Piantedosi: “Violenza pura”. Meloni: “Grave e inaccettabile”. Condanna di Unirai e Figec

Guerriglia a Torino: aggredita troupe Rai

Bianca Leonardi

TORINO – Gravissima aggressione alla troupe del programma di Rai 3 “Far West”, condotto da Salvo Sottile, oggi a Torino. La giornalista Bianca Leonardi e il suo filmaker sono stati minacciati e costretti ad allontanarsi con la forza, sotto una fitta sassaiola che ha distrutto la loro attrezzatura di lavoro, da gruppi antagonisti, incappucciati, nel corso del corteo per la riapertura del centro sociale di Askatasuna.

Salvo Sottile

Condannando «un’azione violenta e organizzata, messa in atto con l’unico obiettivo di impedire alla Rai di documentare e raccontare quanto stava accadendo», l’Azienda del Servizio Pubblico radiotelevisivo denuncia che «l’aggressione assume un significato ancora più grave alla luce del fatto che “Far West” ha realizzato un’inchiesta su Askatasuna che ha contribuito a far emergere criticità e responsabilità poi al centro dell’attenzione pubblica e istituzionale».
«Colpire i giornalisti Rai in questo contesto – sottolinea la Rai – significa tentare di intimidire il servizio pubblico e di punire chi fa informazione. La Rai esprime piena solidarietà ai colleghi aggrediti e ribadisce che non accetterà intimidazioni né zone franche imposte con la violenza. Attaccare i giornalisti significa attaccare il diritto dei cittadini a essere informati».
Unirai Figec, dal canto suo, esprime «la più ferma condanna contro la violenta aggressione subita a Torino dalla giornalista Bianca Leonardi e dal suo filmaker» stigmatizzando «un’azione deliberata e mirata contro chi fa informazione. È inaccettabile – sottolinea il sindacato dei giornalisti Rai – che si pretenda di imporre il silenzio con la violenza, trasformando le piazze in zone interdette al racconto dei fatti».
Ribadendo che «nessun giornalista deve essere lasciato solo», Unirai Figec esprime «piena solidarietà ai colleghi aggrediti, chiede alle istituzioni competenti che episodi di questo tipo non restino impuniti e afferma con forza che l’informazione non si piega alle minacce, né alle aggressioni».

Guerriglia urbana oggi a Torino

Al fianco dei colleghi vittime dell’ignobile aggressione, del dipartimento Unirai e di tutti i giornalisti della Rai si schiera il sindacato dei giornalisti Figec che denuncia «la pericolosa escalation di aggressioni che, soprattutto negli ultimi tempi, si registra nei confronti di quanti sono impegnati sul campo a garantire la libera informazione. Un fenomeno che merita risposte immediate e concrete».
Quella di oggi a Torino è stata una giornata indegna per un Paese civile. Scontri, incendi e feriti, tra cui un poliziotto brutalmente aggredito con un martello. «Le immagini del vigliacco e infame pestaggio di un poliziotto da parte di questi squadristi rossi confermano l’urgenza di ricorrere a nuovi e più forti strumenti per sconfiggere i violenti e i delinquenti che si nascondono dietro i movimenti ed il diritto di manifestare», ha commentato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, aggiungendo che: «Quanto accaduto a Torino conferma chi sono i veri violenti e chi rappresenta l’autentico pericolo per la convivenza civile e per la nostra democrazia: gli antagonisti ospiti dei centri sociali occupati abusivamente anche grazie a coperture politiche ben identificabili».

Matteo Piantedosi

«Anche in questa occasione – assicura Piantedosi – ascolteremo a sinistra ipocriti e surreali ragionamenti tesi a minimizzare le responsabilità di questi delinquenti. Ci saranno i consueti distinguo tra la bontà della causa per cui si è manifestato rispetto a pochi manifestanti intemperanti che vanno “compresi” ma non condannati. Probabilmente oggi come ieri per qualche benpensante vanno difesi perché, anche se sbagliano, sono pur sempre compagni di lotta».
E il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha dichiarato che «Quanto accaduto oggi a Torino, durante il corteo degli antagonisti contro lo sgombero dello stabile Askatasuna, è grave e inaccettabile. Uno sgombero legittimo di un immobile occupato illegalmente è stato usato come pretesto per scatenare violenze, incendi, lanci di bombe carta e aggressioni organizzate, fino a colpire un blindato della Polizia. Le immagini dell’agente aggredito parlano da sole: non siamo di fronte a manifestanti, ma a soggetti che agiscono come nemici dello Stato».

Giorgia Meloni

«A farne le spese – ha aggiunto Meloni – sono state le Forze dell’ordine, costrette a fronteggiare una vera guerriglia urbana, e alcuni giornalisti, aggrediti mentre svolgevano il loro lavoro. A loro va la mia piena solidarietà, insieme a quella ai cittadini danneggiati, che hanno pagato il prezzo di una violenza cieca e deliberata».
«Questi non sono dissenso né protesta: sono aggressioni violente con l’obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta. E per questo devono essere trattate per ciò che sono, senza sconti e senza giustificazioni. Il Governo ha fatto la sua parte, rafforzando gli strumenti per contrastare l’impunità. Ora è fondamentale che anche la Magistratura faccia fino in fondo la propria, perché non si ripetano episodi di lassismo che in passato hanno annullato provvedimenti sacrosanti contro chi devasta le nostre città e aggredisce chi le difende. Difendere la legalità non è una provocazione: è un dovere. Lo Stato non arretra di fronte alla violenza di finti rivoluzionari abituati all’impunità e sta, senza ambiguità, dalla parte di chi indossa una divisa, di chi fa informazione e di chi rispetta le regole della convivenza civile». (giornalistitalia.it)

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