Mobilitazione contro l’abbandono dell’area orientale: dura denuncia di 4 Assostampa

Giornale di Sicilia, ma di quale Sicilia?

SIRACUSA – Cresce la mobilitazione contro la paventata chiusura delle redazioni e delle pagine orientali del Giornale di Sicilia. All’appello lanciato, ieri, dal giornalista Gaetano Scariolo, dal segretario dell’Assostampa, Prospero Dente, e dal consigliere regionale dell’Ordine dei giornalisti, Santo Gallo, pubblicato su Giornalisti Italia, stanno aderendo in tanti, tantissimi. Soprattutto i cittadini onesti, quelli che hanno sempre creduto e vorrebbero continuare a credere nei cosiddetti giornalisti “con la schiena dritta” e che, pertanto, non riescono neppure ad immaginare che l’editore del Giornale di Sicilia pensi davvero di poter guardare al futuro tagliando le cronache locali e, di conseguenza, privando il territorio dei tanto decantati “cani da guardia della democrazia”, sempre presenti – soprattutto a queste latitudini – nei discorsi di chi predica bene e razzola male.

Prospero Dente

Giuseppe Gulletta

«La chiusura delle pagine di Catania, Messina, Ragusa e Siracusa del Giornale di Sicilia, paventata da qui ad una settimana, mortifica la storia decennale di tantissimi cronisti, elimina uno strumento di confronto, analisi e denuncia sempre al fianco dei lettori e tutti i cittadini». Ad affermarlo, con una nota congiunta, sono i segretari provinciali delle Associazioni di Stampa di Catania, Messina, Ragusa e Siracusa, Daniele Lo Porto, Giuseppe Gulletta, Gianni Molè e Prospero Dente, che, nell’esprimere solidarietà e vicinanza, evidenziano che «il piano editoriale, presentato nei giorni scorsi, sicuramente lontano dai proclami di rilancio e investimento sul territorio, toglie, in maniera incomprensibile, un’altra voce autorevole alle nostre province riproponendo quanto avvenuto, tre anni fa, con la chiusura delle redazioni della Gazzetta del Sud».

Gianni Molè

Daniele Lo Porto

I quattro segretari provinciali ricordano, infatti, che «lo stesso editore, a distanza di poco tempo, decide, in buona sostanza, di mortificare ancora una volta una fascia di Sicilia, abdicando quel ruolo autorevole, libero, responsabile, coraggioso, alla deriva social, ai tanti (purtroppo) finti giornalisti che popolano la rete. La chiusura di un giornale, di quattro redazioni che hanno contribuito alla storia di questo quotidiano, è una sconfitta assai grave. Questa scelta priverà i tanti lettori di una ulteriore voce; priverà molti lettori di quella ulteriore informazione che, in questa epoca, resta avamposto di ricerca di verità e di raziocinio davanti alle urla mediatiche scomposte».

Gaetano Scariolo

«Ai lettori – incalzano Lo Porto, Gulletta, Molè e Dente – mancherà il coraggio di tutti quei cronisti che entrano dentro la notizia prima di raccontarla. Di tutti quei colleghi che oggi – da Messina a Catania, da Siracusa a Ragusa – resistono a schiena dritta davanti agli attentati e alle intimidazioni, fisiche e verbali, ma vengono messi in ginocchio, non dalla malavita, ma dagli stessi editori».
Quindi un ulteriore appello: «Forse è il momento in cui tutta la società – politici, istituzioni, sindacati, mondo delle imprese, ognuno tra di noi giornalisti – si interroghi sul potere delle pagine di un giornale». (gionalistitalia.it)

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