Licenziati prima della riforma Inpgi e da anni senza stipendio e ammortizzatori sociali

Giornalisti esodati, i dannati della professione

Lazzaro Pappagallo, Federica Frangi, Sandro Bennucci e Stefano Fabbri

ROMA – Costituito il Comitato Giornalisti Esodati, cioè coloro che sono stati licenziati prima della riforma pensionistica applicata dall’Inpgi. Il Comitato non ha fini di lucro e ha come scopo il riconoscimento e la tutela di questa categoria da parte di Fnsi e Inpgi e l’avvio di un confronto con tutti i soggetti istituzionali e della categoria dei giornalisti perché anche a questi lavoratori venga riconosciuto il diritto alla pensione con i requisiti precedenti all’entrata in vigore della legge Fornero, recepita dall’Istituto in data 21 febbraio 2016 e ratificata dal ministero in data 21 febbraio 2017.
A tutt’oggi, secondo i dati forniti da Palazzo Chigi, di questa categoria fanno parte circa 50 persone in tutta Italia. Lavoratori dell’editoria ultracinquantenni che hanno perso il lavoro a pochi anni dalla pensione e prima dell’entrata in vigore della citata riforma perché licenziati da aziende fallite. Da anni ormai sono senza ammortizzatori sociali e senza stipendio.
Secondo le nuove regole, questi lavoratori oggi hanno diritto ad andare in pensione all’età di 67 anni, sia uomini che donne. Non sono ammessi a salvaguardie, non hanno diritto all’Ape sociale e le altre misure previste dall’Inps. Sono stati esclusi da ogni intervento straordinario, in quanto tali “oggi” non hanno diritto nemmeno ai bonus, nemmeno quelli per l’emergenza Covid.
Tutto questo è stato possibile mentre le aziende avviavano 183 prepensionamenti applicando i vecchi requisiti d’accesso della legge 416, e cioè 58 anni per le donne e 60 per gli uomini e 25 di contributi fino al 31 dicembre 2018.
La Cgil ha sanato la situazione dei poligrafici caduti in questo vuoto normativo con il comma 154 della legge di bilancio 2018 che prevede, appunto, il riconoscimento e l’applicazione dei vecchi requisiti pensionistici della 416, per età e contributi, a chi – tra il 2014 e il 2015 – aveva perso il lavoro, cioè prima dell’entrata in vigore della riforma.
Questa salvaguardia è stata negata ai giornalisti, sebbene la legge 416 disciplini i prepensionamenti di entrambe le categorie, poligrafici e giornalisti.
Il Comitato Giornalisti Esodati chiede che da subito venga riconosciuta e assimilata per questi lavoratori la stessa salvaguardia ottenuta dai poligrafici.
Lo chiede soprattutto oggi che il Governo ha stanziato nuovi fondi per i prepensionamenti e le aziende – “tra le prime” è il Corriere della Sera, che ha già siglato l’accordo – si apprestano a svuotare nuovamente le redazioni applicando ancora requisiti in deroga alla riforma Fornero.
Al Comitato Giornalisti Esodati (c.giornalistiesodati@libero.it) hanno aderito l’Associazione Stampa Romana guidata dal segretario Lazzaro Pappagallo e dal presidente Federica Frangi  e l’Associazione Stampa Toscana presieduta da Sandro Bennucci. L’Ast è al fianco di questi colleghi e la loro situazione è stata anche al centro di una delle mozioni che ha avuto per primi firmatari Sandro Bennucci, Stefano Fabbri e tutti i giornalisti delegati dell’Associazione Stampa Toscana al Congresso della Fnsi di Levico Terme, poco più di un anno fa: la mozione venne approvata per acclamazione. Chiedeva innanzitutto un censimento per poter trovare soluzioni ad una situazione paradossale. (giornalistitalia.it)

Per adesioni e informazioni:
Anna Tarquini
Associazione Stampa Romana
annatarquini61@gmail.com

Silvia Gigli
Associazione Stampa Toscana
comitatogiornalistiesodati@gmail.com

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