Picchiato a Genova con calci e manganellate. Il questore Ciarambino chiede scusa

Il giornalista Stefano Origone ferito dalla polizia

Il giornalista Stefano Origone preso a calci e manganellate dalla polizia

GENOVA – Cariche, lacrimogeni e cinque feriti nel centro di Genova per gli scontri tra la polizia e gli antifascisti. Tutto è accaduto per un comizio con il quale Casapound ha chiuso la campagna elettorale per le Europee del candidato Marco Mori. Piazza Marsala, luogo scelto dalla forza di estrema destra per il comizio, era stata blindata dalla polizia.
Intorno alla piazza due manifestazioni che hanno richiamato oltre mille persone: una parte si è fermata davanti alla prefettura, altri sono arrivati a piazza Corvetto. Poco prima dell’inizio del comizio, al quale erano presenti una ventina di persone, sale la tensione. Al grido “Genova è solo antifascista” i manifestanti hanno provato a forzare il blocco della polizia per entrare in piazza tirando oltre le grate alcuni fumogeni e petardi.
La polizia, che aveva “chiuso” il luogo del comizio con le grate antisommossa e i blindati schierando circa 300 uomini delle varie forze dell’ordine, ha subito la prima ondata “ammortizzata” dalla Digos, che poi si è ritirata dietro al Reparto Mobile.
A quel punto, prima la polizia ha risposto sparando lacrimogeni anche a altezza d’uomo, poi ha compiuto una prima carica disperdendo i manifestanti, allontanandoli dai cosiddetti “Alari”, le grate mobili di protezione.
Davanti al persistere dell’azione degli “antifascisti”, che hanno lanciato pietre, bottiglie e pezzi di bastoni, poliziotti e carabinieri hanno chiuso la piazza su tre lati e hanno caricato, sparando ancora lacrimogeni, ancora a altezza d’uomo.
Negli scontri ci sono stati dei feriti. Tra questi un giornalista del quotidiano la Repubblica (Stefano Origone, 51 anni, della redazione genovese) che, pur essendosi qualificato, è stato colpito dalla polizia: ha fratture ed ecchimosi. Feriti anche due carabinieri e due ragazzi, che sono stati sottoposti a fermo di polizia.
Per un’ora e mezzo, dalle 18 alle 19.30, il cuore di Genova è stato sotto scacco. Che non sarebbe stato un pomeriggio semplice per la città era stato annunciato dalla protesta montata in questi giorni proprio per la concessione della piazza a Casapound.
In piazza Marsala erano apparse scritte come “Carogne” e “Genova è solo antifascista”. E la notte scorsa davanti alla fontana della piazza era stato scaricato un sacco di letame con sopra un cartello: “Il fascismo non è un’opinione: è merda”.
Ma la giornata sembra non finire mai: quando il gruppetto di CasaPound lascia scortato e in gran silenzio piazza Marsala, si sciolgono i cordoni della polizia, ma dal grande gruppo di antifascisti abbarbicato sotto la statua di Vittorio Emanuele II di Savoia parte l’invito: “Andiamo sotto la questura: liberi tutti”. Il riferimento è ai due ragazzi sottoposti a fermo di pg, uno dei quali portato via di peso, ferito e ammanettato
mentre la gente, e era gente comune, pregava gli agenti di chiamare un’ambulanza. Dopo poco, è partita l’ennesima carica. (ansa)

Il questore di Genova chiede scusa al giornalista

Vincenzo Ciarambino, questore di Genova

Il questore di Genova, Vincenzo Ciarambino, ha incontrato all’ospedale Galliera il giornalista di Repubblica, Stefano Origone rimasto ferito in una carica della polizia durante gli scontri con gli antifascisti scoppiati nel centro di Genova per un comizio di Casapound.
Origone ha due dita di una mano fratturate e varie ecchimosi a causa dei colpi subiti. Il questore ha chiesto scusa al giornalista.
«Conosco Stefano da anni e sono voluto andare in ospedale per sincerarmi delle sue condizioni. Ho chiesto scusa a lui, alla moglie e al responsabile della redazione genovese di Repubblica. Ho voluto portare la vicinanza della Polizia», dice Ciarambino all’Ansa.
Il questore spiega anche l’accaduto: «Origone era vicino a una persona fermata che stavamo portando via, c’è stato un tentativo da parte dei manifestanti di sottrarlo alla polizia ed è partita una carica, Origone non si è accorto in tempo della carica, è caduto e ha preso qualche colpo”.

Fnsi e Gruppo Cronisti: solidarietà al collega ferito

Nel manifestare solidarietà e vicinanza al collega di Repubblica Origone a Genova e a tutti i cronisti come sempre impegnati ad assolvere al dovere di raccogliere notizie per informare l’opinione pubblica, l’Associazione ligure dei giornalisti, il Gruppo Cronisti Liguria e la Federazione Nazionale della Stampa italiana chiedono che «siano accertate le dinamiche e sanzionati i responsabili anche tra i cosiddetti antagonisti che avrebbero minacciato troupe della Rai e di Primo Canale». È quanto si legge in una nota della Fnsi firmata insieme ad Associazione Ligure dei giornalisti e a Gruppo Cronisti Liguria.
«Una piazza – sottolinea il sindacato – concessa ai neofascisti di CasaPound e decine di poliziotti in tenuta antisommossa comandati a rendere impermeabile una “zona nera” nel cuore di Genova, città medaglia d’oro della Resistenza. E come già accaduto nelle tragiche giornate del G8 la gestione dell’ordine pubblico sfugge di mano. Un giornalista di Repubblica, Stefano Origone, è investito da un drappello di poliziotti. Origone – come lui stesso ha raccontato – è stato ripetutamente colpito con manganellate e calci anche quando era a terra e ha urlato “Sono un giornalista”: un atto violento inqualificabile».

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