Mattarella ricorda il nesso tra la salute di una democrazia e la libertà di chi la racconta

Il giornalismo libero anticorpo contro ogni abuso

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al termine dell’incontro cal Quirinale on i partecipanti al 30° anniversario del Seminario di Venezia per la Stampa britannica

ROMA – Esiste un nesso inscindibile, quasi “biologico”, tra la salute di una democrazia e la libertà di chi ne racconta le vicende. A ricordarlo con fermezza è stato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione dell’incontro al Quirinale con i partecipanti alla trentesima edizione del Seminario di Venezia per la Stampa britannica.

Sergio Mattarella

Un appuntamento istituzionale che, attraverso le parole del Capo dello Stato, si è trasformato in una riflessione di ampio respiro sulla natura del potere e sulle sue possibili derive.
Al centro dell’intervento di Mattarella vi è stata una lucida disamina sul ruolo del “giornalismo libero”, definito come un vero e proprio «antidoto contro abusi e manipolazioni, tanto dei poteri pubblici quanto di quelli privati, contro opacità e menzogne».
All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, l’ambasciatore d’Italia a Londra, Inigo Lambertini, il decano dei giornalisti britannici Robert Fox e il direttore dell’Associazione Stampa Estera, Deborah Bonetti. Il cuore dell’argomentazione presidenziale ha ruotato proprio intorno a questo legame: non può esistere libertà di giudizio laddove il materiale informativo su cui essa si fonda risulti alterato. Senza un’informazione indipendente e rigorosa, infatti, verrebbe meno la possibilità per i cittadini di formarsi un’opinione autonoma, fondata su una rappresentazione fedele dei fatti.

Sergio Mattarella

In tale prospettiva, il giornalismo agisce come un filtro indispensabile tra realtà e narrazione, consentendo al cittadino di restare un soggetto consapevole della res publica e non un semplice destinatario passivo dell’informazione.

Il Presidente Sergio Mattarella rivolge il suo indirizzo di saluto in occasione dell’incontro con i partecipanti al 30° anniversario del Seminario di Venezia per la stampa britannica

Questa esigenza di verità si fa ancora più stringente se si osservano le dinamiche che accompagnano ogni deriva autoritaria: «Ogni repressione, ogni manipolazione dei principi di libertà passa, anzitutto, dalla repressione contro i giornalisti», ha ricordato Mattarella, osservando come non sia casuale che «i regimi più efferati comprimano immediatamente gli spazi dell’informazione non appena il loro operato viene messo in discussione».

Sergio Mattarella con Inigo Lambertini, ambasciatore d’Italia a Londra e Robert Fox, decano dei giornalisti britannici

L’autoritarismo, infatti, tende strutturalmente a monopolizzare il linguaggio e a distorcere o ad oscurare la realtà, mentre, allo stesso tempo, silenziare un cronista non significa soltanto occultare gli abusi, ma tentare di indebolire il pensiero critico della società, privandola degli strumenti necessari per riconoscere l’arbitrio.

Robert Fox, Inigo Lambertini e Sergio Mattarella ascoltano l’intervento di Deborah Bonetti

In questo quadro, il Presidente della Repubblica ha definito il giornalismo come «un impegno di verità e di libertà spesso pagato a caro prezzo», richiamando la funzione del giornalista come “testimone”. Un richiamo, questo, che assume particolare rilievo alla luce dei dati forniti dalla Federazione Internazionale dei Giornalisti: nel solo 2025 oltre 120 operatori dell’informazione hanno perso la vita nei conflitti, la maggior parte a Gaza.

Robert Fox, Inigo Lambertini e Sergio Mattarella

Infine, il Capo dello Stato, ribadendo ancora una volta l’importanza di un giornalismo consapevole, ha richiamato il valore delle regole che, a livello internazionale ed europeo, presidiano la libertà di informazione, individuando nel Regolamento europeo sulla Libertà dei media uno strumento essenziale per tutelare l’indipendenza editoriale dalle pressioni economiche e dalle ingerenze politiche.

Sergio Mattarella, Inigo Lambertini, Robert Fox e Deborah Bonetti

Il giornalismo resta, così delineato, un presidio fondamentale di etica e di diritto. Difenderne oggi l’autonomia significa preservare l’integrità della convivenza civile e la possibilità di restare, anche nelle fasi più complesse della storia, cittadini realmente liberi. (giornalistitalia.it)

Margherita Ambrogio

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