Celebrati nello splendido Palazzo del Collegio Romano col ministro Gennaro Sangiuliano

I 10 anni di Giornalisti Italia al Ministero della Cultura

Il ministro Gennaro Sangiuliano riceve la targa del Decennale di Giornalisti Italia dal direttore Carlo Parisi nella sede del Ministero della Cultura a Roma (Foto Rino Barillari)

ROMA – Non si poteva immaginare festa più bella per i 10 anni di “Giornalisti Italia”, il quotidiano fondato nel 2014 da Carlo Parisi e Nicoletta Giorgetti che, nell’arco di un decennio, è diventato punto di riferimento dell’intera categoria dei giornalisti italiani e non solo. Un giornale che ha raccontato il mondo del giornalismo senza rete, senza condizionamenti, con assoluta libertà e soprattutto con grande senso di pluralismo e di democrazia, con rigore e con attenzione verso tutti, dando spazio anche alle voci più dissonanti del momento e del sistema. Ed è stata proprio questa la vera chiave del successo.
Per celebrare questo compleanno importante Giornalisti Italia non avrebbe potuto avere cornice più bella e importante del Palazzo del Collegio Romano, il complesso monumentale che ospita il Ministero della Cultura. Pensato dal suo fondatore, Ignazio di Loyola, sul modello del Collège du Roi di Parigi, destinato alla formazione teologica e culturale dei gesuiti e dei giovani delle famiglie più importanti dell’epoca, il Collegio Romano è stato inaugurato il 28 ottobre 1584 sotto il pontificato di Gregorio XIII Boncompagni.

Carlo Parisi, Pierluigi Roesler Franz e Pino Nano sotto i ritratti dei predecessori di Sangiuliano alla guida del Ministero della Cultura (Foto Rino Barillari)

Al numero 27 di via del Collegio Romano, il direttore di Giornalisti Italia, Carlo Parisi, che oggi è anche segretario generale della Figec Cisal, è stato infatti ricevuto dal ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, al quale ha consegnato, a nome di tutta la Redazione, una targa commemorativa del Decennale del giornale per la grande attenzione che il ministro ha sempre riservato al mondo dell’informazione e della comunicazione.

Gennaro Sangiuliano e Carlo Parisi (Foto Rino Barillari)

Parisi ha, quindi, presentato al ministro la delegazione di Giornalisti Italia composta da «due storiche colonne del quotidiano, Pierluigi Roesler Franz e Pino Nano, e dal Re dei fotoreporter “The King” Rino Barillari».
Sulla pergamena consegnata da Carlo Parisi al ministro Sangiuliano si legge testualmente: «Da chi crede che l’informazione aggiornata – dall’Italia e dall’estero – sia un valore aggiunto per la cultura e la società. E da chi è convinto che chi ha la fortuna e il coraggio di continuare a esercitare questo mestiere debba, prima di tutto, essere informato: Al Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano: Strenuo difensore del pluralismo dell’informazione e delle idee, giornalista attento e scrupoloso, fine uomo di cultura e di Stato che – con onestà intellettuale e con orgoglio identitario – si è messo a disposizione per servire il Paese».

Gennaro Sangiuliano e Carlo Parisi (Foto Rino Barillari)

Nato a Napoli il 6 giugno 1962, laurea in Giurisprudenza all’Università Federico II, dottorato di ricerca in Diritto ed Economia nella medesima Università, master in Diritto Privato Europeo e diploma Iasd (Istituto Alti Studi per la Difesa), Gennaro Sangiuliano dal 1999 al 2001 ha diretto il quotidiano “Roma”, poi è stato vice direttore del quotidiano Libero e collaboratore de Il Foglio, L’Espresso e Il Sole 24 Ore.

Gennaro Sangiuliano alla sua scrivania (Foto Rino Barillari)

Ha diretto la Scuola di Giornalismo dell’Università di Salerno ed è docente di Storia dell’Economia alla Luiss Guido Carli e di Diritto dell’informazione alla Lumsa di Roma. Nel 2003 in Rai è stato capo servizio del Tgr di Napoli. Nel 2004, trasferitosi a Roma all’Agenzia Nazionale della Tgr, è stato nominato vice capo redattore nel 2005 e capo redattore nel 2007. Nel 2009, passato, al Tg1 è stato promosso vice direttore e dal novembre 2018 all’ottobre 2022 direttore del Tg2.

La Sala della Crociera al Collegio Romano (Foto Giornalisti Italia)

Una doppia festa, insomma. Da una parte quella di Giornalisti Italia, per i suoi primi 10 anni di attività editoriale, e dall’altra quella del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, premiato da Giornalisti Italia per la sua prestigiosa attività di giornalista e autore di mille cose diverse e importanti. Un uomo che ha accettato la proposta del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, di lasciare il mestiere per il quale ha sempre vissuto e respirato per fare il ministro della Cultura in un Paese ancora assetato di saperi e di conoscenze.

