In mostra a Milano a testimonianza di uno straordinario successo editoriale

Il Corriere dei Piccoli: 110 anni di grandi storie

Uno dei pannelli in mostra a Milano per raccontare la storia del Corriere di Piccoli

MILANO – È un pezzo di storia della nostra editoria. Tutta da ammirare: il Corriere dei Piccoli mette in mostra i suoi 110 anni allo Wow Spazio Fumetti di viale Campania 12, a Milano. Una rassegna interessante, e non solo per i più piccoli, che è possibile visitare fino al 13 gennaio del prossimo anno. Le biglietterie sono aperte dal martedì al venerdì, dalle 15 alle 19. Sabato e domenica, l’orario è prolungato di un’ora: dalle 15 alle 20.
I pannelli in esposizione raccontano una storia affascinante che testimonia un’iniziativa editoriale di grande respiro e di straordinario successo.
La storia del Corriere dei Piccoli comincia il 27 dicembre 1908. La testata era stata disegnata da Antonio Rubino mentre Luigi Spaventa Filippi doveva occuparsi degli aspetti editoriali. La pedagoga Paola Lombroso Carrara, che aveva avuto l’idea di una testata dedicata interamente ai minori, era titolare della rubrica delle lettere. Ma la parte del leone la facevano i disegni che, vignetta dopo vignetta, raccontavano storie affascinanti. I più piccoli ne erano incantati.
Il successo è stato immediato. A quel primo numero andato in edicola al costo di 10 centesimi ne sono seguiti altri 4.500 divisi in 88 annate.
L’iniziativa del Corriere dei Piccoli seguiva l’enorme diffusione riscontrata oltreoceano per le pubblicazioni destinate esclusivamente all’infanzia. Perché, dunque, non provarci anche in Italia? Il Corriere della Sera non aveva perso tempo, dando impulso alla nuova avventura editoriale, dapprima come supplemento domenicale e poi come testata autonoma.
Nei primi anni, la figura più rappresentativa è stata “Zia Marlù”. Poi sono arrivati “il signor Bonaventura”, “Pampurio”, “Petronilla” e “Marmittone”.

Un altro pannello in mostra al museo del fumetto di Milano

I fumetti erano accompagnati da didascalie in rima. A leggerle, sembravano una canzone, parole semplici addirittura ingenue, ma molto orecchiabili e abbastanza ripetitive. Per questo “cominciava l’avventura” mentre quello era sempre “arcicontento del suo nuovo appartamento” e quell’altro andava alle manovre militari combinando guai a non finire e rimediando memorabili punizioni. Dalla penna e dalla fantasia dei disegnatori sono spuntati il negretto Bilbolbul, Quadratino e Schizzo.
Nel 1945 il “Corrierino” è diventato “Il Giornale dei Piccoli” e ha utilizzato Rita Pavone (in copertina) per raccontare le avventure di Giamburrasca.
Poteva sembrare un’iniziativa editoriale di poco conto. In realtà, impegnava una trentina di persone fra grafici, disegnatori e giornalisti che studiavano nuove storie da proporre ai piccoli lettori. I quali seguivano le pubblicazioni con una passione e una costanza invidiabili. Agli inizi degli anni Sessanta, il record di tiratura e di vendita con 700 mila copie.
Nel 1972, un’altra modifica nella testata, che si presenta come “Corriere dei ragazzi”. L’editore aveva immaginato di allargare il pubblico di riferimento coinvolgendo anche gli adolescenti. Il mercato risentiva della concorrenza di altri giornali a fumetti che prendevano come protagonisti alcuni personaggi super-popolari: Akim, Capitan Miki, Tarzan, Tex Willer.
L’iniziativa editoriale è andata avanti fino al 1984, poi una lunga interruzione, quindi una ripresa e, il 15 agosto 1995, l’ultimo numero. Ma, a vedere i pannelli con le gigantografie dei fumetti, non è difficile immaginare lo stupore che ha animato i piccoli lettori dall’inizio alla fine dell’altro secolo. (giornalistitalia.it)

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