ROMA – «Noi giornaliste e giornalisti di Agenzia Nova siamo rammaricati per la vicenda del collega Gabriele Nunziati, cui auguriamo il meglio per il prosieguo di una carriera che siamo certi sarà lunga e brillante. Ci teniamo, tuttavia, a dire la nostra. A difenderci dagli attacchi gratuiti e infondati di questi giorni, dalle minacce, dagli insulti. Non li accettiamo.
Ci hanno augurato di morire a Gaza, di ammalarci di cancro, ci hanno dato dei fascisti e dei servi. Ci teniamo a difendere, da lavoratori di un settore già in difficoltà, la nostra professione e l’attività di un’agenzia che in poco più di venti anni si è imposta come una delle più affidabili fonti in Italia, sui temi della politica e dell’informazione nazionale ed internazionale».
L’assemblea di redazione dell’agenzia di stampa Nova respinge, così, i violenti attacchi piovuti sui giornalisti dopo la vicenda relativa all’interruzione della collaborazione da Bruxelles del giornalista Gabriele Nunziati.
«Nessuno di noi – affermano i giornalisti dell’Agenzia Nova – ha mai ricevuto condizionamenti politici nell’esercizio della professione. Siamo sempre stati liberi di porre le domande che riteniamo opportune, quale strumento per comprendere e aiutare a comprendere gli sviluppi dell’attualità e le complessità dello scenario nazionale e internazionale.
Nessuno di noi è mai stato o si è mai sentito censurato: all’interno della redazione convivono idee e inclinazioni politiche differenti, e così è sempre stato. Il nostro notiziario ha sempre ospitato posizioni le più diverse, anche in contrapposizione tra di esse, a prescindere dall’argomento».
«Non torneremo – aggiunge l’Assemblea di redazione nel documento votato all’unanimità – sui motivi dell’interruzione del rapporto di collaborazione del collega Nunziati con Agenzia Nova, su cui tante inesattezze sono state riportate. Il nostro lavoro, questo vogliamo sottolinearlo, è sempre stato improntato alla ricerca massima dell’imparzialità e della obiettività. L’idea che abbiamo della nostra professione è che serva a dare notizie, a fare informazione, ad accendere riflettori su questioni complesse o, talvolta, dimenticate.
Abbiamo quindi sempre cercato di non far mai trasparire il nostro pensiero, quale che sia, nell’esercizio del giornalismo. Solo i fatti, crediamo, hanno diritto di emergere nella cronaca di un’agenzia di stampa».
«Siamo tutti dispiaciuti per l’esito della vicenda, ma – concludono i giornalisti dell’Agenzia Nova – ci teniamo a rivendicare il diritto di qualunque agenzia di stampa o mezzo d’informazione a scegliere autonomamente il proprio ruolo. La libertà di stampa, qui, non è in discussione. In discussione c’è la dignità del lavoro di noi giornalisti, che oggi e in futuro continueremo a difendere e a rivendicare».
Il sindacato dei giornalisti Figec Cisal, esprimendo «solidarietà al giornalista Gabriele Nunziati per l’interruzione del rapporto di lavoro, sollecita un immediato chiarimento da parte dell’azienda per fare piena luce sulla vicenda che ha innescato un’inaccettabile e pericolosa criminalizzazione di tutti i colleghi della redazione che, quotidianamente, svolgono onestamente il loro mestiere. La libertà di stampa è sacra e nessuna ombra può essere lasciata a tutela della dignità, dell’onorabilità e della professionalità di tutti i giornalisti». (giornalistitalia.it)





CONVENZIONI


