura e la letteratura del Novecento. Il suo racconto, dipanandosi fra gli stati della psicanalisi e le geografie del mondo, rappresenta per intero la capacità di confrontarsi e di stupirsi per le cose nuove che s’incontrano cammin facendo.
È il proposito del “Salone del libro” di Torino. Dunque, superando le difficoltà economiche, le inchieste giudiziarie, le dimissioni del consiglio di amministrazione e la costituzione di una nuova governance, le polemiche sulle presenze e sulle assenze, il “Salone” non molla e si presenta per l’edizione numero 32.
Con caparbietà, sono state vinte le resistenze amministrative e i problemi burocratici. E, per la verità, è stata messa in coda anche la concorrenza di Milano che, alla fine, ha dovuto ridimensionare programmi e prospettive, rinunciando almeno per quest’anno a organizzare un’analoga rassegna in Lombardia.
Per questo 2019, il “Salone” aggiunge agli spazi tradizionalmente occupati del Lingotto i 13 mila metri quadrati del padiglione dell’Oval con quattro sale (due maxi e due da 100 posti) per conferenze e dibattiti.
Una conferma e una correzione di rotta. Negli anni precedenti la kermesse dedicava uno spazio di riguardo alla “regione ospite” e alla “nazione ospite”. Questa volta, dopo il Veneto, il Friuli e la Calabria, tocca alle Marche che si presentano con le immagini di Leopardi, Rossini e della pedagoga Montessori.
L’ospitalità del “Paese”, invece, non c’è più. Gli organizzatori hanno preferito virare sulla lingua che non conosce confini, attraversa le frontiere senza passaporto e si presta a coniugare nuclei anche distanti fisicamente. A Torino hanno preferito lo spagnolo.
Come ogni volta il calendario è zeppo di personaggi: giornalisti, scrittori, romanzieri, attori e, persino Jovanotti. Sono attesi Luciana Litizzetto, piemontese che giova in casa, Alessandro Baricco con il suo “Geme Over” e Alberto Angela” con “Cleopatra”. (giornalistitalia.it)

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