Durante la manifestazione nella quale è stato picchiato il collega francese Mathieu Galtier

Giornalista italiano arrestato a Tunisi

Mathieu Galtier

PARIGI (Francia) – Il giornalista Mathieu Galtier, da sei anni corrispondente da Tunisi del quotidiano francese Liberation, è stato violentemente picchiato da diversi agenti di polizia mentre seguiva una manifestazione contro il presidente Kaïs Saïed. Nel condannare con massima fermezza l’episodio, accaduto ieri, la direzione del giornale denuncia che «lo stato di eccezione che sta attraversando la Tunisia non giustifica in alcun modo una restrizione della libertà di stampa, mentre l’impunità delle precedenti violenze della polizia contro i membri della stampa in Tunisia tende a dimostrare l’assenza di volontà politica a tutela dei giornalisti, che sono le uniche affidabili fonte di informazioni sul posto».

Mohamed Karim Jamoussi

Liberation ha presentato una protesta ufficiale all’ambasciatore tunisino a Parigi, Mohamed Karim Jamoussi, chiedendo che il resoconto fotografico di Mathieu Galtier sia immediatamente restituito al giornalista e che venga aperta un’indagine sui suoi aggressori.
Galtier stava, infatti, documentando la manifestazione che era stata ufficialmente vietata per le limitazioni imposte dalla pandemia, ma che di fatto, nonostante i blocchi stradali delle forze di sicurezza, nel primo pomeriggio aveva visto alcune centinaia di persone (almeno 1200 secondo il ministero dell’Interno) convergere in piazza dell’Orologio, il punto centrale di Bourguiba Avenue, nel centro di Tunisi. Verso le 14.45, però, è intervenuta la polizia disperdendo i manifestanti con cannoni ad acqua e gas lacrimogeni.
Pochi minuti dopo, Mathieu Galtier, mentre filmava con il suo cellulare il brutale arresto di un manifestante, è stato aggredito da un agente di polizia ed a nulla sono valsi i tentativi di qualificarsi come giornalista. Altri agenti lo hanno bloccato e trascinato tra due furgoni. «Hanno iniziato a picchiarmi dappertutto, – racconta Galtier a Liberation – ero a terra, raggomitolato in posizione fetale, urlavo che ero un giornalista. Uno di loro mi ha cosparso di gas a distanza ravvicinata. Mi hanno preso a calci. Alla fine, hanno preso il mio telefono, la mia tessera stampa e mi hanno lasciato lì».
Mathieu Galtier è stato assistito dai vigili del fuoco, che gli hanno fornito i primi soccorsi. «Quando sono riuscito ad aprire gli occhi, – racconta ancora il giornalista a Liberatioin – un poliziotto mi stava aspettando con i miei effetti personali per accompagnarmi alla stazione di polizia in via Ibn Khaldoun. Dopo pochi minuti, mi hanno detto: “Puoi andartene. Mi hanno restituito il telefono, ma non la scheda SD, su cui c’erano le mie immagini e i miei video».
Al pronto soccorso di una clinica di Tunisi, un medico ha prescritto al giornalista quindici giorni di riposo per un graffio di 10 centimetri sulla fronte, un livido sul braccio destro, contusioni alla schiena, parte superiore e addominale ed un edema al piede sinistro.
Natalia Roman, presidente del Club dei corrispondenti esteri del Nord Africa (Nafcc), rende noto che durante la manifestazione, almeno un altro giornalista, italiano, del quale non si conoscono ancora le generalità, è stato arrestato. L’associazione dei corrispondenti esteri ha, intanto, avviato un censimento degli abusi commessi dalle forze dell’ordine contro la stampa e intende coordinare un’azione di protesta con l’Unione Nazionale dei Giornalisti Tunisini. (giornalistitalia.it)

 

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