ROMA – «La società editrice del Giornale ha confermato la chiusura della redazione romana del quotidiano: una decisione di una gravità inaudita, anche perché ignora totalmente le prese di posizione che dal mondo politico, economico e culturale hanno in questi giorni chiesto a gran voce che il Giornale possa continuare pienamente a svolgere la sua parte nella vita del Paese, con le battaglie e le notizie che solo una presenza fisica nella Capitale consente». È quanto scrive il Comitato di redazione del quotidiano di via Negri, tornando sulla decisione aziendale di smantellare la sede di Roma.
«L’unica modifica rispetto agli annunci precedenti è lo slittamento di un mese della chiusura: dall’1 al 31 maggio – prosegue il Cdr –. Non è una concessione, è anzi un espediente per consentire che le elezioni europee vengano raccontate dal Giornale in un clima di pace sindacale. Ma questo non avverrà. Faremo sentire la nostra voce in ogni occasione possibile, nell’interesse nostro e dei nostri lettori. Non permetteremo che la storia di libertà del Giornale venga tradita».
«Per accompagnare alla porta i giornalisti di cui si vuole liberare, – incalza il Comitato di redazione – l’azienda offre un incentivo all’esodo del tutto inadeguato, pari a meno della metà di quanto ogni redattore si era sentito proporre appena poche settimane fa dal direttore: il quale viene così sconfessato dal suo stesso editore. Anche questo la dice lunga sul clima di non governo che si respira in redazione, e che è responsabile delle difficoltà attuali ben più del costo del lavoro». (giornalistitalia.it)

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