Premiato a Reggio Calabria “per meriti sociali nel giornalismo e nell’attività sindacale”

Il Metropolitano Award a Carlo Parisi

Fabrizio Pace consegna il Metropolitano Award 2026 a Carlo Parisi (Foto Giornalisti Italia)

REGGIO CALABRIA – «Ha dedicato l’intera vita professionale alla difesa della dignità del giornalismo, alla tutela dei lavoratori dell’informazione e alla promozione di un sistema mediatico libero, etico e responsabile».
Con questa motivazione, Carlo Parisi, direttore di Giornalisti Italia, segretario generale della Figec e consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti, ha ricevuto a Reggio Calabria il Metropolitano Award alla carriera «per meriti sociali a livello nazionale nel giornalismo e l’attività sindacale».
«Nato a Roma, ma profondamente legato alle sue origini calabresi, – si legge, tra l’altro, nella motivazione – Carlo Maria Parisi ha lavorato per rafforzare la professione, difendere chi la esercita e promuovere un giornalismo libero, responsabile e rispettoso del suo ruolo sociale».
In un’affollatissima Sala Monteleone del Consiglio regionale della Calabria, il giornalista Fabrizio Pace, direttore de “il Metropolitano”, e l’avv. Ernesto Siclari, Garante dei Diritti delle Persone con disabilità della Regione Calabria, hanno consegnato il premio finalizzato ad «accendere i riflettori su esperienze, percorsi umani e impegni concreti che hanno contribuito a migliorare la società, dando voce a chi opera ogni giorno nel sociale, nell’inclusione, nella solidarietà e nella promozione del bene comune».

La sala Monteleone del Consiglio regionale della Calabria gremita in occasione della cerimonia di consegna del Metropolitano Award 2026

«Nel corso dei tanti anni che lo conosco – ha dichiarato Pace – non c’è mai stata una sola domanda alla quale Carlo Parisi non abbia dato risposta. Il tratto distintivo del suo percorso è la capacità di unire competenza tecnica, visione etica e impegno costante per la tutela dei diritti dei giornalisti e della qualità dell’informazione.

Carlo Parisi e Papa Francesco il 23 novembre 2023 nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico del Vaticano (Foto Vatican Media)

Per questo straordinario contributo, per una carriera che ha lasciato un segno profondo nel mondo dell’informazione e nella tutela dei diritti dei lavoratori del settore, il Metropolitano Awards è orgoglioso di conferirgli il riconoscimento per i meriti sociali».

Fabrizio Pace e Carlo Parisi

Non a caso “Il Metropolitano Award” ha come scopo quello di «sottolineare il valore di azioni spesso silenziose ma decisive, capaci di generare inclusione, sostegno e progresso sociale. Un momento per raccontare storie significative, valorizzare percorsi esemplari e ribadire quanto il contributo di singoli e associazioni possa incidere concretamente sul tessuto sociale».
E di storie ne hanno raccontate tante i protagonisti della serata che si sono susseguiti sul palco offrendo le loro toccanti testimonianze: forze di polizia e unità di soccorso, mondo del volontariato, dell’associazionismo, dello sport. Numerose le autorità presenti, dalla senatrice Tilde Minasi alla deputata Rosanna Scopelliti, dal vice capo di Gabinetto del Consiglio regionale Sabina Cannizzaro al presidente del Coni Calabria Tino Scopelliti, oltre a tutti i comandanti delle forze di polizia.

7 giugno 2008: Carlo Parisi consegna a Natuzza Evolo il Premio “L’Affabulatore d’oro” quale “straordinaria comunicatrice di verità”. Accanto a lui l’arcivescovo Salvatore Nunnari (foto Giornalisti Italia)

Tutti stretti attorno alla redazione de “il Metropolitano”, con in testa il direttore Fabrizio Pace e le giornaliste Arianna Calabrò, Katia Germanò, Sonia Polimeni, Antonella Postorino e Mariateresa Quattrone, che quotidianamente svolge un serio e completo lavoro di informazione in città.

