Da sinistra: Salvo Palazzolo e Giulio Francese

PALERMO – «Stia attento come parla, altrimenti lei la paga. Perché il Signore queste cose le fa pagare». Queste parole di padre Mario Frittitta al collega giornalista Salvo Palazzolo, che incalzava il frate, «ci lasciano sorpresi e sconcertati». Lo scrivono, in una nota congiunta, il segretario regionale dell’Assostampa Siciliana Roberto Ginex, il presidente dell’Ordine dei giornalisti Giulio Francese e il segretario provinciale dell’Assostampa Palermo Giuseppe Rizzuto.
Frittitta nella Santa Messa appena celebrata aveva ricordato il boss della Kalsa Tommaso Spadaro. «L’atteggiamento di padre Frittitta, che alle domande incalzanti del collega Palazzolo, risponde anche con un “siete cattivi”, la dice tutta – aggiungono Ginex, Francese e Rizzuto – sulla considerazione del lavoro di un professionista serio e scrupoloso che è chiamato per mestiere a rivolgere domande per avere risposte. Palazzolo, ancora una volta, ha fatto bene il suo lavoro nel raccontare la verità dei fatti. Non può passare sotto silenzio che venga celebrata una messa in suffragio di un boss scomunicato dalla Chiesa e condannato dallo Stato per gravi reati», proseguono i rappresentanti di Assostampa e Ordine siciliani.
«“Non si può credere in Dio ed essere mafiosi, chi è mafioso non vive da cristiano”, ha detto il Papa nell’ultima sua visita a Palermo nel settembre scorso. Non si può neppure attribuire a Dio – incalzano Francese, Ginex e Rizzuto – il compito di far pagare al giornalista la presunta colpa di aver posto domande e fatto emergere contraddizioni. Palermo è la città di padre Pino Puglisi. Ogni ambiguità stride con l’impegno civile e cristiano di tanti sacerdoti, di tanti giornalisti e di tanti palermitani che hanno fatto della condanna alla mafia un punto d’onore della loro esistenza e professione. Ognuno nella chiesa, come nella società, ha il suo compito. Quello dei giornalisti è di essere testimoni della verità. È questo l’unico metro di giudizio della nostra professione. Salvo Palazzolo lo ha rispettato in pieno. Per i cristiani vale il detto evangelico di San Giovanni: “la verità vi farà liberi”. Ci auguriamo – concludono – che sulla vicenda intervenga la comunità ecclesiale affinché non si facciano passi indietro nella coscienza antimafia e nella condanna dell’omertà». (giornalistitalia.it)

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