Gennaro Sangiuliano (Foto Rino Barillari)

Lui che conosce i classici della letteratura come pochi, lui che è cresciuto impastato di nozioni e di testi letterari di ogni genere, lui che per passione e per mestiere è diventato uno dei massimi esperti oggi nel mondo di Benedetto Croce. Chi altri al suo posto avrebbe potuto meglio rappresentare la storia culturale del nostro Paese in un momento in cui i giovani soprattutto chiedono una inversione di tendenza rispetto al passato, e non sempre il passato è stato un passato di luce.
E volete sapere come è andata poi alla fine la festa organizzata nella sua stanza al secondo piano del Collegio Romano, lui completamente ignaro di tutto, e per nulla informato di cosa sarebbe accaduto? Che il ministro per oltre un’ora della sua intensa giornata di lavoro, quel giorno piena zeppa di incontri al vertice, molti istituzionali e di profilo internazionale, si trasforma come d’incanto in una guida turistica, una performance inimmaginabile, straordinariamente informatissimo, documentato come nessuno altro lo sarebbe stato, e soprattutto avvolgente e carismatico come spesso lo vediamo apparire la sera in televisione quando racconta la storia culturale del Paese.

L’ingresso della Biblioteca del Collegio Romano (Foto Giornalisti Italia)

«Venite, vi faccio vedere la nostra Biblioteca». E ci porta nel cuore più segreto del Collegio Romano, dove dall’esterno non arriva alcun rumore, dove il silenzio è quasi sacerdotale e certosino, e dove lui, che ci fa strada, visto da lontano – questo me lo sussurra il grande fotoreporter Rino Barillari – sembra il fantasma di questo immenso scrigno di libri antichi.
O forse anche di più, a tratti il famoso giornalista – indimenticabili i suoi editoriali la sera al Tg2 Post – sembra trasformarsi in una sorta di menestrello felice e fiero di poterci guidare tra i mille segreti della Sala della Crociera, e di cui sembra conosca davvero ogni anfratto, ogni spigolo, ogni spazio, ogni libro gelosamente conservato e custodito.
«Venite, vi faccio vedere un documento unico al mondo: questa è una lettera scritta a mano da Alessandro Manzoni, e guardate bene la sua firma, sembra fatta appena ieri».

Il volume con la firma autografa di Alessandro Manzoni (Foto Rino Barillari)

Non serve fargli delle domande. Lui sa perfettamente bene cosa i suoi ospiti vorrebbero sapere, e va avanti nel suo racconto avvolgendoti di parole, come se per un giorno fosse tornato al suo vecchio lavoro di cronista: «Questo Palazzo del Collegio Romano, è stato edificato tra il 1581 e il 1584, e nasce originariamente come sede della Compagnia di Gesù, quella fondata da Sant’Ignazio di Loyola.

La Sala della Crociera (Foto Giornalisti Italia)

Oggi la Sala della Crociera è sede di una sezione distaccata della Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte. Vi prego di guardare lo stemma di Papa Gregorio XIII sui portali d’ingresso e sulle volte, qui è come se il tempo si fosse fermato al tardo Cinquecento. Il progetto dell’edificio, vi ricordo, per molto tempo attribuito all’Ammannati, fu in realtà realizzato dall’architetto gesuita Giuseppe Valeriani, che certamente si confrontò con altri architetti dell’epoca…».
Sublime, uno spettacolo davvero sublime. E per me, che in passato c’ero già stato diverse altre volte, mi sembra una realtà quasi magica, dove si conserva intatta l’atmosfera raccolta e solenne della vecchia Biblioteca Major, la biblioteca dove un tempo studiavano i frati e gli allievi del prestigioso istituto del Collegio Romano.

La vetrina dedicata a Pesaro Capitale della Cultura 2024 (Foto Giornalisti Italia)

Gennaro Sangiuliano è un fiume in piena, e se il ministro avesse tempo per farlo ci farebbe vedere e sfogliare i testi più antichi qui conservati, ma che oggi cita soltanto e ci indica con l’indice della mano.

Emanuele Merlino riceve da Carlo Parisi la Targa Francesco Toscano del Premio Troccoli Magna Graecia patrocinato da Giornalisti Italia (Foto Rino Barillari)

Non siamo i soli, però, ad assistere a questa straordinaria lezione di storia antica, ma anche di storia dell’arte, di storia dell’editoria, di storia delle religioni e della filosofia. Insieme a noi c’è anche Emanuele Merlino, il Capo della sua Segreteria Tecnica, autore di un libro che due anni fa ha riscosso molto successo, “Un eroe. Ermenegildo Rossi, quando il coraggio fece paura all’Italia”. Libro che gli è valso il conferimento della “Targa Francesco Toscano 2024” del Premio Troccoli Magna Graecia che Merlino è stato impossibilitato a ritirare il 18 maggio scorso a Cassano Ionio, e che Carlo Parisi gli ha consegnato assieme al vincitore del premio alla carriera giornalistica Rino Barillari.
Ma ci sono anche i suoi “angeli custodi”, gli uomini della sua scorta, che il ministro ha invitato dentro insieme a noi per far vedere anche loro la parte più intima di questa loro casa comune. Con loro c’è un alto Ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, il colonnello Alessandro Basile, Capo delle Scorte e della Sicurezza al Comando Generale dell’Arma.