Carlo Parisi con il campionissimo di ciclismo e giornalista pubblicista Francesco Moser

Carlo Parisi che, nel suo intervento, si è detto onorato e felice di aver ripercorso, grazie al fil rouge della serata, tappe fondamentali della propria vita vissute in riva allo Stretto.
Nell’occasione ha incontrato, dopo tanti anni, personaggi che hanno dato lustro alla città di Reggio Calabria, ma anche compagni di strada e grandi maestri come il prof. Ninì Falcone, allenatore della gloriosa Mangiatorella, che ha portato la città agli allori del massimo campionato di pallavolo femminile.
«Da ragazzo, dopo il calcio e l’atletica leggera e prima del ciclismo, che ho praticato a livello agonistico per dodici anni prima di dedicarmi completamente al giornalismo, per circa un anno – ha ricordato Parisi – ho avuto la fortuna di avere come allenatore il prof. Falcone che, sul campetto della Libertas Sbarre, al rione Loreto, mi ha insegnato una cosa che mi è rimasta sempre dentro: il valore della doccia fredda.

Carlo Parisi con Mogol, Ciccio Graziani e il ministro dello Sport Andrea Abodi

All’epoca, soprattutto, negli impianti sportivi di periferia, l’acqua calda era un lusso e le docce si facevano con l’acqua fredda. D’inverno bisognava prendere la rincorsa e stringere i denti per affrontare il getto gelido, ma presto se ne sentivano i benefici. Perché la doccia fredda tiene svegli e in questa città, purtroppo spesso abituata a dormire, di docce fredde ce n’era e ce n’è ancora tanto bisogno».

Carlo Parisi con Bruno Vespa, Stefania Battistini e Gianni Letta

Ricordi su ricordi: «Come dimenticare – ha aggiunto Parisi – la gioia che, da giovani di Azione Cattolica della Parrocchia dell’Itria, regalavamo ai piccoli ospiti di Suor Maria Grazia Gallingani all’Unitas Catholica di Fondo Versace? Bambini sfortunati, figli di famiglie devastate, ai quali bastava un sorriso per aprire il cuore alla speranza».

Carlo Parisi con Franco Iacopino, Fabrizio Pace e Francesco Tiziano (Foto Giornalisti Italia)

E ancora ricordi: «quante persone, presenti stasera, ho avuto la fortuna di conoscere, affiancare, aiutare e sostenere nelle battaglie condotte nei quattordici anni nei quali ho avuto l’onore di dirigere la redazione di Reggio del “Giornale di Calabria”, dove i servizi più interessanti non erano certo le interviste di favore, ma le storie dei disperati che quotidianamente trasformavamo in denunce. Francesco Tiziano, oggi stimato cronista della Gazzetta del Sud, era uno dei ragazzi che hanno mosso i primi passi nella mia redazione e sono felice che stasera venga premiato per il suo lavoro in questa città. Così come sono felice di ricevere questo premio alla carriera assieme a personaggi che hanno fatto la storia di Reggio Calabria: il collega Franco Iacopino, sinonimo di Reggina Calcio e tra i migliori direttori sportivi del calcio italiano; il prof. Mimmo Melara, pioniere del basket a Reggio; l’on. Rosanna Scopelliti, presidente della Fondazione intitolata al padre Antonino, simbolo di legalità, giustizia e lotta alla mafia: onore e vanto della nostra città e del Paese».

Suor Maria Grazia Gallingani

Il giudice Antonino Scopelliti

Ripercorrendo momenti personali della propria formazione umana e professionale, ricordando maestri, esperienze sportive e il legame mai interrotto con la Calabria, pur vivendo prevalentemente a Roma da anni, Carlo Parisi ha insomma richiamato il valore della memoria, dell’impegno civile e del giornalismo professionale come strumenti fondamentali per la crescita della comunità. Senza dimenticare che “Giornalisti Italia”, il giornale dei giornalisti, sebbene presentato ufficialmente e sviluppato a Roma, è nato a Reggio Calabria da un atto d’amore che, unendo passione professionale e ragioni del cuore, ha reso immortale un provvidenziale incontro romano».