Il col. Alessandro Basile, Pino Nano, il ministro Gennaro Sangiuliano, Pierluigi Roesler Franz e Carlo Parisi (Foto Rino Barillari)

L’unico vero discolo della compagnia rimane, invece, Rino Barillari, The King, il re dei paparazzi italiani, che di fronte alla bellezza e alla solennità di questa Sala della Crociera sembra letteralmente impazzito di gioia. Rino avrà scattato centinaia di fotografie e alla fine della nostra visita guidata, consapevolmente ignaro del clima che si era creato, chiede al ministro di posare per lui: «Ministro, la vorrei fotografare immerso fra tutti questi libri antichi».

Rino Barillari (Foto Giornalisti Italia)

Solo Rino può permettersi questi svarioni istituzionali! In sala cala il silenzio, io francamente a quel punto mi aspettavo una reazione del ministro; immaginavo che il ministro non si sarebbe mai prestato, e invece il sorriso debordante di Rino Barillari conquista anche lui. Rino lo fa sedere al centro della sala, con intorno un pezzo della delegazione presente, e scatta la sua bella foto istituzionale.
«Me la me manderai mai questa foto?», gli chiede poi sorridendo il ministro, e come tutti i grandi bugiardi di corte Rino lo consola: «Ma certo ministro non appena usciamo da qui». Credo che il ministro aspetti ancora, però, di avere quella foto ricordo che Giornalisti Italia gli omaggia in questo servizio.
Tutto qui? Non esattamente, c’è infatti ancora dell’altro. Ed è la “finestra” che una volta rientrati nello studio privato del ministro apre questa volta Pierluigi Roesler Franz, che senza dir nulla a nessuno di noi tira fuori dalla sua borsa di lavoro un vecchio libro e lo regala al ministro.

Il ministro Gennaro Sangiuliano riceve da Pierluigi Roesler Franz il catalogo d’arte sulla “Roma sparita” con i dipinti del suo celebre antenato Ettore Roesler Franz. Con loro Pino e Carlo Parisi (Foto Rino Barillari)

Cosa immaginereste voi? Gli avrà portato l’ultimo suo libro, dedicato magari alla deontologia professionale, o peggio ancora l’ultimo suo saggio sulla “diffamazione a mezzo stampa”, o sulle centomila sentenze cancellate dalla Corte di Cassazione nel silenzio generale e in barba ad ogni principio legato alla libertà di stampa?

Gennaro Sangiuliano (Foto Rino Barillari)

Nulla di tutto questo. È solo un catalogo d’arte, dedicato agli acquerelli del suo bisnonno, il famosissimo Ettore Roesler Franz, che raccontano con la giusta alterigia artistica la magia di una Roma sparita, una città dei sogni che non esiste più, acquerelli e dipinti che oggi sono la Storia di Roma, e che accompagnano la vita personale di questo grande inviato della Stampa e del Corriere della Sera.
Il ministro ringrazia di cuore, davvero felice di questa parentesi dedicata ai 10 anni di Giornalisti Italia, perché forse grazie a lui, e lui con noi, si è tornati per qualche ora bambini, a caccia di streghe, di fantasmi, tra i libri del passato, e di un passato che non torna più. E non è mica finita. Gennaro Sangiuliano ha accolto con entusiasmo l’invito di Carlo Parisi a presenziare al convegno che Giornalisti Italia sta organizzando «per festeggiare la testata che ha narrato questi dieci anni di storia del giornalismo italiano caratterizzati da profondi e irreversibili cambiamenti nella professione e nella categoria.

Gennaro Sangiuliano e Carlo Parisi

Dieci anni di storie collettive e personali che, spesso, hanno visto protagonisti colleghi che non chiedono altro che rispetto per la loro dignità umana e professionale; colleghi che, purtroppo spesso, pagano anche con la morte, il caro prezzo della libertà di stampa e del diritto dovere di informare e di esprimere liberamente il proprio pensiero in un Paese democratico, pertanto pluralista. Valorosi colleghi nei confronti dei quali nessuno di noi dovrebbe mai girarsi dall’altra parte».

Gennaro Sangiuliano, Rino Barillari e Carlo Parisi (Foto Giornalisti Italia)

Grazie Ministro per lo stile austero e avvolgente che ci ha riservato. Giornalisti Italia non avrebbe potuto ricevere onore più grande che festeggiare il Decennale nel tempio della cultura italiana. (giornalistitalia.it)

Pino Nano

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