Carlo Parisi e Lorenzo Del Boca, segretario generale e presidente della Figec

Un passaggio centrale dell’intervento di Carlo Parisi è stato quello dedicato al ruolo dell’informazione professionale, con un appello alle istituzioni affinché sostengano “il giornalismo vero”: «In passato, purtroppo e per tantissimi anni, anche in questa regione e in questa città i contributi pubblici sono stati elargiti agli amici e agli amici degli amici, piuttosto che ai giornali veri, quelli fatti da giornalisti, quelli che fanno informazione, aiutano i cittadini a decodificare i messaggi che arrivano dal Palazzo, danno voce alle fasce più fragili e deboli della società e, soprattutto premiano valore e merito».
«Noi calabresi – ha ricordato Parisi – abbiamo avuto il grande privilegio di avere uno dei maggiori giornalisti e scrittori del Novecento, Corrado Alvaro, il quale non si stancava di ripetere che “il calabrese va parlato”, ovvero va trattato con dignità, riconosciuto come soggetto attivo e non ignorato o stereotipato.

Corrado Alvaro

Un richiamo al rispetto della dignità della persona, unito all’esortazione di stare vicini agli ultimi e dare voce ai senza voce e soprattutto alle persone sole». «Perché – ha osservato il direttore di Giornalisti Italia – quando una delle premiate di stasera, Angela Villani, presidente dell’associazione “Il Volo delle Farfalle – Evoluzione Autismo”, ci ricorda in lacrime la tragedia di chi si toglie la vita perché non ce la fa più, è dovere di tutti moltiplicare ascolto e impegno. La nostra società è sempre più dissociata dalla vita reale. Immersa da un web stravolto dall’intelligenza artificiale, isola inesorabilmente e sono sempre di più i casi delle persone sole che muoiono in casa senza che nessuno se ne accorga. Dobbiamo riscoprire la nostra umanità, fare in modo che nessuno si senta solo ed escluso, ma che tutti possano veramente sentirsi parte integrante della comunità».

Reggio Calabria (Foto Giornalisti Italia)

«Reggio Calabria – ha sottolineato Carlo Parisi – è in piena campagna elettorale per il Comune e – come avviene alla vigilia di ogni scadenza elettorale – registra uno straordinario attivismo. È necessario, però, che questo attivismo diventi un’abitudine, una sana abitudine per una città che ha assoluto bisogno di un cambiamento vero e di una narrazione non più affidata al soliti cliché. Le statistiche evidenziano che i nostri giovani sono costretti, sempre di più, a lasciare questa terra in cerca di fortuna. Come i nostri padri e i nostri nonni. Se vogliamo arrestare la fuga dei ragazzi dal Sud e invertire la tendenza – non solo a parole – dobbiamo restituire valore al merito e offrire nuove e serie opportunità. Ma dobbiamo anche impegnarci seriamente a migliorare la qualità della vita a queste latitudini. Perché senza lavoro non c’è libertà e senza servizi e sicurezza non c’è qualità della vita.

Reggio Calabria: l’Arena dello Stretto “Ciccio Franco” (Foto Giornalisti Italia)

Ed è un vero peccato in un angolo di paradiso come questo, che la generosità di Dio ha dotato di straordinaria bellezza, ma l’egoismo e la barbarie dell’uomo hanno spogliato, umiliato e mortificato. Non è più tempo di promesse e di illusoria speranza che sistematicamente si dissolve come la Fata Morgana». (giornalistitalia.it)

Ilda Tripodi

Il monumento con la statua bronzea della dea guerriera Athena Promachos nell’Arena dello Stretto, simbolo di protezione, forza e rinascita per la città di Reggio Calabria (Foto Giornalisti Italia)

 

 

Un commento

  1. Andreina De Tomassi e Antonio Sorace

    Conosciamo da pochi anni Carlo Parisi, ma la sua attenzione all’altro, la sua disponibilità all’ascolto, la sua eticità nelle scelte della vita ci ha conquistato. Ora lo consideriamo come un fratello e questo premio ci inorgoglisce e ci commuove. Bravo Carlo, avanti così, e Grazie di tutto!

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